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Lo provo per voi. Testosterone topico per migliorare il calo della libido in menopausa

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Oggi vorrei raccontarvi come ho migliorato i disturbi della sfera sessuale che mi ha regalato la menopausa.

Ne abbiamo parlato in tantissime dirette con il professor Marco Gambacciani e la dottoressa Cinzia Polo, ma oggi vorrei cercare di esservi d’aiuto mettendo nero su bianco su cosa è possibile fare per affrontare questi disturbi che incidono pesantemente sulla qualità di vita di noi donne.

Vi lascio qui l’ultimissima diretta con la dottoressa Cinzia Polo in cui abbiamo parlato di tutto questo.

Diretta sull’atrofia vulvo vaginale in menopausa

Quali sono i disturbi della sfera sessuale e dell’apparato vulvo/vaginale che compaiono in menopausa

Tra i tanti disturbi e cambiamenti che la menopausa comporta ci sono quelli della sfera:

  • vulvo/vaginale che si manifesta con atrofia e secchezza vaginale altresì chiamata sindrome genitourinaria in menopausa (GSM) che comprende anche l’incontinenza urinaria (di cui non parlerò),
  • sessuale (calo della libido).

Tali disturbi riguardano più del 93% delle donne in post menopausa.

Perchè se è vero che le altre problematiche quali vampate, osteopenia/osteoporosi, insonnia, dolori articolari, irritabilità, confusione mentale, problematiche cardiovascolari, colpiscono in modo importante più o meno un terzo delle donne, quelli della sfera vulvo/vaginale e sessuale colpiscono, quasi tutte le donne.

Cosa accade alla nostra vulva e vagina in menopausa

La sindrome genitourinaria che si verifica in menopausa (GSM) è un termine relativamente nuovo ed è stato introdotto per la prima volta nel 2014, da un consenso dell’International Society for the Study of Women’s Sexual Health e della North American Menopause Society. La condizione era precedentemente nota come atrofia vulvovaginale, vaginite atrofica o atrofia urogenitale.

La GSM è una condizione cronica, progressiva, del tratto urinario inferiore caratterizzata da un ampio spettro di segni e sintomi. La maggior parte di questi sintomi può essere attribuita alla mancanza di estrogeni ed androgeni che caratterizza la menopausa che comportano assottigliamento dei tessuti genitali e delle mucose vaginali. Nonostante si tratti di una condizione che colpisce principalmente le donne in postmenopausa (50-70%), è osservata anche in molte donne in premenopausa (15%). Lo stato ipoestrogenico ed ipoandrogenico provoca cambiamenti ormonali e anatomici nel tratto genito-urinario che comportano sintomi quali:

  • secchezza vaginale,
  • dispareunia (dolore ai rapporti sessuali),
  • ridotta lubrificazione.

Si tratta di una sintomatologia che può avere un grande impatto sulla qualità della vita delle donne colpite, in particolare su quelle sessualmente attive.

Il calo della libido in menopausa

Il calo della libido molto diffuso in menopausa è dovuto:

  • alla sintomatologia dolorosa che determina la GSM e che porta ad evitare rapporti. I sintomi dell’atrofia vulvo vaginale hanno una relazione approssimativamente lineare con la libido. Tanto è vero che i rapporti sessuali aumentano e il livello di soddisfazione migliora quando si riesce a ridurre il dolore durante il rapporto (5)
  • alla carenza ormonale soprattutto dovuta ad una riduzione della produzione degli ormoni androgeni.

Cosa accade alle mucose dell’apparato vulvo/vaginale in menopausa

E’ interessante capire cosa accade alle mucose dell’apparato vulvo-vaginale in menopausa a causa della deprivazione estrogenica ed androgenica. Di fatto si assiste ad un assottigliamento degli strati superficiali ed intermedi dell’epitelio. Questo comporta:

  • la superficializzazione delle fibre sensitive nervose con riduzione della soglia del dolore,
  • la riduzione della produzione di glicogeno con conseguente perdita della flora lattobacillare residente ed aumento del pH (Maggiore di 5,5) a causa della minore produzione di acido lattico che porta ad uno stato infiammatorio cronicizzato.
Cosa comporta la deprivazione estrogenica ed androgenica in menopausa (courtesy of Dott.ssa Cinzia Polo)

Cosa comporta per il nostro organismo la deprivazione androgenica in menopausa

Innanzitutto è importante sapere che anche noi donne in età fertile produciamo non solo ormoni ESTROGENI (ormoni feminili) ma anche ANDROGENI erroneamente ritenuti esclusivi degli uomini e troppo spesso dimenticati e per questo definiti “ormoni fantasma”.

