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Vitamina D3: sai come assumerla e farne “la scorta” con il sole?

Indice

Il ruolo della vit. D3, livelli ottimali di vit. D3, esami da eseguire per controllare i livelli di vit D3

Quale ruolo svolge la vitamina  D nel nostro organismo 

In particolare la Vit D3:

  • rafforza le ossa stimolando gli osteoblasti che partecipano direttamente alla formazione del tessuto osseo,
  • favorisce  l’assorbimento intestinale del calcio e del fosforo, minerali fondamentali per rendere le ossa robuste, combattere l’osteoporosi,
  • contribuisce a proteggere il cuore è utile nelle patologie circolatorie e ipertensive  e normalizza la coagulazione del sangue,
  • stimola i mioblasti, le cellule embrionali dalle quali  dalle quali deriva la fibra muscolare così da contrastare la sarcopenia, ossia la perdita del tono muscolare, e accelerando il recupero post allenamento, 
  • stimola da una parte la produzione di insulina da parte delle cellule del pancreas e dall’altra favorisce la produzione dei recettori per l’insulina sui tessuti periferici, ottimizzandone l’azione sul metabolismo, che ne risulta potenziato, riducendo il rischio di sindrome metabolica (diabete, ipertensione, alti trigliceridi, alto colesterolo, basso HDL colesterolo (quello buono),
  • contrasta l’obesità agendo  sugli  adipociti. Infatti , poiché la Vitamina D  è  liposolubile ossia solubile nei grassi, si accumula quasi esclusivamente nel tessuto adiposo, da cui viene liberata in piccole quantità. E’ preziosa perché attiva la conversione da grasso bianco, inerte e infiammato, a grasso bruno, metabolicamente più vivace, e più facile da mobilizzare per essere usato e “bruciato”, 
  • agisce sulle cellule del sistema immunitario. Svolge un’azione immunomodulante e antinfiammatoria ed è utile per  chi soffre di malattie autoimmuni come il lupus, l’artrite reumatoide oltre in chi ha problemi di asma eczema psoriasi.  Quando la vita D è bassa, siamo molto più vulnerabili a infezioni d’ogni tipo. In sua carenza il sistema immunitario reagisce fino ad attaccare il nostro stesso organismo causando appunto la comparsa delle  le cosiddette malattie autoimmuni. Inoltre quando il sistema immunitario, è meno efficiente, aumenta anche il rischio di tumori e di recidive,
  • stimola i neuroni, sia nel sistema nervoso centrale, sia in quello viscerale. La sua carenza aumenta la vulnerabilità alla depressione e alle malattie neurodegenerative. Si è visto che  una  carenza di Vit. D aumenta il rischio di demenza. I ricercatori della Rutgers University firmano un articolo Vitamin D Status and Rates of Cognitive Decline in a Multiethnic Cohort of Older Adults.pubblicato su Jama Neurology a Novembre 2o15 in cui affermano che gli adulti con bassi livelli di vit.D corrono il rischio di andare incontro ad un declino cognitivo più rapido rispetto a quelli che presentano livelli di Vit. D adeguati,
  • favorisce la secrezione di GH, testosterone, DEHA, estrogeni, IGF-1. Dalla letteratura scientifica si evince che i soggetti con più alti livelli sierici di vitamina 1,25D presentano livelli più alti di testosterone e meno alti di SHBG (la proteina che veicola nel sangue la vitamina D)
  • inibisce anche l’espressione genica della 5-alfa redattasi enzima  legato all’alopecia androgenetica, alla ipertrofia prostatica benigna e tumore alla prostata nell’uomo,
  • è un antitumorale. Alcune ricerche indicano che l’effetto protettivo antitumorale della vitamina D comincia quando i livelli sierici raggiungono i 22/34 ng/ml di Vit D3. Studi recenti dimostrano che la carenza di vitamina D è collegata ad una maggiore incidenza di cancro (soprattutto seno, polmone, colon e prostata) e che i tassi di incidenza di cancro sono maggiori nelle aree meno soleggiate oltre al fatto che  i pazienti di cancro sopravvivono più a lungo se diagnosticati nei mesi estivi. La Vitamina D accelera la guarigione dei tessuti, ed avendo un effetto antiproliferativo riduce il rischio di degenerazione neoplastica. Tanto è vero che la Canadian Cancer Society ha raccomandato che ogni Canadese integri la propria dieta con 1000 IU di vitamina D nei mesi invernali a seguito del numero crescente di dati scientifici che collegano il cancro a bassi livelli di vitamina DNegli Stati Uniti si è visto che l’integrazione di 1000 UI al giorno di vitamina D riduce la mortalità per cancro nel 9% delle donne e nel 7% degli uomini. E, se tutti avessero abbastanza Vit. D, si potrebbero evitare ogni anno circa 50mila morti per tumore. Dato curioso: i tumori maligni e le loro recidive sono diagnosticati massimamente d’inverno, quando la vitamina D è minima, e molto meno d’estate, quando la naturale esposizione al sole la porta a livelli ottimali.

