L’armonizzazione del volto: il trattamento della regione malare e mandibolare con i fillers. La mia esperienza

Indice

Zona malare, angolo e zona mandibolare sono aree a rischio?

Come già osservato in altri articoli (Focus su ialuronidasi, l’enzima che degrada l’acido ialuronico: interviene il dottor Marco Papagni , Il rimodellamento della fronte, delle tempie e del sopracciglio con filler a base di acido ialuronicoEliminare il sorriso gengivale (gummy smile) con il filler: interviene la dottoressa Patrizia Piersini) le  regioni anatomiche del volto considerate “difficili” sono principalmente:

  • glabella e sopracciglio,
  • aree temporale,
  • infraorbitale e periorale,
  • commissure labiali,
  • solchi nasogenieni,
  • naso.

Le difficoltà di intervento in queste zone sono dovute a:

  • una specifica complessità anatomica;
  • fitta presenza di strutture vascolari e nervose.

Interessante a tale proposito un articolo Facial Danger ZonesTechniques to Maximize Safety during Soft-Tissue Filler Injections.di Scheuer JF 3rd et al., pubblicato a Maggio 2017 su Plastic and Reconstructive Surgery in cui gli autori prendono in esame  le zone difficili da trattare   e le tecniche di iniezione da adottare in  zone pericolose del volto, con particolare riferimento alla sua anatomia, nel tentativo di ridurre al minimo il rischio e massimizzare i risultati.

Tra le complicanze più gravi, ricordiamo l’ “embolia cutis medicamentosa” che  consegue all’iniezione intra-arteriosa del filler che può provocare occlusione del vaso e necrosi della zona servita da quel vaso.

Va anche  ricordato che la circolazione arteriosa del volto presenta numerose anastomosi (comunicazioni tra vasi sanguigni) e quindi l’iniezione di prodotto in un’arteria può provocare necrosi anche in altri distretti lontani dalla sede di iniezione  (come nei casi descritti di cecità dovuti ad occlusione dell’arteria retinica in seguito ad iniezioni nella regione glabellare).

A: Rappresentazione delle arterie facciali che illustrano le aree primarie di rischio B: la loro struttura anatomica associata (Courtesy of J Clin Aesthet Dermatol. 2019 Jun; 12(6): E65–E72.
Published online 2019 Jun. 1)

Se osserviamo l’immagine sopra pubblicata  notiamo come  l’area malare e l’area tra angolo e linea  mandibolare siano ricche di importanti strutture neurovascolari che sono: 

  • l’arteria facciale, 
  • la vena  facciale che scorre sopra il SOOF e sotto la parte orbitale del muscolo orbicolare, 
  • l’arteria nasale laterale,
  • l’arteria infraorbitale,
  • i rami del nervo facciale, in particolare il nervo mandibolare marginale, situato tra il muscolo massetere e la fascia parotideo-masseterica.

Courtesy of “Nonsurgical jawline rejuvenation using injectable fillers.”Vazirnia A, Braz A, Fabi SG.
J Cosmet Dermatol. 2019 Dec

 

 

La mia esperienza con il trattamento di armonizzazione della regione malare e mandibolare con i filler

Come vi ho già raccontato ho seguito il trattamento dell’area malare e mandibolare su suggerimento della dottoressa Zazzaron con il preciso scopo, raggiunto, di armonizzare il volto e renderlo più triangolare.

Il trattamento finalizzato alla simmetrizzazione dell’area malare

In zona malare il trattamento è stato eseguito in un’unica seduta senza necessità di nessun ritocco successivo.

Il trattamento, visibile nel video pubblicato, è stato effettuato:

  • con cannula,
  • depositando il prodotto in profondità,
  • utilizzando il quantitativo di 1 ml di  un prodotto a base di acido ialuronico a medio cross linking.

Fondamentale prima di eseguire qualunque trattamento iniettivo, lo studio e il disegno  delle aree da trattare,  da stabilire anche sulla base delle esigenze dalla paziente.

