Lo provo per voi: la crioterapia sistemica per un invecchiamento di successo

Crioterapia sistemica: proprietà, effetti antiaging e sul metabolismo, ambiti di applicazione

Quali proprietà ha la crioterapia sistemica

La crioterapia sistemica ha proprietà:

  • antinfiammatorie:  la vasocostrizione/vasodilatazione indotta dal freddo intenso determina: 
    • una riduzione dell’infiammazione,  
    • stimola  il rilascio di citochine antinfiammatorie (IL10) che contrastano i processi infiammatori nei tessuti,
    • l’inibizione di quelle proifiammatorie.
    • determina il rilascio di acetilcolina e noradrenalina  che vanno ad inibire, a livello di sistema immunitario,  il centro dell’infiammazione,
  • analgesiche dopo circa trenta secondi di esposizione dell’organismo a temperature tanto rigide, si registra una notevole riduzione della percezione del dolore. Questo effetto analgesico permane per circa 6 ore dopo una sola seduta, per poi sommarsi pian piano durante le sedute successive,
  • antiedemigene e disintossicanti: il processo di vasocostrizione/vasodilatazione aumenta il flusso sanguigno verso tutti i tessuti del corpo, facilitando la rimozione di tossine, e migliorando la ritenzione idrica. Ne consegue un miglioramento della pelle,  dell’insufficienza venosa e della cellulite,
  • antiossidanti ed antiaging: il freddo così intenso accelera il rinnovamento cellulare e combatte la produzione di radicali liberi. Gran parte degli studi mostrano un aumento della capacità antiossidante del corpo,
  • metaboliche: il freddo sembra essere efficace sulle dislipidemie (elevati livelli di triglicerdi e colesterolo nel sangue) riequilibrando i livelli di colesterolo e riducendo l’infiammazione sistemica mediante una riduzione dei livelli circolanti delle sostanze ritenute ad azione pro-infiammatoria e un aumento di quelle ritenute ad azione anti infiammatoria,
  • antidepressive: la crioterapia stimola il rilascio di endorfine che migliorano la sensazione di benessere.

Le proprietà anti-aging ed antiossidanti della crioterapia sistemica: un approfondimento

Gran parte degli studi mostrano un aumento della capacità antiossidante dell’organismo sottoposto ad un freddo molto intenso. 

La crioterapia sistemica ha vari effetti anti-aging:

  • aumenta la produzione di collagene,
  • stimola il rilascio del fattore (BDNF, brain-derived neurotrophic factor). Il BDNF è una proteina appartenente alla famiglia delle neurotrofine, in realtà tra le neurotrofine più attive, sostanze chimiche che aiutano a stimolare e controllare la neurogenesi, ossia la nascita di nuovi neuroni nel cervello. È stato dimostrato che il BDNF svolge un ruolo nella neuroplasticità, che consente alle cellule nervose del cervello di compensare le lesioni e adattarsi a nuove situazioni o cambiamenti nell’ambiente. Fondamentalmente, BDNF aiuta a sostenere la sopravvivenza dei neuroni esistenti e incoraggia la crescita, la rigenerazione e la creazione di nuovi neuroni e delle sinapsi.
  • influenza il sistema  nervoso in quanto agisce sui circuiti neuronali  aumentando l’ossigenazione del cervello. È importante sottolineare che gli studi a proposito dei meccanismi attraverso cui  la terapia influenzi del sistema nervoso non sono moltissimi. In ogni caso tali ricerche hanno messo in evidenza  come, l’esposizione a basse temperature, siano in grado di modificare l’attività del sistema nervoso autonomo. Un team francese in particolare a mostrato che l’esposizione di tre minuti ho un freddo molto intenso aumentato l’attività del sistema nervoso autonomo principalmente del sistema parasimpatico  (stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l’immagazzinamento di energia)
Differenze tra sistema parasimpatico e simpatico
  • aumenta il rilascio di:
    • serotonina: un neurotrasmettitore che neutralizza l’azione del cortisolo,
    • noradrenalina: rilasciata dalle ghiandole surrenali come ormone nel sangue oltre ad essere un neurotrasmettitore del sistema nervoso. E’ un ormone dello stress, che  regola  i livelli di energia del nostro corpo,
    • adrenalina: un ormone  e un neurotrasmettitore rilasciato dal corpo in situazioni di stress acuto,
    • :ormone della crescita il cui declino comporta:
      • assottigliamento della cute,
      • riduzione della massa muscolare e aumento della massa grassa, 
      • cattiva qualità del sonno, 
      • stanchezza,
      • problemi di concentrazione e di memoria,
      • ridotto interesse sessuale,
    • testosterone ormone androgeno importantissimo per l’uomo, ma presente anche nella donna che serve:
      • mantenere in  salute il cervello. E’ in grado di ridurre ansia, depressione, deterioramento cognitivo,
      • mantenere la tonicità muscolare, migliorando gli effetti dell’esercizio fisico, e contrastare la perdita di massa e forza muscolare (sarcopenia),
      • ridurre l’osteoporosi e le fratture,
      • proteggere dalle malattie cardiovascolari,
      • stimolare il desiderio sessuale, i sogni erotici, le fantasie sessuali volontarie e le fantasie sessuali spontanee,
      • aumentare l’energia fisica e mentale.
  • migliora la qualità del sonno:  attraverso il metabolismo della serotonina, rilasciata dall’amminoacido triptofano, la crioterapia  promuove il sonno, fondamentale per vivere a lungo in buona salute.  Sottolineo che gli studi sulla qualità del sonno sono realmente ad oggi insufficienti.