Per questo è essenziale integrarla, a tutte le età, da settembre a maggio almeno, ma anche d’estate se non ci si espone al sole

 Quali sono i livelli ottimali di Vitamina  D 

I valori ottimali di Vit D  variano tra 30 e i 100 nanogrammi /ml.

Per la medicina ufficiale i migliori risultati in salute si ottengono quando il livello nel sangue è superiore a 40 ng/ml  (90/100 nanogrammi per la medicina non ufficiale).

Sotto i 20 ng/mL la carenza di vit. D è moderata

Sotto i 10 ng/ml  la carenza di vit. D è grave.

In ogni caso, con  livelli di vitamina D al di sotto del minimo normale il nostro benessere e la nostra saluta possono correre gravi rischi. 

Per questo è essenziale integrarla, a tutte le età, da settembre a maggio almeno, ma anche d’estate se non ci si espone al sole. 

Quali sono gli esami da eseguire per controllare il livelli di vitamina D3

Gli esami da eseguire per verificare i valori della vit D3 sono:

  • Vit D 25-OH  fornisce una indicazione sull’apporto e riserva di  vitamina D (inattiva prodotta dal fegato) con l’indicazione per una eventuale supplementazione,
  • PTH (paratormone) che prende parte al metabolismo del calcio e regola sia l’assorbimento che la trasformazione a livello epatico e renale della Vit D. Serve per verificare  in quale percentuale la vit D viene trasformata nella sua forma attiva ed è importante che sia stabile sul valore minimo del range  di riferimento. Questo perchè il calcitriolo e il paratormone, esercitano  un’azione antagonista.  Se, infatti, il PTH scendesse sotto la soglia  minima, la vitamina D sarebbe  nociva, in quanto sottrarrebbe calcio alle ossa per riversarlo nel sangue  sovraccaricando  i reni e danneggiandoli. Di contro, un valore del paratormone attestato verso la soglia massima del range di riferimento, evidenzierebbe una carenza significativa di Vit D, la quale condurrebbe ad una diminuzione  del calcio nelle ossa,  per garantirne la corretta concentrazione a livello ematico. Se invece il PTH resta fermo sul valore minimo del range di normalità siamo certi che la vit D:
    • esercita la propria attività in modo efficiente,
    • non è tossica,
  • Calcemia o calciuria, mediante il quale si individua il livello di calcio presente nel sangue o nelle urine. Se in eccedenza (ipercalciuria), andrebbe a  compromettere la filtrazione renale, con gravi ripercussioni su tutto l’organismo. Infatti affinchè la vit D sia dosata in modo tale da non diventare tossica  non deve determinare in alcun modo una variazione della calcemia ed una possibile comparsa di calciuria.

E’ chiaro che se i valori della vit D risultassero al di sotto dei valori normale e si rendesse necessaria l’integrazione alimentare,  gli esami ematici andranno eseguiti periodicamente, per verificare i livelli di vitamina D3 via via raggiunti  ed evitare eventuali e dannosi sovradosaggi.

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