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La ridefinizione del contorno mandibolare con gli iniettabili: l’esperienza di mia sorella Francesca

Indice

Fillers da utilizzare per la ridefinizione del contorno mandibolare, come avviene il trattamento, le aree a rischio, effetti collaterali, tempi di recupero, costi

Quali fillers utilizzare per la ridefinizione del contorno mandibolare

I fillers da preferire  per la ridefinizione del contorno mandibolare sono quelli a base di

Il modulo elastico G prime è  un parametro che  indica la capacità del filler di ritornare alla propria  forma originaria quando sottoposto a forze dinamiche. Un alto G prime caratterizza un gel duro, compatto e robusto capace  di:

  • riempire spazi,
  • creare volume,
  • avere un effetto lifting più importante

Generalmente  i prodotti con:

  • G prime maggiore  sono più adatti per pelli più spesse e piani di iniezione più profondi, con la tecnica  “a bolo” dove agiscono come “pilastri” per sollevare e sostenere i tessuti. La volumizzazione si ottiene infatti  quasi esclusivamente  iniettando in profondità ed in particolare nello strato osseo. Spesso, quindi, l’iniezione effettuata nei piani profondi, è sufficiente per avere buoni risultati in termini di volume e di durata,  assicurando naturalezza e buona proiezione dei tessuti,
  • G prime  inferiore sono migliori per piani più superficiali.

I filler con alto G prime vengono utilizzati:

  • nella zona zigomatica,
  • in pazienti con pelle particolarmente spessa,
  • nelle zone dove è richiesta particolare precisone (es. naso, mento e profilo mandibolare).

The courtesy of “Cosmetic Facial Surgery” di Joe Niamtu

Come avviene il trattamento di ridefinizione dell’area mandibolare

Il trattamento è ben visibile nel video sottopubblicato.

Nel caso specifico il trattamento di ridefinizione della mandibola  prevede 4 passaggi:

  • la volumizzazione del mento iniettando il filler   in profondità con ago direttamente sul periosteo,
  • la ridefinizione del contorno mandibolare: il  filler viene infiltrato con micro cannula con tecnica a retrograda.  Mediante l’utilizzo di un ago molto sottile, viene  praticato un piccolo foro attraverso cui viene inserita la cannula, la quale viene fatta scorrere fino a raggiungere tutta l’area da sottoporre a trattamento  dove  viene depositato il filler. Nel punto di accesso della cannula viene praticata una leggera anestesia con lidocaina in modo tale da rendere il trattamento completamente indolore.

The courtesy of “Nonsurgical jawline rejuvenation using injectable fillers”. Vazirnia A, Braz A, Fabi SG. J Cosmet Dermatol. 2019 Dec

  • il trattamento della zona pre-auricolare per consentire, come detto sopra, un  effetto di trazione  che può migliorare anche il contorno mandibolare, 
  • la definizione dell’angolo mandibolare iniettando un bolo di proodotto  in profondità con ago direttamente sul periosteo,

The courtesy of “Nonsurgical jawline rejuvenation using injectable fillers.”Vazirnia A, Braz A, Fabi SG.
J Cosmet Dermatol. 2019 Dec

Mento, angolo e  linea mandibolare sono  aree a rischio?

Come già osservato in altri articoli (Focus su ialuronidasi, l’enzima che degrada l’acido ialuronico: interviene il dottor Marco Papagni , Il rimodellamento della fronte, delle tempie e del sopracciglio con filler a base di acido ialuronicoEliminare il sorriso gengivale (gummy smile) con il filler: interviene la dottoressa Patrizia Piersini) le  regioni anatomiche del volto considerate “difficili” sono principalmente:

  • glabella e sopracciglio,
  • aree temporale,
  • infraorbitale e periorale,
  • commissure labiali,
  • solchi nasogenieni,
  • naso.

Le difficoltà di intervento in queste zone sono dovute a:

  • una specifica complessità anatomica;
  • fitta presenza di strutture vascolari e nervose.

Interessante a tale proposito un articolo Facial Danger ZonesTechniques to Maximize Safety during Soft-Tissue Filler Injections.di Scheuer JF 3rd et al., pubblicato a Maggio 2017 su Plastic and Reconstructive Surgery in cui gli autori prendono in esame  le zone difficili da trattare   e le tecniche di iniezione da adottare in  zone pericolose del volto, con particolare riferimento alla sua anatomia, nel tentativo di ridurre al minimo il rischio e massimizzare i risultati.

Tra le complicanze più gravi, ricordiamo l’ “embolia cutis medicamentosa” che  consegue all’iniezione intra-arteriosa del filler che può provocare occlusione del vaso e necrosi della zona servita da quel vaso.

Va anche  ricordato che la circolazione arteriosa del volto presenta numerose anastomosi (comunicazioni tra vasi sanguigni) e quindi l’iniezione di prodotto in un’arteria può provocare necrosi anche in altri distretti lontani dalla sede di iniezione  (come nei casi descritti di cecità dovuti ad occlusione dell’arteria retinica in seguito ad iniezioni nella regione glabellare).

A: Rappresentazione delle arterie facciali che illustrano le aree primarie di rischio B: la loro struttura anatomica associata (The courtesy of J Clin Aesthet Dermatol. 2019 Jun; 12(6): E65–E72.
Published online 2019 Jun. 1)

Se osserviamo l’immagine sopra pubblicata  notiamo come anche l’area tra mento, angolo e linea  mandibolare sia ricca di importanti strutture neurovascolari che attraversano il bordo inferiore della mandibola e che sono: 

  • l’arteria facciale, 
  • la vena  facciale ,
  • i rami del nervo facciale, in particolare il nervo mandibolare marginale, situato tra il muscolo massetere e la fascia parotideo-masseterica.

The courtesy of “Nonsurgical jawline rejuvenation using injectable fillers.”Vazirnia A, Braz A, Fabi SG.
J Cosmet Dermatol. 2019 Dec

Quali sono gli effetti collaterali e le complicanze del trattamento

Il trattamento, se ben eseguito, non comporta:

  • nessun effetto collaterale,
  • nessuna complicanza.  

Quali sono i tempi di recupero post trattamento

Il trattamento consente la ripresa immediata delle attività quotidiane.

Per quanto tempo si mantiene l’effetto del trattamento

Il risultato di ridefinizione della mandibola  ha una durata di  3/4 anni e anche di più dal momento che  il prodotto viene   iniettato sull’osso (addirittura potremmo dire “grattando l’osso”) .

Infatti la volumizzazione si ottiene  quasi esclusivamente  iniettando in profondità ed in particolare proprio nello strato osseo, dove il trauma, dovuto al contatto con l’ago e la deposizione del gel sul periostio, sono in grado di attivare le cellule staminali periosteali, con nuova formazione di tessuto ed un effetto di riempimento quasi permanente.

Costi

Il trattamento ha un costo  variabile che dipende dal numero di fiale utilizzate. Ogni fiala ha un costo di circa 300/350 euro.

 

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