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Lo provo per voi: migliorare la rugosità delle braccia con un mix di acido polilattico e acido ialuronico

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Al congresso SIME che si è tenuto a Maggio a Roma, ho ascoltato una bellissima relazione della bravissima dottoressa Rosalba Russo, chirurgo e medico estetico, una delle maggiori esperte a livello internazionale in tecniche iniettive.

Nella relazione la dottoressa ha parlato di Acido Polilattico,  da utilizzare per migliorare la compattezza cutanea e ridurre la lassità cutanea  e la rugosità  di alcune aree del corpo e del viso.

Si tratta di un prodotto di cui ho raccontato molto qui sul blog. Un prodotto che mi piace particolarmente  per le sua caratteristiche di biorivitalizzazione profonda e significativa  che consente. 

Ma la grande novità di cui ha parlato la dottoressa Russo consiste nella possibilità di mixare l’acido polilattico con un prodotto a base di acido ialuronico per ottenere un miglioramento della qualità cutanea più immediato 

Ed  è proprio della mia esperienza con  questo nuovo mix di cui  voglio raccontarvi in questo articolo non prima di avervi illustrato le caratteristiche del trattamento e dei due prodotti che compongono questo mix innovativo: acido polilattico e acido ilauronico.

La storia dell’acido polilattico

L’acido polilattico non è una novità sul mercato dell’estetica.  Lanciato alla fine degli anni ’90 con il nome di SCULPTRA, fu approvato dall’FDA nell’Agosto del 2004 per trattare le lipodistrofie (ampia varietà di malattie rare, accomunate dalla mancanza o perdita di tessuto adiposo sottocutaneo) nei pazienti affetti da HIV e, nel 2009, per correggere le rughe nosogeniene e altre rughe del volto.

Ha vissuto alterne vicende a causa di errori di interpretazione e  comunicativi compiuti dalle varie aziende che si sono susseguite nella distribuzione del prodotto

Cosa è l’acido polilattico

L’acido polilattico (PLA) è un:

  • polimero dell’acido lattico
  • Alfa-idrossi-acido, 
  • materiale di origine non animale.  

Courtesy of Riccardo Forte

L’acido polilattico  può essere considerato un ricostituente del tessuto connettivo, in grado di influire direttamente sull’attività dei fibroblasti e la produzione di collagene.

Si tratta di un polimero sintetico impiegato in medicina da oltre 30 anni, sotto forma di fili di sutura, viti, placche, impianti

Quali sono le caratteristiche dell’acido polillattico 

L’acido polilattico è un polimero sintetico:

  • biocompatibile: non è dannoso per l’organismo,
  • atossico: privo di qualunque tossicità,
  • biodegradabile e riassorbibile: una volta all’interno dei tessuti viene completamente riassorbito,
  • immunologicamente inerte.

Caratteristiche dell’acido polilattico (Courtesy of Riccardo Forte)

L’acido polilattico è un filler?

L’acido polilattico viene erroneamente definito un filler.

Si tratta di un errore compiuto anche dall’azienda che lo lanciò sul mercato alla fine degli anni ’90 che, proponendolo come un filler, indicò modalità iniettive e diluizioni errate. 

Errore che ha avuto come conseguenza moltissime problematiche derivanti da un utilizzo scorretto del prodotto che hanno portato molti a considerarlo erroneamente dannoso e pericoloso. Si tratta invece di un prodotto che, se utilizzato correttamente, consente risultati progressivi straordinari. 

L’acido polilattico è un BIORISTRUTTURANTE che consente un ringiovanimento progressivo e graduale nel tempo con effetti molto naturali. E, come tale, non può essere utilizzato come un classico riempitivo.  

Qual è il meccanismo d’azione dell’acido polilattico

Il meccanismo d’azione dell’acido polilattico è ben indicato nell’articolo  Single-arm study for the characterization of human tissue response to injectable poly-L-lactic acid. di Goldberg ed altri,  pubblicato su Dermatology Surgery nel 2013

In tale articolo è indicato come l’acido polilattico, una volta iniettato nei tessuti,  sia in grado di stimolare in  modo massiccio la produzione di collagene di tipo 1, secondo un meccanismo ben descritto nell’immagine sottostante.

