Argomenti trattati: ossigeno ozono terapia, medicina funzionale ed antiaging, iniettabili (filler a base di acido ialuronico, radiesse, biostimolazione biorivitalizzazione), peeling, medicina rigenerativa (lipogem)

Giulia Beltrami

medico estetico

Sede: Milano/Bergamo

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Biografia

Laureata a pieni voti (110/110 con lode) in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano con la tesi sperimentale in endocrinologia e malattie del ricambio dal titolo ‘Deficit di vitamina D e rischio cardiovascolare nei pazienti con incidentaloma surrenalico’.
Iscritta presso l’ordine provinciale dei Medici e Odontoiatri di Milano dal 2012.
Diplomata al Master di II livello in Medicina Estetica e del Benessere presso il Centro di Ricerca Interdipartimentale di Tecnologie Applicate alla Medicina Rigenerativa e alla Chirurgia Induttiva (T.A.Me.Ri.C.I.) dell’Università degli Studi di Pavia.
Diplomata al Master Universitario di II livello in “Ossigeno-Ozono Terapia” presso Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica Sezione di Geriatria dell’Università degli Studi di Pavia.
Diplomata al corso di alta formazione e aggiornamento in NeuroImmunoModulazione, Metabolismo, Nutrizione Clinica e Riabilitazione Fisico-Motoria dell’ Open Academy of Medicine 511 Cannon Wharf, Pell Street, London SE8 5EN

Medico esperto in medicina funzionale e rigenerativa con particolare approfondimento sulle tecniche anti-aging, ossigeno-ozonoterapia, laserterapia, impianti con fillers, tossina botulinica, peeling chimici, e dermocosmetologia.
Durante la sua formazione scientifica sviluppa approfonditamente gli studi sulla clinica dell’invecchiamento, dello stress ossidativo e della nutrizione.
Esegue inoltre counselling dietetico-nutrizionale, analisi antropometriche e con metodo BIA.

Dal 2014 grazie alla collaborazione con il Prof. Tremolada approfondisce le tecniche di medicina rigenerativa attraverso l’utilizzo dell’innovativo sistema LIPOGEMS®, con particolare riguardo alle applicazioni in medicina estetica e ricostruttiva.
Prende parte a numerosi congressi di Medicina Estetica, Chirurgia Estetica, Dermatologia e Dermocosmetologia ed Endocrinologia sia in Italia che all’estero.
In costante aggiornamento sui temi della Medicina Funzionale-Rigenerativa, della Nutrizione e dell’Antiaging in corsi e congressi di medicina estetica ed omeopatica-omotossicologica nazionali ed internazionali.
Ad oggi ha partecipato in qualità di relatore in congressi nazionali e internazionali nel settore della Medicina Estetica, della Medicina Rigenerativa e Anti-aging.

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  • Claudia ha detto:

    Buonasera, ho effettuato una liposuzione nelle gambe circa 10 anni fa e a distanza di tempo noto degli avvallamenti in alcuni punti. Vorrei sapere se esistono trattamenti di medicina estetica che possano migliorare la mia situazione.
    Grazie

    • Faceboost ha detto:

      Grazie per aver contattato Faceboost. La dottoressa Beltrami le risponderà prima possibile

    • Dott.ssa Giulia Beltrami ha detto:

      Buonasera Claudia, premettendo che sarebbe necessaria una visita per valutare il quadro clinico, c’è da chiarire innanzitutto se si tratta di avvallamenti creati da esiti cicatriziali post liposuzione o da fasi avanzate di PEFS (panniculopatia edematoso-fibro-sclerotica chiamata più comunemente “cellulite”). E’ di fondamentale importanza fare una buona diagnosi per avere la corretta indicazione terapeutica; in ogni caso le possibilià sono molteplici e con gradi di invasività differenti: dagli elettromedicali (come radiofrequenze, onde d’urto, criolipolisi) alla mesoterapia allopatica, con ossigeno-ozono o intralipoterapia fino all’infiltrazione di cellule mesenchimali staminali di derivazione adiposa che agiscono in senso rigenerativo e anti- fibrotico.

