Cerca
Close this search box.

Lo provo per voi. Carbossiterapia: tutto quello che avreste voluto sapere ma a cui non avete mai trovato risposta

Indice

La mia esperienza con la Carbossiterapia

Eseguo la carbossiterapia da più di 10 anni, di fatto da quando il trattamento ha fatto la sua comparsa negli studi dei medici estetici.

Il mio obbiettivo quando ho iniziato, era quello di migliorare:

  • la lassità cutanea incipiente,
  • un accenno di cellulite nella zona posteriore della gamba,
  • la fragilità capillare.

Diciamo il mio scopo era quello di prevenire più che curare patologie o inestetismi importanti e conclamati.

Nonostante il trattamento, in tutti questi anni, sia stato eseguito con macchinari differenti sia che erogano basso flusso (inizialmente l’alto flusso neppure esisteva) che alto flusso e presso medici differenti (in ordine di apparizione: dottoressa Carla Libone, dottoressa Lia Lavagno, dottoressa Cristina Varesi, dottoressa Rita Garcia Parra, dottoressa Anna Marcucci)  devo ammettere che ho sempre ottenuto buoni risultati . Altrimenti non avrei continuato ad eseguirla per tutti questi anni.

Questo il video di come avviene il trattamento con  macchinari differenti.

Il trattamento è doloroso?

Il trattamento è molto doloroso in alcune zone come le mani, mentre è assolutamente tollerabile in tutte le altre zone. Ad esempio sul viso non si avverte il minimo fastidio.

Diciamo che in linea di massima le prime 3/4 sedute, sono maggiormente dolorose.  Ma una volta che il microcircolo è migliorato e la CO2 si fa strada più agevolmente, il dolore diminuisce e il trattamento è  assolutamente  sopportabile.

Cosa ho ottenuto con la carbossiterapia

Con il trattamento di carbossiterapia, indipendentemente dal medico e dal macchinario, ho sempre notato:

  • un miglioramento della luminosità cutanea e della compattezza della pelle,
  • un miglioramento della circolazione a livello degli arti inferiori con minor pesantezza delle gambe e una riduzione dei capillari,
  • un lieve miglioramento della lassità cutanea.

Non ho mai invece notato nessun risultato a livello delle adiposità localizzate che non si sono mai ridotte.

E’ anche vero che ho eseguito la carbossiterapia:

  • mai come trattamento unico, ma l’ho sempre abbinata  anche ad altre metodiche,
  • con moltissima costanza, di fatto, soprattutto i primi anni, quasi a ciclo continuo ( i mesi di interruzione erano davvero pochi)

Inoltre devo sottolineare che, soprattutto quando ho iniziato ad utilizzare il trattamento, non avevo problematiche particolari di cellulite nè di lassità cutanea abbondante.

L’ho eseguita abbinata a:

  •  LPG,
  • biorivitalizzazione con Skin R sul corpo,
  • peeling e biorivitalizzazioni di vario tipo sul viso,
  • a massaggi con metodo Renata Franca.

Inizialmente, quando ho iniziato ad utilizzare questa metodica, eseguivo il trattamento  solo sulle gambe poi, mano a mano che gli studi progredivano, mi sono “allargata” ed ho iniziato ad eseguirla su tutto il corpo e sul viso. Nella stessa seduta, da ormai parecchi anni, tratto viso, collo, decolletè, addome, mani, gambe, glutei.

Devo ammettere che sul viso a parte, il contorno occhi  e il codice a barre che tratto sempre, utilizzo pochissimi volumi di CO2 . In me è rimasto il retaggio che tale metodica possa accelerare il riassorbimento dei filler anche se molti studi sostengono il contrario.

La mia personalissima esperienza (sono una in un mondo di 6 miliardi di persone) mi porta a pensare che alla fine, forse, tra alto e basso flusso non ci sia molta differenza, ma che, affinchè il trattamento sia efficace, sia importante:

  • la capacità del medico e la sua conoscenza della metodica e del suo meccanismo d’azione,
  • non la quantità del gas, ma la presenza dello stesso nei tessuti,  come sostenuto da alcuni.

Devo dire che molte di voi, quando esalto l’efficacia della carbossiterapia, mi scrivete sottolineando  che:

  • non avete avuto risultati, 
  • avete subito un peggioramento, ossia che la lassità cutanea è aumentata.

Ora, mentre nel primo caso mi sento di dire che purtroppo non tutti reagiamo ai trattamenti nello stesso modo e nessuna metodica è efficace nel 100% dei pazienti, nel secondo caso invece probabilmente il  medico a cui vi siete affidate non era sufficientemente esperto.

E dal momento che, come avete letto, i parametri che entrano in gioco nella carbossiterapia sono molti, per noi pazienti diventa difficile capire se il trattamento viene eseguito in modo corretto o meno. Quindi non resta che affidarci e l’unico strumento che abbiamo a disposizione, per evitare quantomeno danni,  è quello di cercare personale competente basandosi sul passaparola. Niente social o foto pre e post. Perchè vi assicuro che se rendere un trattamento per il viso attraverso un’immagine  è difficile, riuscire a far capire un risultato sul corpo  lo è ancora di più. A meno che non si tratti di risultati che mettono in evidenza una modifica dei volumi (protesi glutee, seno ecc).

Proprio perchè non ho mai eseguito la carbossiterapia da sola e la utilizzo da moltissimi anni, di fatto senza interromperla mai, e per la difficoltà di cui parlavo ora, anche io non ho immagini da mostravi di un prima e di un dopo.

Posso farvi vedere queste immagini, scattate a distanza di 6 anni (l’ultima è stata eseguita a novembre prima di effettuare la prima seduta di radiofrequenza ad aghi di cui a breve vi racconterò) che dimostrano che probabilmente  i  trattamenti che ho eseguito, carbossiterapia compresa,  unita ad attività fisica e corretta alimentazione, hanno svolto il proprio lavoro.

Le mie gambe non sono  migliorate, ma si sono  mantenute a sufficienza, senza subire  quel crollo che forse (non ho la prova contraria) avrebbero subito se non avessi fatto MAI niente.

Le mie gambe a distanza di 6 anni

Giudicate voi. Certo ci vuole tanto, tantissimo impegno e costanza oltre che parecchi soldini per mantenersi. Quindi il mio consiglio è sempre quello di selezionare bene i  trattamenti per capire quali possono essere davvero efficaci evitando di buttare tempo e denaro.

Una postilla

Per scrivere questo articolo ho chiesto informazioni a differenti professionisti ai quali ho chiesto soprattutto quali fossero le differenze tra carbossiterapia ad alto flusso e basso flusso e  quando fosse più indicata una tecnica piuttosto che un’altra . Tutti mi hanno risposto in modo diverso e due di loro  hanno aggiunto: “Magari lo avessimo capito veramente”.

Questo la dice lunga e sta a significare che alla fine la questione è ancora aperta e nessuno sa davvero quali siano le vere differenze tra queste due differnti metodiche  finchè la letteratura scientifica non si esprimerà in merito

0 0 voti
Valutazione
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
0
Mi piacerebbe avere le tue opinioni, commenta pure.x