Argomenti trattati: Carbossiterapia, Dermamelan, camouflage di occhiaie e borse oculari mediante filler

Carla Libone

medico estetico

Sede: Viareggio

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Biografia

Dr Carla Libone Laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l´Università di Pisa nel 2000.

Abilitata all’esercizio della professione medica nell’anno 2001.

Nell’anno 2005 ha conseguito il Diploma di formazione in Medicina Estetica presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica – Fondazione Fatebenefratelli di Roma, diretta dal Prof. C. A. Bartoletti.

Nell’anno 2011 ha conseguito il titolo di esperto in Laserterapia e Laserchirurgia presso la Scuola Superiore post-universitaria di Laserterapia e Laserchirurgia ad indirizzo estetico Agorà Milano.

Da allora si occupa con passione di medicina estetica partecipando ai più importanti eventi e corsi di aggiornamento nazionali e internazionali.

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  • Roberta ha detto:

    Gentile dott.ssa ho svariate macchie sul viso , lentigo senili e melasma, mi è stato sconsigliato il dermamelan perché non adatto al trattamento delle lentigo , me lo conferma ? Grazie

  • Carla Libone ha detto:

    Buonasera Roberta. Penso che il Dermamelan sia sempre appropriato quando il problema non sia limitato alle lentigo (che in effetti nella maggior parte dei casi vengono trattate con terapia laser ), ma esprima un problema di iperpigmentazione più complesso, dove convivono vari tipi di iperpigmentazione. Intanto trattare e migliorare il melasma non è un risultato da poco. Può darsi inoltre che le lentigo rispondano bene al protocollo. In ogni caso “mettere in ordine” la melanogenesi riduce fortemente il rischio di eventuali recidive delle lentigo eventualmente trattate con altre metodiche, quali appunto la laser terapia.

  • Angela Loglisci ha detto:

    Buongiorno dottoressa avrei bisogno di un Suo parere sulla carbossiterapia.
    Allora è un trattamento che faccio più o meno assiduamente da qualche anno da una dottoressa che ha un grosso macchinario che mi inocula nn so se è giusto come termine c.ca 1500/1800 in vari punti in tutto il corpo viso compreso e ci impiega c.ca 15 minuti. Oggi ho provato un altro medico che ha un macchinario piccolino, mi sembra portatile quasi una valigetta mi ha detto che si può “inoculare” 1500 x gamba. Ha impiegato c.ca 1 ora x trattare tt il corpo,da supina alle gambe ha iniettato nei cuscinetti x parecchio tempo e massaggiava x distribuire meglio.
    La domanda che vorrei farLe è se conta l apparecchio e come metodica quale è meglio.
    In quest ultima seduta nn ho sofferto molto a differenza delle precedenti.
    La ringrazio anticipatamente x la Sua risposta

    • Faceboost ha detto:

      Grazie per avere contattato Faceboost. La dottoressa Libone le risponderà quanto prima

  • Carla Libone ha detto:

    Gent.le Angela buongiorno. Nella carbossiterapia è fondamentale che il macchinario utilizzato sia approvato dal ministero della salute . Quelli di nuova generazione sono molto piccoli, ma hanno la stessa funzione dei più grandi che venivano utilizzati un tempo. Quello che conta è invece la metodica. Importante è, sia l’inclinazione dell’ago che deve essere a 45 gradi e il flusso che può essere rapido o veloce a seconda del risultato che vogliamo ottenere. Consideri che la facilità di diffusione dell’anidride carbonica nel sottocutaneo dipende dal grado di lassità del tessuto sottocutaneo stesso per cui è variabile da soggetto a soggetto.
    Per trattare l’invecchiamento cutaneo e ridurre la lassità cutanea bisogna somministrare la CO2 adottando un flusso veloce (150 ml/ minuto) fino a creare un enfisema sottocutaneo localizzato rilevante e in un tempo di somministrazione di almeno 2-4 minuti e si eseguono più inoculi anche se non moltissimi. In questo modo si utilizza la carbossiterapia sfruttando l’effetto distensivo della CO2 insufflata che scolla i tessuti e promuove la riparazione fibrotica.
    Se invece si vogliono trattare le problematiche circolatorie si effettua la somministrazione di 600 ml di CO2 medicale per emilato per un totale complessivo di 1200 ml per trattamento. Alcuni autori utilizzano anche 1000 ml di CO2 medicale per emilato per un totale complessivo di 2000 ml per trattamento. È bene adottare un flusso basso pari a 30-50 ml/minuto, quindi molto lento. Maggiore è il tempo di esposizione del microcircolo alla CO2, migliore è l’effetto riabilitativo sulle arteriole e sulle metarteriole.
    Nei primi 1-2 minuti, quando il gas cerca di farsi strada per via sottocutanea si avverte una dolenzia che risulta, comunque, ben tollerata nel 99% dei casi. Superata la prima fase, la somministrazione avviene senza grandi disagi.
    L’ago viene fissato a livello sottotrocanterico e lasciato in posizione per circa mezz’ora. Solitamente si esegue una sola insufflazione per emilato, sufficiente affinché il gas diffonda in tutto l’organismo.
    Quindi non esiste una metodica corretta e una errata, ma quella più corretta per l’inestetismo che si vuole andare a trattare.

  • Angela Loglisci ha detto:

    Grazie mille dottoressa.

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