Lo provo per voi: la crioterapia sistemica per un invecchiamento di successo

Un pò di tempo fa vi avevo raccontato della mia  entusiasmante esperienza  con la crioterapia sistemica. 10 sedute di 3 minuti a -140 gradi. Eccezionali per rigenerare il corpo e la mente.

Unico neo del trattamento, eseguito all’epoca, era la distanza da casa del centro in cui veniva utilizzata tale terapia. Der resto era l’unico nella mia zona. Impiegavo per raggiungerlo, 40 minuti ad andare e 40 a tornare, per tre volte alla settimana, per effettuare un trattamento  che richiedeva tre minuti. Il gioco non valeva la candela. Tutti i benefici ottenuti si esaurivano nel tragitto di andata e ritorno causa traffico tentacolare che mi faceva venire un tale nervosismo, paragonabile a quello di Michael Douglas nel film  “Un giorno di ordinaria follia”.

Quindi, nonostante i benefici ottenuti e la promessa fatta a me stessa  di ripetere alcune sedute, dopo il ciclo iniziale delle canoniche 10, da eseguire peraltro con una frequenza molto ravvicinata cosa che aveva reso ancora più difficile ultimare il ciclo, non mi sono mai più spinta così lontano per soli tre minuti. 

Finchè vicinissimo a casa mia ha aperto un centro, The Longevity Suite,  in cui utilizzano, tra i vari altri trattamenti, anche la criocamera.

Informandomi ho scoperto, tra l’altro che  The Longevity Suite di Monza è gestito dalla mia amica  Elisabetta Belfiore, tricopigmentatrice, la quale crede molto in questa pratica. Di Elisabetta vi ho già raccontato. Dolcissima ma tosta e stracolma  di idee innovative. Un vero vulcano. Con lei abbiamo organizzato anche alcune dirette sui social e proprio qualche settimana ha aperto  Tricology HairCare  , unico centro in Italia, per la cura,  la salute e il benessere dei capelli  del quale vi ho parlato in questo articolo .

Quando Elisabetta ha capito la mia passione per la crioterapia  mi ha proposto di provare subito  la sua nuova criocamera. Ovviamente non me lo sono fatto ripetere due volte ed ho  ho accettato immediatamente l’invito

Ho quindi deciso di ripartire con un ciclo di 10 sedute e, nonostante avessi già scritto un  articolo su questa metodica, voglio riparlarne  perchè in questi anni la tecnologia è leggermente cambiata, è più sofisticata e anche la scienza ha fatto passi avanti in questa direzione, considerando la terapia del freddo un vera e propria terapia delle longevità da associare ad altre pratiche  come la corretta alimentazione (preferibilmente il digiuno intermittente) e l’attività fisica.

Ma prima di raccontarvi la mia esperienza con la crioterapia sistemica, vediamo di capire quali sono i benefici che apporta  in quali casi è indicata e quali sono le nuove tecnologie esistenti.

Alla fine dell’articolo come sempre troverete il box riassuntivo, utile  per chi non ha tempo per approfondire.

La terapia del freddo: un pò di storia

La crioterapia ha origine molto antiche, se pensiamo che lo stesso Ippocrate prescriveva, nel 400 a.C. acqua fredda contro infiammazioni e dolori.

L’azione salutare del freddo era nota anche agli antichi romani, maestri della cultura fisica, che fecero del frigidarium (piscine ghiacciati termali) un culto.

Del resto chiunque di noi abbia subito un trauma o abbia un problema di tipo infiammatorio applica il ghiaccio, efficace 

  • come analgesico,
  • per evitare e ridurre ematomi ed infiammazioni,
  • per ridurre edemi.

La Crioterapia Sistemica  nasce alla fine degli anni ’70 in Giappone presso il Rheumatisme Village di Akano dall’intuizione del Dott. Toshima Yamauchi. Egli per primo, infatti, iniziò a praticare questa metodica, soprattutto nei pazienti affetti da artrite reumatoide, scoprendone gli innumerevoli effetti e benefici.

Il ghiaccio terapeutico

Quindi il trattamento non sarebbe altro che l’evoluzione, in chiave moderna e tecnologica, dei bagni di ghiaccio praticati per millenni da diverse popolazioni per curare le infiammazioni, i dolori ossei e altre patologie. 

Potremmo definirla, semplificando, come un potentissimo antinfiammatorio senza effetti collaterali.

Efficacia del ghiaccio e delle basse temperature

L’applicazione del ghiaccio per ridurre il dolore e accelerare il recupero a seguito di traumi e disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, può essere considerata la prima forma di terapia del freddo.

Il ghiaccio è infatti  da sempre riconosciuto  avere  proprietà:

  • analgesiche
  • antiedemigene,
  • antispastiche e miorilassanti inducendo il rilassamento dei tessuti esposti ad alte temperature .
Come e quando utilizzare il ghiaccio

L’utilizzo del ghiaccio  nei traumi e nelle contusioni infatti:

  • aiuta a  diminuire la percezione del dolore inducendo una situazione  ipotermica localizzata che impedisce la trasmissione degli impulsi dolorosi.
  • riduce il gonfiore  grazie alla vasocostrizione che impedisce il travaso di sangue nei tessuti .