Crioterapia e metabolismo: un approfondimento

Studi recenti hanno dimostrato che la terapia sistemica aumenta il metabolismo di circa sette volte. E che le esposizioni ripetute nel tempo possono migliorare il metabolismo nel lungo termine.

Questo indica che quindi la crioterapia sistemica può risultare utile  nei protocolli finalizzati alla perdita di peso, trattandosi infatti di un trattamento che richiede l’utilizzo di molta energia. L’esposizione del corpo ad una temperatura di 85° per 3/4 minuti riduce la temperatura superficiale  epidermica a circa 16 °C . Il nostro organismo compensa questa riduzione della temperatura producendo più calore attraverso il processo di termogenesi. Questo consente di bruciare in media 600/700 cal durante  ogni seduta di trattamento.

Quali sono gli ambiti in cui può essere utilizzata la crioterapia sistemica

Quindi la crioterapia sistemica può essere utilizzata:

  • in  ambito sportivo per:
    • aumentare la forza e la resistenza muscolare,
    • ridurre i tempi di recupero nei postumi da trauma,
    • accelerare il recupero post allenamento,
    • per ridurre e migliorare le sindromi dolorose dovuti a lesioni muscolari, dolori articolari, a tendinopatie, lombalgie, le lombosciatalgie, le cervicalgie,
    • accelerare il recupero post allenamento,
  • in campo medico-estetico
    • come antiaging per il suo effetto antiossidante,
    • per migliorare la tonicità  della pelle,
    • per combattere la cellulite dati i suoi effetti benefici sulla circolazione,
    • per accelerare il metabolismo basale e quindi promuovere il dimagrimento,
  • nelle patologie infiammatorie, dermatologiche e autoimmuni quali ad esempio:
    • la psoriasi e l’artrite psoriasica,
    • la fibromialgia,
    • la dermatite atopica,
    • il lupus eritematoso sistemico.

Inoltre secondo alcuni studi si ritiene che la crioterapia sistemica  possa:

La crioterapia in ambito sportivo

L’efficacia della terapia a livello sportivo è dimostrata dalla sua diffusione in sport come il calcio ed il rugby. Sono moltissime attualmente le squadre che hanno deciso di adottare questa metodica, inserendo la criocamera negli spogliatoi.

Lo scopo è essenzialmente quello di:

  • ridurre i tempi di recupero tra una prestazione e l’altra,
  • migliorare le prestazioni (del 10% circa), grazie agli effetti del freddo sull’aumento di testosterone e sull’ormone della crescita ,
  • ridurre e migliorare le sindromi dolorose dovute a lesioni muscolari da infortunio e trauma.

In realtà si tratta di una pratica già diffusa parecchi  anni fa, se pur con modalità diverse, in campo rugbistico e calcistico. Infatti già allora, dopo gli allenamenti, i massaggiatori delle squadre  preparavano  vasche d’acqua fredda  in cui facevano immergere gli atleti, pochi minuti, dopo l’allenamento o la partita, al fine di smaltire l’acido lattico e la fatica. 

Un rugbista immerso in un bagno di ghiaccio

Ma l’immersione in acqua ghiacciata di un tempo, per quanto efficace, oltre a comportare un impatto abbastanza traumatico, non consentiva un drastico abbassamento della temperatura della superficie della pelle, che al massimo poteva raggiungere i  5° C.

La crioterapia sistemica, invece, oltre ad esser meno traumatica (la percezione del freddo secco risulta meno intensa dell’acqua ghiacciata),  consente di  raggiungere, in un breve lasso di tempo, il raffreddamento dell’epitelio, fino a temperature di di -1 °. Tale raffreddamento produce sul corpo umano innumerevoli benefici e vantaggi,  maggiori di quelli che si ottenevano con  il raffreddamento graduale tipico dei bagni di ghiaccio.

Importante questa osservazione  frutto di vari studi scientifici tratta da questa pubblicazione  in cui si suggerisce che  la crioterapia, pur consentendo in campo sportivo, un  miglioramento del benessere dell’organismo nel suo complesso ed un’accelerazione nel recupero da trauma dovrebbe essere implementata in modo individualizzato e periodico tenendo conto:

  • dell’atleta,
  • del programma di allenamento, 
  • del tipo di competizione,
  • degli obiettivi della seduta,
  • della vicinanza all’allenamento successivo,
  • delle condizioni ambientali .

Chi utilizza la crioterapia in campo sportivo dovrebbe  essere ben informato  e  consapevole  di alcune criticità che potrebbe comportare la crioterapia come ad  esempio, il paradosso per cui il raffreddamento post-esercizio potrebbe migliorare gli adattamenti basati sulla resistenza nel muscolo scheletrico ma smorzare gli obiettivi ipertrofici (Roberts et al. 2015; Fuchs et al. 2020).

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