Il disegno delle aree da trattare

Il trattamento  per la creazione dell’angolo mandibolare

Il trattamento per la creazione dell’angolo mandibolare è stato eseguito in due sedute.

Il  trattamento visibile nel video  sopra pubblicato è stato effettuato:

  • con micro cannula, con tecnica  retrograda,
  • depositando il prodotto sopra il piano muscolare,
  • utilizzando il quantitativo di 1,5 ml di un prodotto a base di acido ialuronico ad alto G prime.

Nella prima seduta è stato iniettato 1 ml di prodotto

Nella seconda seduta è stato iniettato 0,5 ml di prodotto.

In questo modo  è stato possibile:

  • ricreare  e retropporre l’angolo mandibolare perduto a causa dell’invecchiamento,
  • effettuare un leggero effetto lifting della zona mandibolare.

Il metodo di lavoro della dottoressa Zazzaron

La dottoressa ha un modo di procedere graduale. Di fatto esegue il trattamento infiltrando pochissimo prodotto per volta. Inietta e, ad ogni  gocciolina di prodotto che infiltra, fa metter seduta la paziente, la fa guardare allo specchio (vedete nel video e nelle foto ho sempre lo specchio in mano) per verificare la situazione e decidere se  procedere con il trattamento oppure fermarsi. Una modalità di esecuzione di questo tipo  consente, come potete immaginare, un risultato ottimale senza il rischio di sovra-correzioni. Anche perchè, come sottolineo sempre,  è preferibile  eventualmente trovarsi nella condizione di dovere aggiungere prodotto piuttosto che rimuoverlo. La rimozione dei filler, anche quelli a base di acido ialuronico, come sappiamo, non sempre è facile da eseguire con successo.

Sensazioni sperimentate durante il trattamento

Il trattamento non è doloroso. Nella zona di accesso della cannula viene infatti  infiltrata lidocaina.

Dopo il trattamento, come ho già sottolineato, il prodotto si percepisce al tatto (come se fosse una salsiccetta) per circa 5/7 giorni. Trascorso questo tempo in cui la dottoressa consiglia di massaggiare la zona e eseguire impacchi caldo-umidi, il prodotto si integra perfettamente con i tessuti e non si percepisce più.

Effetti collaterali dopo il trattamento

Dopo  il trattamento   è comparso:

  • un  piccolo lividino nel punto di accesso della cannula a livello zigomatico,
  • un leggero edema mattutino  in zona malare, solo nel lato destro. Scomparso, nel giro di una settimana, eseguendo impacchi caldo-umidi.

Cosa ho ottenuto con il trattamento

L’effetto del trattamento è ben visibile dalle foto sotto pubblicate scattate con la tecnologia Vectra  che consente la realizzazione di immagini 3D. Come potete notare il trattamento delle due zone ha armonizzato il volto, in modo elegante e senza eccessi volumetrici.

Devo dire che al di là delle foto, mi vedo molto migliorata.

La leggera proiezione  della zona malare ha infatti ridotto l’appiattimento del viso e lo ha reso di tre quarti più armonico, meno scavato e stanco.

La creazione dell’angolo mandibolare ha alleggerito la piega della marionetta e ha reso il viso più sfinato, senza un eccessivo “squadramento” della mandibola e senza appesantire la zona.

Come già osservato a proposito di altre metodiche analoghe, nonostante il trattamento sia stato efficace, è chiaro che va saputo eseguire. Quindi massima attenzione nell’individuare il medico che deve avere molta esperienza,  manualità e conoscere alla perfezione i materiali a disposizione, in modo tale da scegliere il filler più adeguato e la quantità di prodotto da iniettare.

Si tratta di  una precauzione che vale sempre, ma ancora di più quando le correzioni sono minime e  si deve lavorare su volti che non hanno difetti molto evidenti. Si tratta in questi casi di eseguire quella che in gergo è definita Beuatification. Ma capite bene che  più si deve lavorare sul millimetrico dettaglio, più è difficile garantire risultati ottimali. E peggiorare (bruttification in questo caso!)  invece che migliorare è più facile di quanto si possa pensare.

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