Eliminare il sorriso gengivale (gummy smile) con il filler: interviene la dottoressa Patrizia Piersini

Introduzione

Tempo fa avevo scritto un articolo in cui indicavo il trattamento con il botox come il più efficace e veloce per migliorare il Gummy smile o sorriso gengivale. Ma al congresso Agorà che si è svolto a Milano ad  ottobre 2019, ho assistito ad una relazione molto interessante in cui, per trattare questo inestetismo, tra l’altro molto comune, veniva  indicata  una nuova tecnica,  in cui viene utilizzato il filler infiltrato in una regione leggermente differente da quella abituale.  La relazione è stata presentata dalla dottoressa Patrizia Piersini, medico estetico di Torino, autrice di uno studio pubblicato su tale tecnica.

La dott.ssa Patrizia Piersini

Chi mi segue conosce già la dottoressa. Ho eseguito presso di lei vari trattamenti sui quali ho scritto vari articoli  (La terapia fotodinamica: intervista alla dottoressa Patrizia Piersini Profhilo: il bio-rimodellamento del collo  Hair Filler Dr. CYJ: il trattamento che rinforza i capelli) e la conosco già da un pò di tempo.

A fine relazione, mi sono quindi avvicinata e le ho chiesto se sarebbe stata disponibile ad essere  intervistata su quanto  aveva esposto.   Lei, donna di una gentilezza straordinaria che apprezzo, non solo per le sue indubbie  capacità professionali, ma per l’umanità, l’empatia e l’affabilità che mostra sempre, sinonimo di una delicatezza d’animo non comune, si è resa immediatamente disponibile.

Ecco quindi che cosa mi ha raccontato.

Dottoressa Piersini che cosa s’intende per Gummy smile o sorriso gengivale?

Il Gummy smile o sorriso gengivale è quel sorriso   in cui si espone  troppo la gengiva, compresa tra i denti dell’arcata superiore e il labbro superiore mucoso. Si può notare quando una persona, sorridendo, solleva in maniera eccessiva il labbro superiore,  mettendo in evidenza, completamente o parzialmente, le gengive.

Si tratta di un inestetismo che a volte può  comportare imbarazzo  e creare  complessi tali da indurre la persona, portatrice di tale inestetismo, a nascondere il  proprio sorriso.

E’ interessante notare che la linea del sorriso alta non viene percepita come un problema se i denti sono ben allineati e se l’esposizione gengivale non è esagerata.

Si tratta di un inestetismo  molto diffuso nella popolazione?

Circa il 10%  dei pazienti, di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, ha un sorriso gengivale.  Ed è molto più frequente nelle donne che non negli uomini (1).

Generalmente:

  • le donne tendono a mostrare 1-2 mm  in più di margine gengivale rispetto agli uomini
  • gli uomini tendono a mostrare solamente i denti anteriori senza esposizione della gengiva

Da cosa può dipendere il Gummy smile?

Il Gummy smile può  avere differenti  cause ed essere di  natura (2):

  • dento- gengivale: dovuta ad un’eruzione dentale non completa,
  • muscolare: creata da un’iperattività del muscolo elevatore del labbro superiore o da un labbro superiore anatomicamente corto,
  • dento-alveolare (scheletrica): data da un’eccessiva crescita verticale della mascella o da uno scarso spessore dell’osso alveolare
  • mista: quando si ha la presenza di uno o più di alcuni di questi fattori. 

Il sorriso gengivale non è quindi sempre causato da gengive troppo grandi o da denti troppo piccoli, bensì da un iper lavoro dei muscoli elevatori del labbro superiore (troppo forti e tonici) che, all’atto di sorridere, fanno appunto sollevare eccessivamente il labbro, problematica, talvolta, associata  ad un labbro più corto del normale.

Come si può risolvere o migliorare questo inestetismo?

Le soluzioni sono di vario tipo e possono suddividersi tra:

  • definitive attuabili mediante:
    • ortodonzia (intrusione dei denti)
    • chirurgia plastica resettiva parodontale e/ossea
    • chirurgia protesica (faccette dentali)
  • temporanee utilizzando:
    •  tossina botulinica (Botox)
    • filler.  

Come avviene il trattamento con Tossina Botulinica?

Tale trattamento, detto off-label, ossia fuori indicazione,  avviene iniettando piccole dosi di tossina botulinica, alla base e ai lati del naso (3).

Si interviene su:

  • il muscolo elevatore del labbro superiore e  dell’ala nasale,
  • il muscolo depressore del setto nasale.

In questo modo si riesce a ridurre l’attività dei muscoli elevatori del labbro superiore, rilassandoli. Tali muscoli, perdendo forza e tonicità, non riescono più a sollevare del tutto il labbro, il quale si allunga in modo tale da non scoprire più le gengive, quantomeno in maniera non evidente.

L’effetto non è immediato e si comincia ad apprezzare a distanza di 4/5 giorni dall’infiltrazione, mentre il risultato finale sarà visibile dopo 10/15 giorni.

Come tutti i trattamenti estetici a base di Botox, anche questo non è definitivo, ma è in grado di ridurre  solo per qualche mese (4/6), la tonicità dei muscoli responsabili dell’inestetismo. E Per mantenere l’effetto, è necessario quindi ripeterlo ciclicamente.

Un esempio di sorriso gengivale prima e dopo il trattamento con Botox

 

Quali sono i punti di debolezza legati al trattamento con tossina botulinica?

I punti di debolezza legati al trattamento con tossina botulinica sono:

  • la durata dell’effetto del trattamento che risulta relativamente breve,
  • gli effetti collaterali di rilievo  consistenti in gravi asimmetrie che possono presentarsi  se il trattamento non viene eseguito in modo corretto.

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