Il polilattico una volta nei tessuti crea una tipica  reazione da corpo  estraneo, viene aggredito dai macrofagi  i quali rilasciano fattori di crescita che stimolano la produzione di fibroblasti,  attivando la neocollanegoengesi che sarà più o meno massiccia a seconda di come il prodotto è stato diluito ed idratato

  Courtesy of Riccardo Forte

A livello istologico è visibile come il collagene tende a riorganizzarsi e creare un’ impalcatura  in grado di  rendere i tessuti più compatti e resistenti .

Quali risultati consente l’acido polilattico 

Abbiamo detto che l’acido polilattico non è un volumizzante istantaneo, ma consente un ringiovanimento progressivo e duraturo nel tempo. Il suo utilizzo permette  di ripristinare il collagene perduto gradualmente con l’invecchiamento,  consentendo una ristrutturazione dei tessuti ai quali segue:

  • un ispessimento del derma e del tessuto sottocutaneo che anche al tatto diventa più “denso”, con conseguente attenuazione delle rughe ed un ripristino dei volumi del volto, 
  • un miglioramento dell’aspetto cutaneo con riduzione dei segni dell’invecchiamento.

Come deve essere utilizzato l’acido polilattico

Gli elementi fondamentali da prendere in considerazione per un’utilizzo corretto del prodotto sono:

  • la diluizione: il prodotto  è una polvere e deve essere diluito con acqua bidistillata. La diluizione rappresenta la quantità di acqua con cui viene preparato l’acido polilattico e condiziona la densità del prodotto. Con l’acqua la polvere si sospende, ma non si scioglie. Infatti il prodotto va energicamente agitato,
  • l’idratazione: costituisce il metabolismo del PLA. Il polilattico, una volta nell’acqua comincia a disgregarsi e il suo peso molecolare si riduce, iniziando il suo metabolismo.  

L’acido polilattitico, a seconda delle differenti modalità di diluizione ed idratazione  può essere utilizzato per finalità differenti e su pazienti che hanno inestetismi diversi.

La scelta della preparazione dipenderà dall’inestetismo da correggere.

Importantissima diventa quindi la selezione del paziente e sarà indispensabile scegliere la preparazione più indicata per quel determinato paziente

  Modalità di diluizione ed idratazione (Courtesy of Riccardo Forte)

Le preparazioni possibili, a seconda dell’indicazione, possono essere:

  • Bassa diluizione e bassa  idratazione: darà luogo a polimeri grandi  distribuiti in uno spazio ridotto e il prodotto avrà una spina irritativa molto intensa. Si tratta di un utilizzo dedicato ai soggetti che presentano lipodistrofie importanti, 
  • Bassa diluizione alta idratazione darà luogo  polimeri piccoli in poco spazio. Quindi il prodotto sarà molto concentrato ma l’irritazione da polilattico sarà inferiore,
  • Alta diluizione e bassa idratazione:   darà luogo a polimeri grandi in molto spazio che potrebbe portare ad un’iper correzione
  • Bassa diluizione e Alta Idratazione: darà luogo a  polimeri piccoli in molto spazio. Quindi il prodotto ricostituito con questa modalità lavorerà molto bene nei soggetti che hanno una finissima rugosità e hanno volumi corretti. In questo caso verrà iniettato molto superficialmente per eseguire una sorta di pavimentazione di collagene.

E’ opportuno sottolineare che nessuna di queste formulazione è errata o corretta in assoluto. Importante è eseguire una corretta diagnosi ed utilizzare la formulazione più adeguata per quel determinato paziente 

Quali sono i soggetti per cui  è indicato il trattamento con Acido Polilattico

Il trattamento con acido polilattico è particolarmente indicato nei pazienti:

  • con viso magro e scarno, con  pelle estremamente sottile, dove qualsiasi altro filler non potrebbe dare buoni risultati o addirittura rischierebbe di essere visibile/palpabile,
  • con lipoatrofia lieve o moderata, 
  • restii a frequenti trattamenti.

Paziente ideale per il trattamento con acido polilattico con tessuto sottocutaneo poco rappresentato 

Ideale per trattare il volto maschile, essendo un prodotto che consente una ristrutturazione e un rispristino naturale e graduale dei volumi nel tempo.

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