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La protezione solare è la miglior crema antiaging solo se…..

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Spesso mi chiedete consigli su quali siano le creme antiaging più efficaci. Si tratta di un argomento che tratto spesso. E cerco sempre di indicarvi sia i prodotti che le  sostanze che secondo la mia esperienza (vedi art:I magnifici 5 (per me) per un’efficace Skin care ) sono le più efficaci per migliorare i vari inestetismi che possono presentarsi su nostri visi, siano essi macchie, microrugosità, pelle spenta e disidratata. Puntualizzando sempre che nessuna crema, neppure la più efficace, può fare miracoli.   

Ritengo che però che anche la crema più efficace non possa prescindere dalla protezione solare che estremizzando, potrebbe essere considerata invece quella sì,  la migliore crema anti-aging. Non  ha infatti assolutamente senso eseguire trattamenti di vario tipo per ridurre le rughe e macchie, aumentare il turgore e l’elasticità della pelle se poi ci esponiamo al sole senza un’adeguata protezione.  E sono talmente convinta di quello che dico che in uno dei miei primi articoli parlavo proprio di questo argomento.

Quindi in un programma completo di cura della pelle non può mancare la protezione solare.

Interessante a tal proposito la diretta di qualche giorno fa con  la dottoressa Magda Belmontesi,  dedicata alla Skin Care Estiva  e nella quale non potevamo non parlare di protezione solare.

Vediamo quindi quali sono i rischi di una mancata protezione e come il sole può danneggiare la nostra pelle e la nostra salute.

Come è fatta  la nostra pelle

La pelle è costituita da 3 strati, ciascuno dei quali svolge una funzione specifica:

  • lo strato più superficiale chiamato epidermide,
  • lo strato intermedio chiamato derma,
  • lo strato più profondo denominato ipoderma.

 

Istologia della pelle

Cosa provoca il sole sulla pelle

Se l’esposizione solare avviene in modo corretto, gli effetti benefici del sole come già descritti in questo articolo sono innumerevoli. E non solo quello arcinoto della vitamina D sulla salute delle ossa (vedi art Vitamina D3: sai come assumerla e farne la scorta con il sole?. La luce solare ha vari effetti benefici:

  •  stimola la produzione di sostanze antibatteriche antisettiche, antimicotiche: non a caso prima dell’arrivo degli antibiotici a chi aveva infezioni croniche come la tubercolosi si prescrivevano “bagni di sole”. La luce solare è composta da raggi ultravioletti e infrarossi, che hanno potere disinfettante. Ecco perché il sole fa bene a chi soffre di malattie come psoriasi, eczema e vitiligine.
  • svolge un’azione anti seborroica e normalizza le pelle grassa, mantenendola sana. Per chi soffre di acne, invece, è importante esporsi con moderazione e usando creme specifiche.
  • è un antidepressivo naturale. Migliora l’umore e l’energia attraverso il rilascio di endorfine e aumenta le prestazioni mentali,
  • regola la melatonina,
  • aumenta le difese immunitarie.
  • migliora e accelera il metabolismo.
  • allevia i dolori artritici.

Detto ciò resta il veto alla tintarella selvaggia, perché è vero che il sole stimola e rinvigorisce, ma se non proteggiamo la nostra pelle in modo corretto, potremmo correre il rischio di subire gravi danni e non solo dal punto di vista estetico. Del resto, per garantirsi alcuni dei vantaggi del sole, non servirebbe neppure abbronzarsi: basterebbe passare più di tempo all’aria aperta (sarebbero sufficienti un’ora o due all’esterno ogni giorno), magari in movimento per innescare la produzione di sostanze che migliorano il nostro benessere.
Invece, soprattutto in Italia, in molti affermano che non rinuncerebbero mai alla tintarella e sono ancora molti quelli che, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione, non si proteggono nel modo corretto.

Non capiscono che proteggersi non significa rinunciare all’abbronzatura, ma significa abbronzarsi meglio, in modo graduale, senza scottature e con il risultato di un’abbronzatura più duratura.

Del resto basterebbe leggere  i dati USA della Skin cancer foundation che non lasciano adito a dubbi e ci dicono che:

  • il sole è responsabile della maggior parte dei tumori della pelle,
  • un americano su 5 svilupperà una forma di tumore della pelle entro i 70 anni,
  • la cheratosi  attinica è la più comune forma precancerosa e colpisce più di 58 milioni di americani, 
  • con più di 5 scottature  il rischio di sviluppare una forma di cancro è doppio,
  • negli Stati Uniti, ogni giorno a più di 9.500 persone viene diagnosticato un tumore della pelle ed ogni ora  più di due persone muoiono della malattia ogni ora,
  • il 90% dell’invecchiamento cutaneo è causato dal sole . 

Perché ci abbronziamo?

