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Protocollo innovativo con Redensity 1 da 3 ml per illuminare e rimpolpare la pelle in un’unica seduta: la mia esperienza

Indice

Redensity 1: Protocolli di utilizzo, tecniche iniettive da preferire, aree a rischio d’infiltrazione

Quali sono i protocolli di utilizzo di Redensity 1

Redensity 1 esiste in due formati:

  • una siringa contenente  1 ml di prodotto,
  • una siringa contenente 3 ml di prodotto.

A seconda del grado di invecchiamento della pelle del paziente e del risultato che il paziente desidera ottenere è possibile eseguire vari protocolli di trattamento  in cui è differente:

  • la quantità di prodotto da usare in ogni singola seduta 1 o 3 ml,
  • il numero di sedute e la loro frequenza.

Protocollo Beauty Booster: indicazioni, numero di sedute e loro frequenza

Il protocollo Beauty Booster, prevede l’utilizzo di  Redensity 1 (1 o 3 ml) con sedute da eseguire ogni 3 settimane per supportare il turn-over fisiologico della cute e  favorire la rigenerazione cutanea come dimostrato dallo studio multicentrico sotto menzionato.

Si consiglia di ripetere il ciclo 2 volte all’anno

Protocollo Beauty Booster Advanced: indicazioni, numero di sedute e loro frequenza

Il protocollo Beauty Booster Advanced prevede la combinazione di:

  • Redensity 1,
  • un filler DINAMICO Teosyal RHA®1,  capace di integrarsi perfettamente alla mimica facciale. Consente  una correzione naturale  ed è particolarmente indicato per trattare  le rughe sottili di viso (“codice a barre”, contorno delle labbra, filtro labiale, zampe di gallina, rughe della fronte), collo e décolleté.

In questo modo la correzione immediata del Filler  è supportata e potenziata dalla ricostruzione dermica indotta da Redensity 1 . Lo scopo è quello di:

  • correggere immediatamente la rugosità superficiale diffusa,
  • potenziare il risultato e la durata del trattamento del filler in quanto, come osservato,  la ridensificazione con Redensity 1 stimola la produzione di HA, collagene ed elastina.

Un protocollo di questo tipo è indicato nei pazienti:

  • over  45 anni con
    • cute opaca, discromica e ruvida al tatto,
    • perdita di definizione e compattezza,
    • rughe diffuse su viso (principalmente perioculari, perilabiali, nasolabiali), collo e décolleté,
  • con  presenza di fotoaging avanzato in cui vi sia la necessità di  eseguire una leggera correzione estetica,
  • con presenza di fotoaging severo in cui vi sia presenza di pelle opaca, perdita di definizione e compattezza, rughe dinamiche diffuse (viso, collo, décolleté).

Nel caso di fotoaging avanzato il protocollo prevede 3 sedute in cui:

  • nella prima seduta si esegue il trattamento con il filler
  • nella seconda seduta a distanza di due settimane si esegue Redensity 1(1ml o 3ml),
  • nella terza seduta, a disatnza di tre settimane dalla seconda si esegue il trattamento con Redensity 1 (1ml o 3ml),

Nel caso di fotoaging severo, la pelle  a causa dell’accumulo dei danni ossidativi appare:

  • ispessita,
  • con il caratteristico aspetto “sgualcito”,
  • con macchie diffuse, 
  • con un turnover cellulare  di circa  60 giorni, contro i 21 fisiologici.

Con il protocollo che associa ridensificazione dermica e filler dinamico si accelera il turnover cellulare  per una sua riattivazione profonda e si  crea una “matrice strutturale” di sostegno con effetti cumulativi e duraturi nel tempo.

Il protocollo prevede 4 sedute in cui:

  • nella prima seduta si esegue il trattamento con il filler
  • nella seconda seduta a distanza di due settimane si esegue Redensity 1 (1ml o 3ml),
  • nella terza seduta, a distanza di 2 settimane dalla seconda si esegue il trattamento con il filler
  • nella quarta seduta a distanza di due settimane dalla terza si esegue il trattamento con Redensity 1,

Protocollo Beauty Booster Potenziato: indicazioni, numero di sedute e loro frequenza

Il protocollo Beauty Booster Potenziato prevede l’utilizzo di Redensity 1 3ml di prodotto:

  •  da utilizzare come unico trattamento per ottenere una  ridensificazione intensiva,
  • da associare ai filler anche molto volumizzanti per ottenere una ridensificazione 4D.

Nella ridensificazione intensiva lo scopo è quello, con un unico trattamento d’urto, di avere un’azione light filler e ottenere:

  • una luminosità e un effetto glowing immediato,
  • un’idratazione intensa,
  • un viso da subito più disteso  con effetto Bonne Mine.

Il trattamento è adatto a tutti i tipi di pelle e a tutte le età. E’ indicato in modo particolare nei pazienti :

  • giovani che non necessitano di trattamenti con  filler correttivi ma desiderano un effetto «Super Glow»
  • fumatori come trattamento d’urto
  • che presentano una pelle dall’incarnato spento e asfittico ma senza evidente rugosità

Questo protocollo può essere utilizzato in alternanza o in associazione ai trattamenti con filler.

