Per saperne di più: gli studi consultati sulla radiofrequenza ad aghi
Gli studi condotti sulla radiofrequenza ad aghi sono moltissimi . Ne cito due secondo il mio parere degni di nota.
Chi fosse interessato può leggere le reviews dei vari studi su www.pubmed.gov cercando Radiofrequency Microneedling.
Il primo studio: “Evaluation of Micro Needling Fractional Radiofrequency Device for treatment of Acne Scars” diChandrashekar BS, Sriram R, Mysore R, Bhaskar S, Shetty A. pubblicato su Journal of Cutaneous Aesthetic Surgery Aprile- Giugno 2014 in cui 31 pazienti, con un livello di acne da moderato a grave, sono stati sottoposti a trattamento con tre passaggi degli aghi a profondità defferente e decrescente.
Al termine dello studio i risultati sono stati che il 100% dei 31 pazienti aveva ottenuto miglioramenti così suddivisi:
- il 58% ha riportato un miglioramento moderato,
- il 29% un miglioramento minimo,
- il 9% un miglioramento buono,
- il 3% ottimo.

Il trattamento è stato generalmente ben tollerato. Tutti i pazienti hanno riportato:
- un eritema diffuso per due giorni,
- due pazienti hanno riportato gonfiore per più di tre giorni,
- cinque pazienti hanno avuto iperpigmentazioni post infiammatorie,
- due pazienti hanno riportato “grid marks” ( segni a forma di griglia) dovuti al manipolo utilizzato.
La cosa interessante sono gli effetti avversi (grid mark, iperpigmentazioni) che risultano da questo studio e che non compaiono in nessuno degli studi consultati. Generalmente nei vari studi condotti su la radio frequenza ad aghi si parla di effetti collaterali transitori. Ma il trattamento in linea generale viene considerato sicuro. Ho chiesto quindi un parere al dott. Tretti per verificare la veridicità di ciò che emergeva da tale studio. Mi ha risposto “il lavoro è del 2014 e riguarda l’utilizzo della prima versione dell’apparecchiatura, su pazienti con esiti da acne (cute oleosa a differente conducibilità) e di fototipo scuro (indiani)”. Quindi, non rileva.
Il secondo: “ Fractional High intensity Focused Radiofrequency in the treatment of mild to Moderate Laxity of the Lower Face and Neck: a Pilot Study” a cura del dott. Matteo Tretti Clementoni e Girish S. Munavalli pubblicato su “Lasers in Surgery and Medicine 48:461-470 (2016).
In questo studio sono state sottoposte a trattamento 33 persone, di età compresa tra i 37 ed i 74 anni, con lassità del collo e della zona mandibolare da media a moderata.
I partecipanti sono stati trattati con il protocollo standard di tre sedute distanziate un mese l’una dall’altra.
In ogni seduta sono stati effettuati tre passaggi del manipolo sull’area interessata utilizzando una profondità decrescente degli aghi ad ogni passaggio.
Immediatamente dopo il trattamento è stata effettuata una valutazione dell’aspetto della pelle dal punto di vista istologico per identificare l’area precisa in cui si era verificato, nel derma, il danno termico.
Sono state poi eseguite fotografie digitali prima del primo trattamento ed a distanza di 6 mesi dall’ultima seduta, per misurare la modificazione subita dall’angolo cervicomentoniero e da quello della mandibola. Le valutazioni sul miglioramento sono state stimate da persone che non conoscevano lo studio (blinded) e che hanno basato il loro giudizio solo sulle fotografie mostrate loro. Inoltre a distanza di un anno dall’ultimo trattamento è stato chiesto ai pazienti il loro livello di soddisfazione, mediante intervista telefonica.
I risultati dello studio
Dopo il trattamento si è notato un significativo decremento:
- dell’angolo mandibolare (gnathion angle) (16,6°),
- dell’angolo cervicomentoniero (cervicomental angle) (28,5°).
Dall’immagine sotto si può notare cosa intendano gli autori dello studio per angolo cervicomentoniero e mandibolare.

Metodo utilizzato per la misurazione dell’angolo cervicomentoniero e della mandibola

Inoltre dal punto di vista istologico, la pelle, immediatamente dopo il trattamento, appariva più compatta nella zona trattata rispetto al resto del viso e la pelle in superficie non aveva riportato né lesioni nè danneggiamenti. Il danno termico era avvenuto solo in profondità.

Dal punto di vista generale l’81% dei pazienti sottoposti a trattamento hanno ottenuto secondo il giudizio del medico, risultati da moderati a ottimi, mentre l’87% si è dichiarato molto soddisfatto del risultato.
I tempi di recupero sono stati mediamente di 3-4 giorni e nessuno dei pazienti ha riportato effetti avversi . Solo effetti collaterali transitori quali eritema e arrossamento
Quindi le conclusioni dello studio sono:
il trattamento di radiofrequenza ad aghi si è dimostrato sicuro ed efficace per trattare la lassità del collo nella maggior parte dei pazienti, incluse anche la persone più anziane.
Volete sapere com’è stata la mia esperienza con questo trattamento? Bene! Allora leggete cosa scrivo alla pagina seguente e scoprirete tutto…..