Inoltre un temporaneo “congelamento” provoca:

  • la diminuzione della temperatura dell’epitelio a cui segue il rilascio di endorfine che rende possibile, oltre ad una minore percezione del dolore una sensazione di benessere,
  • il rilascio di citochine (“messaggeri del sistema immunitario” che svolgono un ruolo importante nel difendere l’organismo da potenziali pericoli) con  effetto protettivo antinfiammatorio riducendo l’infiammazione sistemica cronica

Cosa è la crioterapia sistemica

La Crioterapia Sistemica (Whole Body Cryotherapy – WBC) consiste nell’esposizione di tutto il corpo ad una temperatura molto bassa per un tempo molto breve, con lo scopo di indurre AUTOGUARIGIONE  

La crioterapia sistemica e il concetto di ormesi

Recentemente la letteratura scientifica ha prodotto numerosi studi in cui si parla di un meccanismo chiamato ORMESI.

L’ormesi può essere considerata una funzione adattativa caratterizzata da una risposta bifasica dose-dipendente, che si manifesta come conseguenza dell’esposizione a un range molto ampio di stimoli (Calabrese e Baldwin, 2002).

Si tratta di sottoporre l’organismo a stimoli giornalieri ritmici  stressanti (shock) di un certa entità ma di BREVE durata  tali da rigenerare e stimolare le difese del  nostro organismo.

Tali piccoli shock consentono di  invecchiare in buona salute in quanto:

  • stimolano una disintossicazione e depurazione continua,  
  • attivano la produzione di sostanze antiossidanti che combattono l’infiammazione.

Ad esempio gli studi condotti  su alcuni specie di pipistrelli, mostrano che questi animali, pur vivendo  in aree dove l’escursione termica è elevatissima, sono molto longeve. Questo ha portato a pensare che ciò potesse valere anche per l’uomo.

Gli shock di breve durata, sono  tali da indurre autofagia, un meccanismo attraverso cui l’organismo elimina le cellule danneggiate e le sostituisce con cellule più sane. Tale meccanismo, purtroppo, tende ad incepparsi con l’avanzare dell’età. 

Mediante l’autofagia è come se le nostre cellule si ”autoriciclassero”: distruggono le loro componenti che sono diventate inutili e le trasportano al di fuori della loro membrana, giocando quindi un ruolo fondamentale nelle nostre difese.

Gli shock di breve durata che inducono ormesi e quindi stimolano l’autofagia, possono riguardare:

  • lo schock termico (criocamera)
  • un intenso esercizio fisico,
  • la restrizione calorica e il digiuno intermittente,
  • lo schock  indotto dall’altitudine.

Come agisce la Crioterapia Sistemica sul nostro organismo

Per capire  i meccanismi che stanno alla base degli effetti terapeutici della crioterapia è importante osservare  che molte terapie fisiche seguono il principio dello stimolo-reazione-adattamento.  Una qualunque terapia fisica provoca un effetto stimolante su:

  • tessuti
  • organi
  • sistemi.

Questo provoca  reazioni all’interno dell’organismo a cui segue l’attivazione di processi che conducono al raggiungimento di un nuovo equilibrio.

In realtà la crioterapia  non esercita un effetto diretto sulle cause di  una patologia ma agisce  in maniera indiretta su una serie di sistemi secondari che contribuiscono al raggiungimento di un nuovo equilibrio migliorando o in alcuni casi eliminando  la patologia. Potremmo dire che la crioterapia è in grado di stimolare l’organismo a produrre sostanze di autodifesa e rappresenta quindi una metodica  in grado di far reagire il corpo e stimolarlo  all’AUTOGUARIGIONE.

benefici apportati dalla crioterapia sono legati agli effetti che lo  shock termico, dovuto alla temperatura bassissima, provoca nell’organismo.

In pratica il meccanismo di difesa innescato dal nostro corpo per contrastare il freddo, stimola:

  • la circolazione sanguigna: dal punto di vista emodinamico, l’esposizione al freddo genera un effetto prima di vasocostrizione superficiale, in cui si blocca l’irrorazione sanguigna periferica che si concentra solo negli organi necessari alla sopravvivenza (cuore, polmoni, apparato digerente ecc..),  a cui segue, con il ritorno alla temperatura ambiente, una vasodilatazione superficiale con nuovo e rapido aumento del flusso sanguigno, più ricco di ossigeno, verso gli organi periferici.  Questo processo favorisce:
    • l’espulsione delle tossine,
    • il processo di rinnovamento cellulare
    • la produzione di endorfine.
  • il sistema immunitario  riducendo l’infiammazione e comportando un aumento delle difese immunitarie, 
  • il sistema endocrino e il sistema nervoso centrale: la crioterapia sistemica, attraverso la stimolazione dell’ipotalamo (struttura del sistema nervoso centrale  che controlla l’attività dell’ipofisi e la produzione di ormoni, il mantenimento della temperatura corporea, il ritmo sonno-veglia, l’appetito, il bilancio idrosalino , produzione di emozioni ed impulsi), genera effetti  benefici su tutto l’organismo,

Quali sono le  indicazioni per la crioterapia

Le indicazioni della crioterapia sono moltissime (vedi sotto), ma soprattutto  si tratta di una  metodica molto efficace per la gestione e il controllo dell‘infiammazione sistemica cronica (inflamaging)   che rappresenta una delle  principali cause dei processi degenerativi dell’uomo.

Cosa s’intende per inflammaging 

Quando di parla di inflammaging si fa riferimento ad un’infiammazione cronica, asintomatica  di basso grado che si verifica in assenza di infezioni.

Questo stato infiammato cronico ha effetti nocivi sulla salute e contribuisce all’invecchiamento biologico e allo sviluppo di patologie legate all’età. In particolare, numerosi studi hanno evidenziato che l’inflammaging possa avere un ruolo:

  • nello sviluppo e nell’evoluzione dell’aterosclerosi,
  • nella malattia renale cronica,
  • nel diabete dell’adulto,
  • nelle malattie cardiovascolari
  • nell’Alzheimer e nelle malattie neurodegenerative.
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