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Menopausa, vampate e controindicazioni alla terapia ormonale sostitutiva. Quale soluzione? Interviene il dott. Marco Gambacciani

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Quali sono gli studi sulla sicurezza della cimicifuga racemosa?

Anche per quanto concerne la sicurezza gli studi sulla cimicifuga racemosa sono moltissimi.

Soprattutto, non contenendo la cimicifuga racemosa fito estrogeni, c’è l’assoluta sicurezza che l’assunzione di questa sostanza non vada ad alterare il tessuto mammario. E lo dimostra questo studio prospettico, in doppio cieco, randomizzato controllato con placebo su 154 donne in postmenopausa, pubblicato nel 2011 su Maturitas. Le donne sono state trattate con:

  • estradiolo 2 mg/noretisterone acetato 1 mg,
  • tibolone 2,5 mg
  • cimicifuga racemosa
  • placebo.

Le donne trattate con cimicifuga racemosa non hanno mostrato nessuna variazione della densità mammaria (da mammografica digitalizzata) così come mostrato nelle immagini seguenti.

Cimicifuga racemosa e sicurezza sulla mammella (courtesy of dott. Marco Gambacciani)

Anche lo studio di Hirschberg AL pubblicato nel 2007 su Menopause era arrivato alla stessa conclusione: l’utilizzo dell’estratto isopropilico della cimicifuga racemosa non comporta nessuna variazione della densità mammaria.

Cimicifuga racemosa e densità mammaria. Immagini mammografiche (courtesy of dott. Marco Gambacciani)

Quindi la cimicifuga racemosa può essere utilizzata anche dalle donne che hanno avuto un carcinoma mammario?

Gli studi dimostrano che l’estratto isopropilico di cimicifuga racemosa è sicuro anche per le donne che hanno avuto un carcinoma mammario o un tumore ormono dipendete.

In uno studio di Henneicke- von Zeppelin pubblicato nel 2007 su International Journal of Clinical Pharmacology and Therapeutics, sono stati esaminati 1.102 pazienti che avevano ricevuto una terapia con l’estratto isopropilico di cimicifuga racemosa . Il tempo medio di osservazione complessivo è stato di 3,6 anni. I risultati hanno mostrato che l’assunzione della sostanza non era associato ad un aumento del rischio di recidiva.

Le conclusioni dello studio sono state queste: è improbabile un aumento del rischio di recidiva del cancro al seno per le donne sottoposte a trattamento con la cimicifuga racemosa , rispetto alle donne non trattate con questo prodotto.

Sicurezza dell’estratto isopropilico di cimicifuga racemosa dopo un carcinoma mammario (courtesy of dott. Marco Gambacciani)

Un ulteriore review pubblicata nel 2013 su Integrative Cancer Therapies Journal in cui sono stati revisionati 26 studi, ha dimostrato che le prove attuali non supportano un’associazione tra l’estratto di cimicifuga racemosa e un aumento del rischio di cancro al seno.

Si conferma quindi l’utilizzo della cimicifuga racemosa nella paziente oncologica.

La cimicifuga racemosa ha effetti positivi anche sull’osteoporosi?

Fino a poco tempo fa avevamo pensato che l’efficacia dell’estratto isopropilico di cimicifuga racemosa si limitasse alla sindrome vasomotoria.

Uno studio preliminare pubblicato nel 2022 su Frontiers in Endocrinology  condotto sui ratti ci lascia ben sperare. I ricercatori nelle loro conclusioni indicano che la cimicifuga racemosa, come gli estrogeni, possono avere un effetto protettivo sulla perdita di massa ossea causata dall’iniezione di GnRH-a (Gonadotropin Releasing Hormone agonist) utilizzato nelle terapie adiuvanti nei “cancer survivors”

Saranno ovviamente necessari ulteriori studi per confermare questa ipotesi.

Cimicifuga racemosa ed effetti sull’osso: studio preliminare su ratti (courtesy of dott. Marco Gambacciani)
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