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Lo provo per voi. Migliorare secchezza ed atrofia vaginale con terapie topiche ormonali e non ormonali

Indice

In un articolo di qualche mese fa vi ho raccontato come migliorare il calo della libido e sintomi derivanti dalla sindrome genitourinaria in menopausa attraverso l’utilizzo del testosterone topico un presidio galenico molto utile.

In questo articolo vi parlerò di tutte le altre terapie, ormonali e non, che si possono utilizzare per migliorare la sindrome genitourinaria, raccontandovi ciò che utilizzo personalmente.

Ma prima cerchiamo di riassumere che cosa è la sindrome genitourinaria che si manifesta in menopausa e quali sono sintomi.

Vorrei sottolineare per questo articolo mi sono avvalsa della collaborazione della dottoressa Cinzia Polo che ringrazio, la quale mi ha inviato alcune sue presentazioni a vari congressi su questo argomento che ho rielaborato.

Quali sono i disturbi della sfera sessuale e dell’apparato vulvo/vaginale che compaiono in menopausa

Tra i tanti disturbi e cambiamenti che la menopausa comporta ci sono quelli della sfera:

  • vulvo/vaginale che si manifesta con atrofia e secchezza vaginale altresì chiamata sindrome genitourinaria in menopausa (GSM) che comprende anche l’incontinenza urinaria (di cui non parlerò),
  • sessuale (calo della libido).

Tali disturbi riguardano più dell ‘84% delle donne in post menopausa.

Sintomi della sindrome genitourinaria e dimensione del problema (Courtesy of dottoressa Cinzia Polo)

Perchè se è vero che le altre problematiche quali vampate, osteopenia/osteoporosi, insonnia, dolori articolari, irritabilità, confusione mentale, problematiche cardiovascolari, colpiscono in modo importante più o meno un terzo delle donne, quelli della sfera vulvo/vaginale e sessuale colpiscono, quasi tutte le donne.

Cosa accade alla nostra vulva e vagina in menopausa

La sindrome genitourinaria che si verifica in menopausa (GSM) è un termine relativamente nuovo ed è stato introdotto per la prima volta nel 2014, da un consenso dell’International Society for the Study of Women’s Sexual Health e della North American Menopause Society. La condizione era precedentemente nota come atrofia vulvovaginale, vaginite atrofica o atrofia urogenitale.

La GSM è una condizione cronica, progressiva, del tratto urinario inferiore caratterizzata da un ampio spettro di segni e sintomi. La maggior parte di questi sintomi può essere attribuita alla mancanza di estrogeni ed androgeni che caratterizza la menopausa che comportano assottigliamento dei tessuti genitali e delle mucose vaginali. Nonostante si tratti di una condizione che colpisce principalmente le donne in postmenopausa (75-84%), è osservata anche in molte donne in premenopausa (40%). Lo stato ipoestrogenico ed ipoandrogenico provoca cambiamenti ormonali e anatomici nel tratto genito-urinario che comportano sintomi quali:

  • secchezza vaginale,
  • dispareunia (dolore ai rapporti sessuali penetrativi),
  • ridotta lubrificazione.

Si tratta di una sintomatologia che può avere un grande impatto sulla qualità della vita delle donne colpite, in particolare su quelle sessualmente attive.

Il calo della libido in menopausa

Il calo della libido molto diffuso in menopausa è dovuto:

Cosa accade alle mucose dell’apparato vulvo/vaginale in menopausa

E’ interessante capire cosa accade alle mucose dell’apparato vulvo-vaginale in menopausa a causa della deprivazione estrogenica ed androgenica. Di fatto si assiste ad un assottigliamento degli strati superficiali ed intermedi dell’epitelio. Questo comporta:

  • la superficializzazione delle fibre sensitive nervose e dei microvasi con riduzione della soglia del dolore,
  • importante riduzione della produzione di collagene ed elastina,
  • la riduzione della produzione di glicogeno con conseguente perdita della flora lattobacillare residente ed aumento del pH (Maggiore di 5,5) a causa della minore produzione di acido lattico che porta ad uno stato infiammatorio cronicizzato.
Cosa comporta la deprivazione estrogenica ed androgenica in menopausa (courtesy of Dott.ssa Cinzia Polo)

Sindrome GSM sotto diagnosticata: perchè?

Fino ad oggi, la GSM rimane estremamente sotto diagnosticata nonostante la sua alta diffusione, principalmente a causa:

  • della riluttanza tra le donne a cercare aiuto a causa della vergogna che provano nel parlarne con il proprio medico oltre che con le altre donne,
  • di una tendenza, tra molte donne, a considerare i disturbi come una normale caratteristica dell’invecchiamento.
  • dell’incapacità di alcuni medici ad affrontare questi problemi (non ascoltano, non sanno rispondere a certe esigenze o sottovalutano i sontomi) ed aprire un dialogo franco con le donne.

