Effetto antidepressivo della tossina botulinica. Cosa dice la scienza

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All’ultimo congresso Agorà e successivamante al congresso SIME ho ascoltato bellissime relazioni sull’effetto antidepressivo della tossina botulinica. In particolare è stato presentato uno studio clinico iniziato nel 2009, di prossima pubblicazione, condotto presso l’università di Pisa dal dott. Emilio Betti e colleghi, in cui gli autori dimostrano come il trattamento estetico con tossina botulinica:

  • abbia avuto effetto antidepressivo nei pazienti depressi,
  • migliori il tono dell’umore nelle persone sane (Normal mood).

Non si tratta di una novità. Il primo studio pubblicato su l’effetto del botulino come antidepressivo è del 2006. Ma oggi la ricerca ha fatto passi da gigante ed ha cercato di dimostrare i meccanismi per cui si abbia questo effetto.

La questione mi ha interessato così tanto che ho voluto approfondire e parlarne anche con la dottoressa Roberta D’Emilio, una delle massime esperte di tossina botulinica in Italia in una diretta che riporto qua sotto.

Ma prima di raccontarvi come e perchè il botulino può agire da antidepressivo cerchiamo di riassumere cosa è il botulino e a cosa serve.

Cosa è  la tossina botulinica

La tossina botulinica è un FARMACO. E’  una proteina neurotossica  derivata da ceppi del batterio Clostridium botulinum, altamente selezionati in laboratorio.

In  medicina estetica  la tossina viene genericamente chiamata Botox, dal nome commerciale con cui il prodotto della Allergan viene distribuito negli USA e con cui, per estensione, vengono denominate tutte le altre tossine presenti sul mercato, seppur abbiano un nome diverso.

A cosa serve la Tossina Botulinica

La Tossina è un farmaco che permette di inibire temporaneamente l’azione dei muscoli mimici del volto riducendo la presenza delle rughe di espressione (dinamiche) e impendendone la formazione (azione preventiva).

La formazione delle rughe è dovuta in larga misura alla mimica facciale. I movimenti dei muscoli provocano, ad ogni espressione del viso, una contrazione e un rilassamento della pelle che fa sì che a lungo andare la pelle resti segnata per sempre da quelle che sono denominate rughe di espressione o rughe dinamiche che si formano per lo più:

  • ai lati degli occhi (zampe di gallina),
  • sulla fronte,
  • tra le sopracciglia,
  • sopra il labbro superiore,
  • ai lati della bocca,
  • sul collo.

La tossina botulinica rappresenta una strategia terapeutica efficace per contrastare e prevenire l’invecchiamento muscolare  dell’intero volto, agendo non sulla singola ruga.

Potremmo definire la tossina botulinica un vera e propria terapia finalizzata a contrastare l’iperattività dei muscoli mimici.

Come agisce la tossina botulinica

La tossina botulinica, iniettata nel muscolo target, con un ago corto e sottile, ne inibisce l’attività, provocandone un rilassamento TEMPORANEO e riducendo l’pertono

Il meccanismo d’azione della tossina botulinica

La storia della tossina botulinica e del suo utilizzo in medicina estetica

Nel 1978, la FDA approva la neurotossina di tipo A (Oculinum) per i test sull’uomo. Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta la  Allergan, acquista i diritti per la tossina botulinica e cambia il nome in Botox.

L’uso della tossina botulinica in medicina è iniziato nel lontano 1989 quando il suo utilizzo fu approvato dall’FDA per il trattamento dello strabismo e del blefarospasmo.

Successivamente nel 2002 giunse l’approvazione  da parte dell’FDA per l’uso in medicina estetica, esclusivamente per il miglioramento temporaneo delle rughe di espressione fra le sopracciglia (rughe  glabellari). Nonostante il suo utilizzo off label fosse iniziato già molti anni prima.

In Italia l’uso della tossina botulinica fu autorizzato dal Ministero della Salute nel 2004 limitatamente ad un solo tipo di tossina il Vistabex .

