Ringiovanire lo sguardo con i filler: il riempimento della palpebra superiore

La prima volta che sono stata dal dott. Giovanni Salti ( www.giovannisalti.com) per eseguire il trattamento di cui ho parlato nell’articolo Il ringiovanimento del viso con filler a base di acido ialuronico. Nuove logiche iniettive (prima parte) il medico, studiando il mio viso, mi fece osservare che le palpebre superiori stavano subendo un processo di scheletrizzazione e di incavamento tipico dell’età. Mi consigliò quindi il riempimento anche di quella zona che avrebbe consentito il ringiovanimento dello sguardo e migliorato l’aspetto complessivo del viso.

Avendo già visto eseguire questo tipo di trattamento, proprio dal dott. Salti  al congresso FIME  tenutosi a Pavia ad Aprile 2018, e avendo avuto modo di constatare fin da subito gli eccellenti risultati ottenuti su una paziente,  accettai  il consiglio  immediatamente.  Rimasi quindi d’accordo con il dottor Salti  che avrei effettuato il riempimento della palpebra dopo aver concluso gli altri trattamenti programmati per il ringiovanimento del viso. 

Eccomi quindi qui a raccontarvi com’è andata, non prima di ricordare i motivi per cui le palpebre superiori, come il resto del viso,  subiscono tale processo di scheletrizzazione.

Cosa avviene durante l’invecchiamento

Il viso presenta numerosi strati che possono essere così schematizzati:

  1. pelle,
  2. compartimento adiposo superficiale,
  3. SMAS (Sistema muscolo-aponeurotico) che include i muscoli facciali,
  4. compartimento adiposo profondo,
  5. scheletro.

Ogni strato subisce delle modificazioni col passare degli anni. 

Pelle: per l’invecchiamento fisiologico (chronoaging) e l’azione di fattori esterni come il fumo e i raggi solari (photoaging) si verifica un assottigliamento del derma con diminuzione delle fibre elastiche, delle fibre collagene, della vascolarizzazione e del contenuto di acido ialuronico con conseguente disidratazione. Si formano inoltre delle aree con un’aumentata concentrazione delle cellule che producono la melanina (melanociti) con conseguente formazione di macchie.

Compartimento adiposo superficiale e profondo: la perdita di volume nei compartimenti adiposi segue uno schema di esaurimento piuttosto prevedibile.

Negli strati profondi la maggior parte della perdita di volume avviene nella zona:

  • perioculare,
  • mediale della guancia
  • del mento.

A livello sottocutaneo superficiale, la maggior parte della perdita di volume avviene nelle zone laterali a livello :

  • della tempia,
  • della zona preauricolare,
  • nel compartimento mediale della guancia, se pur in misura minore.

È interessante notare che a livello superficiale,  l’area nasolabiale e la zona delle guance non siano fortemente influenzate dalla perdita di volume, ma che subiscano un invecchiamento a causa della mancanza di una tensione laterale e posteriore che tale fenomeno si manifesti essenzialmente per scivolamento. 

The courtesy of Dott. Giovanni Salti e Raffaele Rauso

Negli ultimi anni  si è valutato che tutte le aree in cui si ha riassorbimento del grasso sono confinate tra i legamenti. Questo fa sì che sulla superficie del viso si manifestino varie depressioni in zone ben determinate e visibili in foto.

The courtesy of Dott. Giovanni Salti e Raffaele Rauso

SMAS: è costituito da un sistema di fasce fibrose che comprende anche i muscoli mimici e si estende dal collo a tutto il viso. E’ connesso sia alle strutture sovrastanti che a quelle sottostanti. In particolare è fissato saldamente allo scheletro attraverso dei legamenti molto forti. Tali legamenti tendono ad indebolirsi con l’invecchiamento, contribuendo a determinare l’aspetto cadente del viso se pur  tendendo a mantenere maggiormente la loro forza di tensione  nell’area centrale e diventando più lassi nelle zone laterali del viso.

Scheletro: con l’invecchiamento,  si verifica un riassorbimento dello scheletro, principalmente nelle aree:

  • orbitali,
  • periorbitali,
  • malari,
  • submalari,
  • mandibolari.

La perdita di volume maggiore avviene principalmente nello scheletro osseo e nei compartimenti adiposi.

Per entrambi questi motivi, è chiaro che una delle zone che subisce maggiormente il processo di invecchiamento sia quella periorbitale.

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