Le mie creme al retinolo preferite

Come vi ho già anticipato nell’articolo Retinolo e Retinoidi: differenze e analogie  la mia esperienza con i retinoidi è iniziata circa venti anni fa, quando mio cognato, dermatologo negli USA, mi consigliò, nonostante io non soffrissi di acne,  di iniziare ad utilizzare per prevenire l’invecchiamento, Retin-A, una crema a base di acido retinoico, a varie concentrazioni  che attualmente non si trova più in vendita in Italia, ma su vari siti internet  dei quali non conosco l’attendibilità.

Devo dire che non fui molto costante.  All’epoca, avevo  circa 35 anni, non fui  abbastanza lungimirante nel pensare che l’invecchiamento sarebbe, prima o poi, arrivato. La crema mi provocava  una  desquamazione continua,  nonostante utilizzassi il dosaggio minimo e la mescolassi con “una crema base”. E alla fine mollai.

Provai allora ad utilizzare vari prodotti contenenti retinolo, reperibili in farmacia, con i quali, probabilmente o  per la minima percentuale di principio attivo o perchè non correttamente formulati, non ottenni nessun beneficio.

Anni dopo, fu sempre mio cognato, a segnalarmi le creme di Obagi ( enermedica.it/zo-skin-health/) (di cui ho già parlato nel mio primo articolo La prima regola: curare la pelle ), come molto valide e ben formulate, contenenti elevate percentuali di  retinolo incapsulato, molto meno irritante dell’acido retinoico.

Purtroppo in Italia non esistevano ancora e fui costretta ad aspettare un pò di anni…..Finché un bel giorno, la dottoressa Lavagno ( www.lialavagno.com) con la quale avevo parlato più volte di queste creme, mi riferì che Enermedica (enermedica.it/) era riuscita finalmente ad importarle in Italia e lei sarebbe stata tra i primi  medici autorizzati alla vendita.

Le ordinai subito e furono una rivelazione. Mio cognato, come sempre, aveva avuto ragione.

La mia pelle in un mese aveva subito un cambiamento che mai avrei immaginato possibile con una semplice crema.

La filosofia di Obagi

Obagi fu il primo a concepire la “cura della pelle” come una scienza e coniò il termine “Scienza della salute della pelle” basato su  un assunto di base semplicissimo, una pelle bella è una pelle sana.

Una pelle sana  deve essere:

  • liscia,
  • soda e tonica,
  • idratata,
  • tollerante (funzione barriera intatta),
  • dal colorito uniforme (normale produzione di melanina e distribuzione uniforme),
  • libera da patologie cliniche apparenti.

Lo scopo dei trattamenti  Obagi è quindi quello  di riprogrammare le cellule della pelle in modo da invertirne i segni dell’invecchiamento rendendo la pelle sana.

Principi Obagi attraverso i quali è possibile ottenere un pelle sana

Il metodo Obagi per ottenere una pelle sana,   consiste nel trattare la pelle nel suo insieme,  mediante una approccio olistico al ringiovanimento cutaneo, con il preciso scopo di mantenere la pelle in buona salute per tutta la vita.

I capisaldi della filosofia Obagi, finalizzati ad ottenere  una pelle sana, possono essere così elencati:

  • riparazione della funzione barriera al fine di correggere la debolezza e la secchezza dell’epidermide ripristinando il corretto equilibrio di acqua, lipidi e proteine,
  • stimolazione, con lo  scopo di riattivare l’attività cellulare mediante l’utilizzo di retinolo e acido retinoico,
  • stabilizzazione, normalizzando le funzioni cellulari dell’epidermide per prevenire la sensibilità ai trattamenti e permettere alla pelle di rinnovarsi  e rafforzarsi,
  • controllo del sebo: importantissimo nella filosofia Obagi la  minimizzazione della produzione del sebo in eccesso, per trattare e contenere disordini della pelle oltre che per  correggere problemi di pigmentazione e prevenire infiammazioni croniche,
  • eliminazione di infiammazioni croniche per aiutare a prevenire:
    • disfunzioni cellulari,
    • alterazioni della texture,
    • sensibilizzazione della pelle,
    • discromie,
    • invecchiamento accelerato,
    • scarsa rigenerazione e scarsa risposta ai trattamenti,
  • superamento della resistenza cutanea limitando l’utilizzo di agenti topici medicali (es. acido retinoico e idrochinone) per brevi periodi di tempo. Questo perchè la pelle potrebbe  sviluppare tolleranza e resistenza a varie sostanze, con la conseguenza che i trattamenti potrebbero risultare  inefficaci o addirittura comportare complicazioni. Quindi, una volta terminato il trattamento terapeutico, è sempre opportuno passare a programmi di mantenimento, al fine di stabilizzare la pelle e riuscire a mantenere i risultati ottenuti nel lungo periodo,
  • idratazione + azione lenitiva: al fine di  ridurre la gravità di reazioni e irritazioni dovuti ai trattamenti, utilizzando idratanti funzionali in alternativa a emollienti tradizionali, con lo scopo di  aumentare la tolleranza della pelle ai trattamenti, senza comprometterne i risultati,
  • protezione solare:  per difendersi dai danni causati dall’esposizione a raggi UVA, UVB, HEV, IR-A e  fornire sostanze antiossidanti e antinfiammatorie, che consentano il ripristino della corretta idratazione .

Gli effetti delle “creme idratanti” secondo la filosofia Obagi

Un aspetto che mi preme sottolineare della filosofia Obagi, e che trovo interessante  e in controtendenza rispetto alle comuni teorie sulla cura della pelle, è la sua idea riguardo all’idratazione.

Secondo  Obagi la popolarità degli idratanti ha portato  alla diffusone del termine “pelle sensibile“. Gli idratanti contengono generalmente gli stessi componenti che  naturalmente si trovano nella pelle (acqua, lipidi e proteine). Applicare idratanti crea un elevato livello di saturazione di questi elementi sulla superficie della pelle, fornendo un falso senso di idratazione. Secondo Obagi, utilizzare idratanti occasionalmente è accettabile, ma dover dipendere da essi per idratare la pelle quotidianamente provoca , in realtà, danni.

Infatti se utilizzate ripetutamente, le cosiddette creme idratanti, non fornendo un’idratazione di lunga durata, possono bloccare quella che è l’ idratazione naturale della pelle. Potremmo dire che forniscono solo un conforto e una sensazione temporanea di pelle morbida, ma un’idratazione artificiale di breve periodo che, compromettendo la funzione barriera, rendono la pelle:

  • più debole,
  • più secca.

Gli idratanti risultano  dannosi anche per le funzioni cellulari. Se si eccede infatti nell’utilizzo di idratanti la comunicazione tra le cellule è disturbata e la pelle cessa di produrre  la propria idratazione naturale diventando dipendente dal ripetuto utilizzo di idratanti. Le funzioni cellulari non lavorano a livello ottimale  e viene compromessa la loro capacità di rinnovarsi. Questo può  comportare:

  • un’eccessiva sensibilità della pelle, 
  • segni di invecchiamento precoce.

Il sistema di veicolazione del retinolo nei prodotti Obagi

Nei prodotti Obagi esistono due modalità di veicolazione mediante:

  • oleosomi che consentono un rilascio controllato del retinolo. Sono  costituiti da sfere microscopiche di olii derivanti da piante emollienti e vitamina E, circondati da una membrana di fosfolipidi e uno strato di proteine. Quando gli oleosomi entrano in contatto con la pelle, iniziano a rilasciare il loro contenuto gradualmente  nello strato corneo. Gli oleosomi infatti non collassando contemporaneamente, garantiscono  una  distribuzione e un rilascio controllato del retinolo. Ciò permette agli attivi di essere presenti nella pelle per lunghi periodi di tempo.
  • microemulsione  consente un  rilascio rapido di Retinolo ed una penetrazione ccelerata nella pelle . La microemulsione contiene  particelle microscopiche (con diametro inferiore a 100 nm) che rende possibile una penetrazione accelerata nella pelle.
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