Successivamente fu approvato l’utilizzo di:

  • Azzalure (2010),
  • Bocouture (2011).

Oggi, il botulino è un farmaco usato in medicina per oltre 40 patologie (strabismo, il blefarospasmo, i tic facciali, certi tipi di cefalee, il torcicollo miogeno, lo stridore laringeo, l’iperreflessia vescicale, il vaginismo, iperidrosi, bruxismo, alcune forme di dolore cronico quali quello post-erpetico, ecc).

Quali sono le tossine approvate in Italia in campo estetico

I prodotti a base di tossina botulinica approvati in Italia  per essere utilizzati in medicina estetica sono come già osservato:

  • Vistabex, Botox in USA  (Allergan),
  • Bocouture  (Merz),
  • Azzalure, Dysport in USA (Galderma),
  • Alluzience (Galderma),
  • Letybò (Chroma),
  • Nuceiva (GP Dermal).

Quali sono le zone in cui può essere utilizzata la tossina botulinica

La tossina botulinica è stata approvata in campo estetico  per essere utilizzata solo per la:

  • zona glabellare (rughe tra le sopracciglia),
  • zona perioculare (zampe di gallina),
  • fronte.

In questo caso si parla di utilizzo “on- label” cioè secondo indicazione. Significa che il farmaco viene utilizzato esclusivamente per quella determinata indicazione per cui è stata richiesta e concessa l’autorizzazione.

Per tutte le altre zone del viso si parla di utilizzo “off-label” cioè fuori indicazione. Questo significa che il medico, intuendo la possibilità di una applicazione diversa, comincia ad utilizzare il farmaco al di fuori dell’uso indicato. In Italia, questo particolare impiego di un farmaco è accettato a condizione che vi sia già una specifica e significativa letteratura scientifica sul tema, e che il paziente sia informato del fatto (uso secondo scienza e coscienza del medico).

Ad esempio anche l’uso del botulino per le rughe glabellari è stato per lungo tempo portato avanti in modalità off-label prima di essere autorizzato. In molti altri paesi ( 23 tra i quali Brasile, Canada, Russia, Francia) ad esempio, sulla base delle evidenze riportate dalla letteratura scientifica, ormai da molti anni, è stato ammesso l’uso “on-label” del botulino nella zona fronto-perioculare e/o all’intero viso.

A breve anche in Italia sarà approvato il trattamento del platisma, fino ad oggi off-label

Per quali patologie viene utilizzata la tossina botulinica

Attualmente, la terapia con tossina botulinica è ampiamente utilizzata per moltissime patologie o disturbi (Fig A). Ne elenco solo alcune:

  • in neurologia per la distonia, le spasticità, le neuropatie autonomiche, per il dolore cronico e neuropatico, per la nevralgia del trigemino, (1)
  • per la gestione dei sintomi motori e non motori nei pazienti con malattia di Parkinson (PD) (2).
  • per l’emicrania cronica. La tossina botulinica ha ricevuto l’approvazione ufficiale per la terapia preventiva dell’emicrania cronica da parte della FDA 3
  • per l’iperidrosi o la scialorrea (4)
  • per i disturbi urologici o gastrointestinali (5).
  • per i disturbi del movimento, come il blefarospasmo, lo spasmo emifacciale e la distonia laringea (6, 7)
  • per il disturbo depressivo maggiore ed altre patologie psichiatriche (non ancora approvata FDA)

Recenti studi scientifici supportano che la tossina botulinica possa può avere proprietà antidepressive Fig B

(A) Numero di pubblicazioni sulle varie patologie (dolore, iperidrosi, post-ictus, tremore, salivazione, epilessia, torcicollo, spasmo emifacciale, blefarospasmo, sindrome di Meige), in cui si utilizza la Tossina botulinica, inclusa la depressione. (B) Numero di pubblicazioni negli ultimi 20 anni sull’utilizzo della tossina nella depressione e in ambito psicologico Courtesy of https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8102733/
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