  • Faceboost ha detto:

    Ciao Giulia. Vorrei farti anche io qualche domanda dal momento che so che stai seguendo un master di chirurgia plastica e hai da poco partecipato ad un mini-congresso sulla chirurgia del seno.
    E’ vero che utilizzare il proprio grasso per aumenti volumetrici del seno da solo o insieme a protesi, può creare dei problemi in fase diagnostica e quindi sarebbe da evitare?
    Nella pagina del Prof. Tremolada ha scritto una ragazza alla quale è stato riscontrato un linfoma non Hodgkin in conseguenza ad impianto di protesi al seno. Sono rimasta sorpresa. Nessuno parla di questa eventualità. Qual’è la probabilità che si possa avere un problema di questo tipo? E con quale tipo di protesi? Grazie per la risposta

    • giuseppe ha detto:

      Ciao michela invio messaggio di prova

    • Dott.ssa Giulia Beltrami ha detto:

      Ciao Michela, cercherò di risponderti nel limite delle mie possibilità in quanto nel tuo fantastico board di specialisti io, forse, sono la meno indicata a chiarire questi in dubbi anche perchè sono temi piuttosto dibattuti nell’ambito prettamente clinico e chirurgico.
      In ogni caso immagino tu ti stia riferendo alle possibili complicanze inerenti al lipofilling della mammella che possono dare dei problemi di diagnostica, ossia le cisti oleose e le microcalcificazioni. L’insorgenza di queste complicanze sembrano essere legate soprattutto alle tecniche di aspirazione, processazione del tessuto adiposo e della sua successiva infiltrazione ; si può dire che in mani esperte sono evenienze comunque limitate a un numero contenuto di casi e che con le nuove tecniche di imaging si riesce a fare una buona diagnosi differenziale. So che le tue domande sono sempre un po’ provocatorie, ma vorrei ricordare che il tessuto adiposo viene utilizzato sempre di più in ambito ricostruttivo proprio in virtù delle sue proprietà rigenerative e che quindi non è assolutamente da temere, anzi!
      Per quanto riguarda la seconda domanda, ebbene si esiste, in una minoranza dei casi, la possibilià di sviluppare un Linfoma anaplastico a grandi cellule in seguito all’impianto di protesi mammarie definito dall OMS nel 2016 come BIA-ALCL (Breast Implant Associated-Anaplastic Large Cell Lymphoma). Sono state istituite delle Task -force per studiare approfonditamente questo tipo di linfoma che rimane raro e che se diagnosticato precocemente presenta un’ottima prognosi (https://www.rivm.nl/en/medical-devices/silicone-breast-implants/international-meeting-on-bia-alcl. ).

    • Faceboost ha detto:

      Grazie Giulia. Esaustiva come sempre. Ho chiesto a te perchè ne avevamo parlato e sapevo dei tuoi studi. Grazie ancora

  • Alessandra Bianco ha detto:

    Buonasera dottoressa, dovrei a breve sottopormi ad una mastoplastica additiva, alla luce dei recenti spiacevoli accadimenti relativi al linfoma causato da protesi di superfice ruvida consiglierebbe protesi liscie? Anche sottoghiandola ? È se si in caso di eventuale contrattura caspsulare dovrei sostituirle con quelle in poliuretano e mi sembra di aver capito che sono solo texurizzate.
    Lei cosa consiglierebbe ?
    Grazie

  • Raffaella granata ha detto:

    Gentile dottoressa,sono una sportiva(bici da corsa ,palestra ,corsa) e nonostante gli anni che passano questa passione non cala….Non ho chiaramente sintomi da insufficienza venosa maqualchevena in rilievo e pochi capillari che vorrei eliminare x motivi estetici.Sono un po’ confusa sul tipo di terapia da adottare tra trap e ossigeno ozono visto che ho gia’effettuato sclerosanti e laser(solo x capillari) che hanno dato risultati anche se non definitivi ma ora vorrei trattare anche queste vene in rilievo.Le sarei grata se mi chiarisse le idee visto che utilizza queste tecniche.Grazie mille

    • Faceboost ha detto:

      Grazie per aver contattato Faceboost. La dott.ssa Beltrami le risponderà quanto prima

    • Dott.ssa Giulia Beltrami ha detto:

      Gentile Raffaella, entrambe le metodiche sono valide per il trattamento dei capillari. Bisogna però specificare che l’ossigeno-ozono non è una terapia sclerosante, viene utiliazzata più che altro per ridurre la sintomatologia legata a una cattiva circolazione degli arti inferiori quali il gonfiore, la sensazione di pesantezza che, mi pare di capire, non siano esattamente il suo problema. Per ridurre la visibilià dei capillari sono più indicate terapie come le sclerosanti, la Trap o il laser vascolare. Per quanto riguarda la T.R.A.P. (terapia rigenerativa ambulatoriale progressiva), si tratta di una sostanza sclerosante che viene iperdiluita e immessa nel circolo venoso periferioco tramite piccole iniezioni; il razionale dietro a questo tipo di trattamento sta nel ripristino del calibro corretto dei vasi del circolo profondo che hanno subito una dilatazione. In genere sono necessarie diverse sedute e da farsi prevalentemente in stagioni invernali. Io personalmente non pratico la TRAP ma, la dott.ssa Valeria Colombo (che trova nel board di specialisti di questo blog) esegue regolarmente questo tipo di trattamento.
      Spero di esserle stata di aiuto, e mi auguro che la sua passione per lo sport non sfiorisca mai perchè è l’unica vera arma che abbiamo per mantenerci in salute e giovani a lungo!
      Dott.ssa Giulia Beltrami

  • aurelia ha detto:

    Gentile dottoressa, ho 44 anni e di recente mi sono sottoposta a resurfacing laser co2. Sono rimasta soddisfatta del risultato perchè le rughine si sono attenuate e le macchie sparite. Ho pensato che per migliorare ulteriormente, sarebbe stato sufficiente fare qualche biorivitalizzazione con buon acido ialuronico ma, il mio dermatologo mi ha messa un po’ in crisi: all’ultimo controllo, complimentandosi con me per il risultato ottenuto, mi ha detto anche che potrei ulteriormente migliorare sottoponendomi a 5 sedute di cutera laser genesis. Onestamente il desiderio di migliorare è tanto ma, purtroppo per ora non posso permettermi questa spesa e mi sento un po’ combattuta. Lei cosa mi consiglia? Vanno bene solo le bio o davvero il cutera darebbe risultati migliori?Se il cutera è qualcosa di superfluo preferisco non farlo perchè ha un costo non indifferente….

    • Faceboost ha detto:

      Grazie per avere contattato Faceboost. La dottoressa Beltrami le risponderà prima possibile

  • Giulia Beltrami ha detto:

    Gentile sigra Aurelia,

    sicuramente il dermatologo che la segue le ha consigliato il laser genensis per un’ottimizzazione del risultato del laser CO2. Il laser genensis non è affatto superfluo e il suo utilizzo viene giustificato nel momento in cui vengano soddisfatte le corrette indicazioni terapeutiche, cosa che credo che il collega abbia valutato.

    Tuttavia, mi sento di dirle in tutta onestà che proprio in virtù di un laser resurfacing appena effettuato può aver un atteggiamento di attesa in quanto i vantaggi dati da un laser CO2 si esplicano nelle settimane e mesi successivi, quindi può tranquillamente differire il ciclo di sedute di laser genesis nel momento in cui si sentirà pronta di affrontare la spesa.

    Dia tempo alla sua pelle di reagire alla stimolazione data dal laser precedente, nel frattempo se desidera può effettuare senza alcun problema un ciclo di biorivitalizzazione che le fornisca la corretta idratazione e la aiuta ad affrontare una stagione impegnativa come l’inverno.

    Spero di esserle stata d’aiuto.

    Dott.ssa Giulia Beltrami

  • aurelia ha detto:

    Grazie per la risposta. Abbiamo deciso con il mio medico che da gennaio inizieremo le bio. Tuttavia io sono un po’ ansiosa in quanto non ho mai fatto punturine sul viso. Se il mio medico, durante le iniezioni, dovesse sbagliare qualcosa, potrei riportare danni permanenti? (pomfi, cisti ecc….). Buona giornata.

    • Faceboost ha detto:

      Grazie per aver contattato Faceboost. La dottoressa Beltrami le risponderà prima possibile

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