Quando la nostra pelle è colpita dai raggi solari, i melanociti, un particolare tipo di cellule situati nello strato basale dell’epidermide,  cominciano a sintetizzare la  melanina,  contenuta nei melanosomi.  Ed è proprio grazie alla sintesi e all’accumulo di  melanina  che la nostra pelle si abbronza. Si tratta di un meccanismo mediante il quale  il nostro corpo si difende dai raggi solari  riducendo il loro impatto sull’epidermide e limitando i danni che essi comporterebbero al DNA delle cellule cutanee.

La melanina ha quindi  un duplice scopo:

  •  funzione protettiva contro l’azione nociva dei raggi ultravioletti,
  • è in grado di neutralizzare la produzione di radicali liberi in risposta ai raggi ultravioletti  prevenendo così l’invecchiamento cutaneo e alcune malattie degenerative.

Importante sottolineare che l’abbronzatura non fa abituare la nostra pelle al sole poiché la porzione di melanina è determinata geneticamente. Il sole stimola le cellule a proteggersi producendo tutta la melanina che sono in grado di produrre, ma non più di essa. 

Quali radiazioni emette il sole

Oltre alla luce visibile, il sole emette radiazioni che si distinguono in:

  • raggi infrarossi, 
  • raggi ultravioletti: UV-A, UV-B, UV-C, producono un effetto sui tessuti e sul sistema metabolico e hanno maggiore energia dei raggi infrarossi.

L’intenzionale esposizione diretta alla luce del sole consente di ottenere benefici terapeutici soprattutto per la presenza della componente ultravioletta. 

Osservando l’immagine vediamo che le radiazioni solari che arrivano sulla terra e quindi interessano  l’uomo dovrebbe essere  i raggi ultravioletti A e B. In realtà anche i raggi UV-C a causa dell’assottigliamento dello strato di ozono, riescono a raggiungere la terra. Dobbiamo quindi  proteggerci anche da questi. 

 

 

Alle radiazioni solari dobbiamo inoltre aggiungere la luce Blu a emessa dai computer e dai telefonini altrettanto dannosa.

 

[nextpage title=”I raggi Infrarossi, i raggi UVA, UVB, UVC, HEV”]

I raggi infrarossi (IR-A)

I raggi infrarossi (IR) penetrano facilmente l’ozono dell’atmosfera ed arrivano sulla superficie terrestre. Hanno le seguenti caratteristiche:

  • conducono calore,
  • hanno bassa energia,
  • raggiungono il derma profondo provocando la formazione dei radicali liberi
  • attaccano i fibroblasti del derma che producono collagene elastina ed acido ialuronico.

Recenti studi hanno dimostrato che la luce  degli infrarossi sulla pelle sono causa di:

  • stress ossidativo. Favorendo la formazioni di radicali liberi riducono la capacità antiossidante della cute,
  • eritema e arrossamento,
  • danno ossidativo al DNA e mutazioni genetiche,
  • invecchiamento cutaneo precoce, aumentando l’espressione delle metalloproteinasi 

 

I raggi ultravioletti UV-A

I raggi UV-A hanno le seguenti caratteristiche:

  • vengono assorbiti dallo strato di ozono dell’atmosfera che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette e ne assorbe solo il 5%,
  • sono responsabili dell’abbronzatura,
  • penetrano nella pelle in misura maggiore rispetto agli UV-B  arrivando fino al derma, ma sono meno energetici e potenzialmente meno dannosi. Penetrando nel derma in profondità, alterano la struttura cutanea, predisponendo ai tumori della pelle. E’ questa la motivazione principale per cui è indispensabile utilizzare la protezione solare UVA quotidianamente e durante tutto l’anno,
  • sono presenti tutto l’anno, a tutte le latitudini ed attraversano sia le nuvole che il vetro,
  • colpiscono collagene ed elastina provocando rughe e lassità,
  • alle nostre latitudini hanno una presenza  del tutto sovrapponibili alla luce del sole, estate ed inverno,
  • non provocano eritemi e scottature, ma sono in grado di causare danni a lungo termine.

Gli UV-A possono indurre:

  • photoaging cioè l’invecchiamento precoce della pelle estrinseco (non quello intrinseco, fisiologico dovuto all’età) conseguente ad una eccessiva e continua esposizione al sole, più rapidamente dei raggi UV-B, colpendo collagene ed elastina. Oltre a causare un  ingrossamento delle ghiandole sebacee (iperplasia delle ghiandole sebace) che può peggiorare la circolazione del sangue portando alla presenza di  telagenctasie e pori dilatati. Clinicamente si manifesta con: secchezza cutanea, macchie scure al dorso delle mani, avambracci, viso, dorso, rughe marcatamente profonde, capillari, marcata lassità cutanea, macchie rossastre.
  • immunosoppressione ovvero l’abbassamento delle difese cutanee, una conseguenza molto comune e nota è l’herpes labiale che sistematicamente si manifesta in alcuni soggetti durante l’estate.
  • danni al DNA. Sono responsabili di forme cancerogene come il melanoma e il carcinoma cutaneo a cellule basali.