Tutto ciò costituisce una delle principali cause della mancanza di consapevolezza su questa sindrome. E le donne continuano a soffrirne.

Indicativi i risultati di questa survey americana condotta su 1858 donne dalla quale emerge che l’atrofia-vulvo vaginale interessa oltre due terzi della popolazione femminile in menopausa . Ma le donne che ne hanno una reale percezione sono pochissime:

  • il 42% la considera una componente dell’età e considera NORMALE avere una sintomatologia dolorosa e invalidante,
  • il 13% ignora che esistono terapie per migliorare tale condizione.
Risultati della survey americana sulla percezione delle donne riguardo all’atrofia vulvo vaginale ( Courtesy of doc Cinzia Polo)

Se osserviamo l’immagine sotto pubblicata notiamo che il 50% della popolazione femminile in menopausa NON HA MAI UTILIZZATO niente per migliorare i propri disturbi riguardante l’atrofia vulvo-vaginale e di conseguenza i problemi legati alla sessualità.

Risultati della survey americana sulla percezione delle donne riguardo all’atrofia vulvo vaginale (Courtesy of doc Cinzia Polo)

L’informazione è fondamentale: infatti le donne dovrebbero capire che, a differenza della sindrome vasomotoria (vampate), che può migliorare nel tempo, la sintomatologia della GSM se non trattata tenderà a peggiorare e avere un impatto severo sulla qualità della vita.

Pensiamo che, oltre alla sintomatologia dolorosa, le donne in menopausa, possono:

  • soffrire di cistiti ricorrenti postcoitali che insorgono 24/48 ore dopo i rapporti sessuali,
  • sperimentare perdita di tono della vulva e della vescica con conseguente prolasso e possibile incontinenza.

Ed è proprio per informare le donne e renderle consapevoli di tutto ciò che è possibile fare per stare bene anche in questa fase della nostra vita, a volte complicata, che nasce la nostra associazione MENOPAUSEBOOST-RIVOLUZIONE MENOPAUSA a cui vi invito ad iscrivervi attraverso il nostro sito http://www.menopauseboost.it

Quali sono le terapie che si possono utilizzare per migliorare i sintomi della GSM

L’obiettivo principale dei trattamenti è quello di:

  • alleviare i sintomi della della GSM,
  • migliorare la funzionalità sessuale.

Il trattamento può consistere in:

  • terapie ormonale con prodotti a base di estrogeni e/o androgeni locali, generalmente considerata il “gold standard” come descritto in questo articolo,
  • terapie non ormonali come lubrificanti e creme idratanti,
  • modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (SERM) tra i più utilizzati l’Ospemifene utilizzabile anche dalle donne operate di carcinoma mammario una volta terminate le cure,
  • tecnologie laser,
  • trasferimento di cellule staminali da tessuto adiposo (Seffigyn o Lipogems). Si tratta di metodiche con studi scientifici pubblicati condotti su un numero esiguo di pazienti, ma con risultati molto promettenti,
  • carbossiterapia, ossigenoterapia, elettroporazione.,
  • riabilitazione del pavimento pelvico.
Courtesy of https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32399320/
Differenti terapie ormonali e non per la cura della sindrome genitourinaria (Courtesy of doc Cinzia Polo)

E tutte queste terapie possono essere combinate tra loro per ottenere il massimo dei benefici.

Si tratta sempre di terapie locali o che agiscono a livello locale (i SERM ad esempio vengo assunti per bocca ma hanno efficacia solo a livello locale).

Infatti sono molti i casi in cui, anche le donne che assumono terapia ormonale sostitutiva estroprogestinica, non riescono ad ottenere sufficienti benefici a livello vaginale. In tutti questi casi è indispensabile abbinare alla terapia ormonale, trattamenti a livello locale.

Sottolineo inoltre un aspetto molto importante: mentre per le terapie ormonali sistemiche vi è una finestra di opportunità terapeutica (in linea generale 10 anni dall’ingresso in menopausa ed entro i 60 anni di età), le terapie topiche possono essere intraprese a qualsiasi età.

In questo articolo vi parlerò delle terapie NON ormonali e ORMONALI locali da modulare ed integrare a seconda delle caratteristiche della donna e del grado di sintomatologia.

E’ importante sottolineare che anche nella sindrome genitourinaria uno stile vita adeguato è un obiettivo primario che deve essere alla base di ogni scelta terapeutica.

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