Gli ormoni androgeni, gli amici biologici più potenti della sessualità femminile, sono:

  • il deidroepiandrosterone (DHEA), prodotto dal surrene
  • l’androstenedione (A),prodotto in parte dall’ovaio e in parte dal surrene
  • il testosterone (T)
    • in età fertile è prodotto per il 15% per cento dall’ovaio, per il 25% dal surrene e per il  50% per cento dal grasso corporeo, che funziona come una vera e propria ghiandola endocrina, a partire da precursori a loro volta prodotti dall’ovaio o dal surrene;
    • dopo la menopausa, invece, è l’ovaio la sorgente più importante di testosterone nella donna, in quanto contribuisce per il 50-60% alla produzione totale corporea;
  • il deidrotestosterone (DHT) la forma biologicamente attiva del testosterone.

E nel sangue raggiungono livelli molto più elevati degli estrogeni, ormoni femminili per eccellenza. 

Quindi:

  • nella menopausa fisiologica assistiamo ad una riduzione del testosterone del 50% e del DEHA del 70% .
  • nella menopausa iatrogena o precoce la caduta del testosterone arriva anche all’80%.
Livelli plasmatici di testosterone totale e DHEA in pre e post menopausa (courtesy of https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26953831/)

Quando il livello degli ormoni androgeni è troppo basso, la donna può avvertire sintomi quali:

  • scarso desiderio sessuale,
  • maggiore difficoltà a raggiungere l’orgasmo e/o avvertire una sua minore intensità,
  • tendenza ad accumulare adipe sull’addome e sul punto vita e a perdere massa magra con aumento della massa grassa,
  • scarsa energia vitale, una condizione simile alla depressione, determinata spesso dalla carenza di androgeni,
  • maggiore sensazione di stanchezza fisica,
  • minore vivacità, anche cognitiva,
  • maggiore difficoltà ad affrontare l’esercizio fisico. Il testosterone migliora infatti la performance muscolare oltre a consentire  buon trofismo osseo, contrastando quindi la tendenza all’osteoporosi tipica della menopausa
Sintomi dovuti a bassi livelli di testosterone

Gli ormoni androgeni ed il testosterone in particolare sono essenziali quindi per: 

  • mantenere in  salute il cervello della donna. E’ in grado di ridurre ansia, depressione, deterioramento cognitivo e Parkinson (problematiche che aumentano soprattutto  nelle donne che hanno subito l’asportazione delle ovaie  e non trattate con le necessarie cure ormonali),
  • mantenere la tonicità muscolare, migliorando gli effetti dell’esercizio fisico, e contrastare la perdita di massa e forza muscolare (sarcopenia),
  • ridurre l’osteoporosi e le fratture,
  • proteggere dalle malattie cardiovascolari,
  • stimolare il desiderio sessuale, i sogni erotici, le fantasie sessuali volontarie e le fantasie sessuali spontanee,
  • aumentare l’energia fisica e mentale.
Benefici della terapia a base di testosterone nella donna

Sindrome GSM sotto diagnosticata: perchè?

Fino ad oggi, la GSM rimane estremamente sotto diagnosticata nonostante la sua alta diffusione, principalmente a causa:

  • della riluttanza tra le donne a cercare aiuto a causa della vergogna che provano nel parlarne con il proprio medico oltre che con le altre donne,
  • di una tendenza tra molte donne a considerare i disturbi come una normale caratteristica dell’invecchiamento naturale.

Inoltre, in molti casi, è imputabile all’incapacità di alcuni medici ad affrontare questi problemi (non ascoltano o non sanno rispondere a certe esigenze) ed aprire un dialogo franco con le donne.

Tutto ciò costituisce una delle principali cause della mancanza di consapevolezza su questa sindrome. E le donne continuano a soffrirne.

Indicativi i risultati di questa survey americana condotta su 1858 donne dalla quale emerge che l’atrofia-vulvo vaginale interessa oltre due terzi della popolazione femminile in menopausa . Ma che le donne che ne hanno una reale percezione sono pochissime:

  • il 42% la considera una componente dell’età e considera NORMALE avere una sintomatologia dolorosa e invalidante,
  • il 3% ignora che esistono terapie per migliorare tale condizione.
Risultati della survey americana sulla percezione delle donne riguardo all’atrofia vulvo vaginale ( Courtesy of doc Cinzia Polo)

Se osserviamo l’immagine sotto pubblicata notiamo che il 50% della popolazione femminile in menopausa NON HA MAI UTILIZZATO niente per migliorare i prorpri disturbi riguardante l’atrofia vulvo-vaginale e di conseguenza i problemi legati alla sessualità.

Risultati della survey americana sulla percezione delle donne riguardo all’atrofia vulvo vaginale (Courtesy of doc Cinzia Polo)

L’informazione è fondamentale: infatti le donne dovrebbero capire che, a differenza della sindrome vasomotoria (vampate), che solitamente migliora nel tempo, la sintomatologia della GSM se non trattata tenderà a peggiorare e avere un impatto severo sulla qualità della vita.

Ed è proprio per informare le donne e renderle consapevoli di tutto ciò che è possibile fare per stare bene anche in questa fase della nostra vita, a volte complicata, che nasce la nostra associazione MENOPAUSEBOOST-RIVOLUZIONE MENOPAUSA.

Il manifesto dell’associazione a promozione sociale MENOPAUSEBOOST-RIVOLUZIONE MENOPAUSA
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