Indicativo, per capire bene come gli UV-A agiscono, provocando l’invecchiamento cutaneo, è un articolo pubblicato ad Aprile 2012,  sulla prestigiosa rivista medico-scientifica statunitense New England Journal of Medicine., corredato da una foto quanto mai esplicativa, che ha fato il giro del mondo.

La foto ritrae le guance (non photoshoppate) del volto  di un uomo che per 28 anni ha guidato il proprio camion, esponendo solo metà della faccia ai raggi solari filtrati dal finestrino. Da un lato del volto vediamo come l’uomo dimostra i suoi 69 anni, dall’altro almeno dieci anni in più. L’uomo  aveva denunciato un ispessimento graduale e asintomatico della pelle solo sul lato sinistro del viso, insieme a un progressivo aumento delle rughe. Il suo caso è stato ritenuto emblematico da due ricercatori della Northwestern University di Chicago, che hanno divulgato la sua foto anche per diffondere le prove concrete dell’invecchiamento precoce della pelle causato dai raggi UVA. Il paziente è affetto da “dermatoheliosis unilaterale” o fotoinvecchiamento, che comporta decadimento eccezionale della pelle, con perdita conseguente di elasticità dei tessuti dovuta alla distruzione delle fibre elastiche, causata dall’esposizione, se pur non volontaria, ai raggi solari.

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In particolare i responsabili sarebbero i raggi UVA che, filtrando attraverso il finestrino del veicolo, sono penetrati  nell’epidermide fino a raggiungere gli strati superiori del derma. Meno energetici dei raggi solari UVB, che tuttavia sono in gran parte filtrati dall’ozonosfera, gli UVA sono associati a mutazioni del DNA e diretta tossicità responsabili dell’insorgenza di alcuni tumori cutanei, come il melanoma. (Fonte Focus)

Ricordiamo che anche le lampade solari ad alta pressione e docce solari emettono dosi di UVA fino a 12 volte maggiori del sole. Sono quindi dannosissime

I raggi ultravioletti UV-B

  • Vengono assorbiti dal strato di ozono quasi completamente (95%),
  • Arrivano fino all’epidermide, hanno un elevato carico di energia e quindi sono potenzialmente più dannosi e cancerogeni degli UV-A.
  • Sono concentrati soprattutto nel periodo estivo, in particolare nelle ore centrali della giornata e sono inferiori in quantità rispetto agli UVA.
  • Sono schermati dal vetro e dalle nuvole.
  • L’intensità degli UVB è invece influenzata da diversi parametri come la stagione, l’ora del giorno, l’altitudine e la latitudine.
  • Producono un’azione stimolante nella sintesi della melanina. Se infatti si ha un’esposizione al sole continua, dopo qualche giorno gli UVB provocano una colorazione progressiva, responsabile della vera e propria abbronzatura.
  • Attivano il metabolismo della vitamina D.
  • Causano danno cutaneo immediato con scottature, rossore cutaneo ed eritemi  con più incidenza rispetto ai raggi UV-A e tendono a danneggiare gli strati più superficiali della pelle. Sono responsabili di lesioni cancerose (carcinoma cutaneo) e precancerose (cheratosi attiniche), generati dall’eccessiva e sconsiderata esposizione al sole.
  • Hanno maggior effetto su DNA molecole e cellule.
  • Giocano un ruolo fondamentale nel fotoinvecchiamento.

I raggi ultravioletti UV-C

Sono le radiazioni più pericolose e hanno un elevato potere cancerogeno. Per fortuna  sono schermate dallo strato di ozono nell’atmosfera terrestre (non raggiungono in genere il suolo). Ma purtroppo, a causa dell’assottigliamento dello strato di ozono che si è verificato negli ultimi anni, il rischio di ritrovarsi esposti a questi raggi è aumentato.

I raggi visibili ad alta energia (HEV)

Alle radiazioni solari (come se non bastasse!) si sono aggiunti negli ultimi anni i raggi visibili ad alta energia che altro non sono che le luci dei tablet degli smartphone e dei computer. Si tratta di una luce È meno pericolosa rispetto agli UV ma più subdola perché ne siamo esposti in maniera costante e non procura segni di danneggiamento visibili immediato. Gli HEV che hanno le seguenti caratteristiche:

  • raggiungono il derma,
  • generano  radicali  liberi  nella stessa quantità di quelli prodotti complessivamente dai raggi UV-B e UV-A,
  • producono un danno indiretto al DNA,
  • distruggono le fibre di collagene  del derma comportando rugosità,
  • riducono la funzione barriera della pelle aumentandone la fragilità.

The courtesy of Enermedica

Tutte le radiazioni solari quindi,  oltre alla luce BLU, insieme sono responsabili oltre che dell’abbronzatura anche dello sviluppo di eritemi, ustioni, invecchiamento cutaneo, melanomi, indebolimento del sistema immunitario e la loro azione combinata, può indurre danni biologici anche a distanza di anni.

Da questo si evince che in un programma completo di cura della pelle non può mancare la protezione solare.

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