Ridensificare e migliorare la qualità cutanea del collo con i fili biorivitalizzanti lisci in PDO: la mia esperienza

Indice

Fili biorivitalizzanti lisci in PDO: cosa sono, cosa è il PDO, varie tipologie di fili, differenze tra fili di trazione e di biostimolazione, meccanismo d’azione, cosa promette il trattamento, differenze tra vari fili biostimolanti lisci

Cosa sono i fili  biorivitalizzanti in PDO

I fili biorivitalizzanti riassorbibili, sono dei medical device, costituti e realizzati in  PDO. Sono nati in Corea e successivamente diffusi in tutto il mondo e sono identici a quelli utilizzati nelle suture.

La metodica è anche definita E.T.N., Embedding Therapy Needle, terapia mediante aghi posizionati nella cute, veicolanti fili che promuovono un effetto stretching soft e rivitalizzante.

Cosa è il PDO

Il PDO (polidiossanone) è un materiale di origine sintetica, utilizzato sia in chirurgia generale che in chirurgia cardiovascolare già da molti anni per i fili di sutura.  Si tratta quindi di un materiale assolutamente sicuro, completamente riassorbibile e che non provoca  allergie. Il PDO  è un materiale biologicamente inerte. E’ costituito da un monofilamento che viene idrolizzato (si degrada per reazione chimica) dopo un certo tempo nel tessuto. È caratterizzato da:

  • un lento riassorbimento (circa 180 gg),
  • lunga tenuta,
  • ridotta colonizzazione batterica e assenza di reazioni infiammatorie,
  • non diffonde in altri tessuti,
  •  è idrofobo.

Quali sono le caratteristiche dei fili in PDO

I fili biorivitalizzanti realizzati in PDO  presentano le seguenti caratteristiche:

  • elevata resistenza alla tensione,
  • eccellente flessibilità,
  • ottima scorrevolezza nei tessuti.

Varie tipologie di fili in PDO

In medicina estetica i fili in PDO possono essere di vario tipo:

  • fili lisci  esclusivamente  biorivitalizzanti (che esaminerò in questo articolo),
  • fili barbed con spinette mono o bidirezionali o screw che servono per trazionare i tessuti. In questo caso abbiamo un doppio effetto di biostimolazione e di trazione.

Inoltre i fili in PDO possono avere misure differenti  sia come diametro (calibro) che come lunghezza. Dobbiamo sottolineare che a fili più lunghi corrispondono aghi con calibro maggiore.

Esempi di fili di biostimolazione lisci di varie lunghezze

Differenze tra i fili di trazione e i fili biostimolanti lisci in PDO

I diversi tipi di fili di trazione, tutti  riassorbibili, possono essere realizzati in:

Fili di trazione con coni

 

Fili di trazione in PDO con ancore bidirezionali

Filo in pdo screw

Si tratta di materiali che esercitano tutti un’azione biorivitalizzante.

I fili di trazione promettono quindi due effetti:

  • trazionare  e sollevare i tessuti ceduti  creando un effetto lifting immediato, grazie ai coni bidirezionali o ancore o “barbe” di cui sono dotati,
  • biorivitalizzare grazie all’azione dei materiali di cui sono composti.

I fili in PDO lisci,  esercitano invece SOLO un’azione biorivitalizzante con miglioramento della compattezza e qualità cutanea, grazie al materiale di cui sono composti e al meccanismo di riparazione dei tessuti che la pelle innesca dopo un qualsiasi trauma.

Ma NON consentono NESSUN EFFETTO di SOLLEVAMENTO dei tessuti e quindi NESSUN effetto  LIFTING. 

Qual è il meccanismo di azione dei fili di Biostimolazione lisci in PDO

I fili lisci in PDO una volta inseriti nella cute consentono un  miglioramento della qualità e  compattezza  cutanea mediante:

  • una Biostimolazione propriamente detta dovuta all’effetto del PDO che, una volta impiantato nei tessuti, via via che si riassorbe, provoca una controllata reazione tissutale (fibrotica) e  stimola la produzione di  neocollagene, elastina e acido ialuronico, e di nuovi vasi (angiogenesi),
  • un’azione di stimolo meccanico dovuta al traumatismo che l’ago provoca  laddove viene inserito. La cute  lesa inizia il suo classico processo di riparazione che porta alla formazione di nuovo collagene.

Dopo quanto tempo si ha la degradazione dei fili  in PDO

I Fili in PDO  (screw, barbed o lisci) sono caratterizzati da un lento riassorbimento (circa 180 gg). Con il loro utilizzo, dopo circa 2/3 settimane dal trattamento, inizia l’effetto stimolante sulla produzione del collagene con conseguente miglioramento dell’aspetto della pelle. Questo processo continua fino alla completa degradazione  dei fili che  si riassorbono completamente per azione idrolitica in circa 6/8 mesi.

Il collagene neoformato invece  continua ad effettuare una funzione di impalcatura dermica in media per 6/8 mesi, grazie alla reazione fibrotica che la pelle crea intorno al filo.

Cosa promette il trattamento con il fili lisci Biorivitalizzanti in PDO

I fili biorivitalizzanti non hanno nessun effetto di trazione sulla cute e quindi nessun effetto lifting o di sollevamento dei tessuti.

I fili in PDO, stimolando la neocollagenogenesi, consentono essenzialmente:

  • un miglioramento della qualità e della texture della pelle,
  • un aumento della compattezza cutanea. 

La pelle quindi apparirà più tesa e compatta, ma l’effetto non sarà tale da poter parlare di effetto lifting o di sollevamento dei tessuti. Al limite potremmo parlare di effetto stretching

Quali sono i vantaggi dei fili in PDO lisci rispetto ad un trattamento di biorivitalizzazione

I fili in PDO lisci, rispetto ad un trattamento di biorivitalizzazione, consentono di creare un’impalcatura, una pavimentazione dermica, un sostegno senza volumizzazione che con i biostimolanti è difficile da realizzare. Un risultato di pavimentazione dermica e sollevamento lo si può ottenere con un trattamento biorivitalizzante abbinato ad un filler, ma a patto di accettare anche la volumizzazione che invece in, alcune zone produrrebbe un effetto estetico innaturale.

I fili in PDO lisci sono tutti uguali?

Per quanto riguarda il filo in sè per sè, non c’è molta differenza tra una marca ed un’altra. Cosa fa la differenza sono gli aghi su cui i fili sono montati, che se ben acuminati entrano meglio nella cute e provocano minor dolore.

E’ inoltre importante utilizzare aghi che, rispetto al corrispondente ago tradizionale, abbiano lo stesso diametro esterno, ma un diametro interno maggiore. In questo modo, a parità di volume, il paziente avvertirà minore fastidio.

L’ago (a sinistra) ha lo stesso diametro esterno di un ago tradizionale (a destra) ma un diametro interno maggiore che consente di avvertire meno dolore

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