Nella ridensificazione 4D, viene eseguita un’unica seduta con Redensity 1, 3 ml, associato nella stessa seduta o a distanza di una settimana, a un filler volumetrico. Lo scopo è quello di ottenere:

  • il perfezionamento   immediato e il potenziamento nel tempo della correzione volumetrica,
  • il progressivo miglioramento della qualità della cute grazie alle caratteristiche di Redensity 1,
  • un aumento dell’effetto tensore.

Un protocollo di ridensificazione 4D è indicato per pazienti che utilizzano filler e che presentano:

  • fotoaging moderato, avanzato e severo,
  • forte lassità e svuotamento, dove è necessario un approccio combinato per ottimizzare la correzione volumetrica.

Quali tecniche iniettive possono essere utilizzate per eseguire  il trattamento con Redensity 1

Redensity 1 può essere iniettato con,

  • ago con la tecnica a microponfi,
  • con cannula.

Come in tutti i trattamenti biorivitalizzanti la tecnica da preferire è quella con ago con la quale si ha la certezza di rimanere più superficiali ed ottenere un migliore effetto rivitalizzante.  Ricordo che lo scopo della biorivitalizzazione è quello di  idratare l’epidermide  e stimolare i fibroblasti a produrre elastina e collagene.

E’ importante sottolineare che, soprattutto nel caso in cui si utilizzi Redensity 1 nel formato 3 ml, il prodotto da iniettare è abbondante, e quindi, utilizzando l’ago e  bucando la pelle  tante volte, la probabilità che si possa formare un livido è maggiore. Ecco perchè, nelle pelle sottili e delicate, si preferisce utilizzare la cannula, da alternare all’ago (per ottenere il massimo dei risultati), nel caso in cui venga eseguito un protocollo che preveda più sedute.

Nel caso in cui il medico decida di utilizzare la cannula,  può decidere, a seconda del risultato che desidera ottenere e della situazione del paziente, di effettuare:

  • un doppio accesso, con cannula da 25 g (4 o 5 cm) per ottenere una ridensificazione intensiva,
    • dalla linea mandibolare per trattare con movimenti a raggiera  l’area malare, naso-labiale, mandibolare e del mento
    • dall’arco zigomatico per trattare con movimenti a raggiera l’area zigomatico malare e temporale,
  • un unico accesso dalla linea mandibolare  con cannula da 25 g (4 o 5 cm), per ottenere una ridensificazione post utilizzo del filler (ridensificazione 4D)

Si raccomanda  che l’iniezione venga eseguita:

  • molto lentamente con tecnica a ventaglio lineare antero-retrograda,
  • molto superficialmente nel derma profondo.

Come avviene il trattamento con cannula è ben visibile nel video sotto pubblicato, nel paragrafo in cui racconto la mia esperienza con Redensity 1 da 3ml

Area mandibolare è una zona  a rischio?

Nella zona mandibolare l’arteria facciale insieme al Forame mentoniero e all’Arteria mentoniera sono  le strutture anatomica a rischio e alle quali si deve  porre attenzione.

Come già osservato in altri articoli (Focus su ialuronidasi, l’enzima che degrada l’acido ialuronico: interviene il dottor Marco Papagni , Il rimodellamento della fronte, delle tempie e del sopracciglio con filler a base di acido ialuronicoEliminare il sorriso gengivale (gummy smile) con il filler: interviene la dottoressa Patrizia Piersini) le  regioni anatomiche del volto considerate “difficili” sono principalmente:

  • glabella e sopracciglio,
  • aree temporale,
  • infraorbitale e periorale,
  • commissure labiali,
  • solchi nasogenieni,
  • naso.

Le difficoltà di intervento in queste zone sono dovute a:

  • una specifica complessità anatomica;
  • fitta presenza di strutture vascolari e nervose.

Interessante a tale proposito un articolo Facial Danger ZonesTechniques to Maximize Safety during Soft-Tissue Filler Injections.di Scheuer JF 3rd et al., pubblicato a Maggio 2017 su Plastic and Reconstructive Surgery in cui gli autori prendono in esame  le zone difficili da trattare   e le tecniche di iniezione da adottare in  zone pericolose del volto, con particolare riferimento alla sua anatomia, nel tentativo di ridurre al minimo il rischio e massimizzare i risultati.

Tra le complicanze più gravi, ricordiamo l’ “embolia cutis medicamentosa” che  consegue all’iniezione intra-arteriosa del filler che può provocare occlusione del vaso e necrosi della zona servita da quel vaso.

Va anche  ricordato che la circolazione arteriosa del volto presenta numerose anastomosi (comunicazioni tra vasi sanguigni) e quindi l’iniezione di prodotto in un’arteria può provocare necrosi anche in altri distretti lontani dalla sede di iniezione  (come nei casi descritti di cecità dovuti ad occlusione dell’arteria retinica in seguito ad iniezioni nella regione glabellare).

A: Rappresentazione delle arterie facciali che illustrano le aree primarie di rischio B: la loro struttura anatomica associata (Courtesy of J Clin Aesthet Dermatol. 2019 Jun; 12(6): E65–E72.
Published online 2019 Jun. 1)

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