La crioterapia sistemica: la mia esperienza

Dove viene effettuata la Crioterapia Sistemica, differenze tra criocamera e criosauna, la diffusione della crioterapia in ambito sportivo.

Dove viene effettuata la Crioterapia Sistemica

Il trattamento può essere realizzato in due ambienti differenti

  • la criosauna,
  • la criocamera.

Un esempio di criosauna

L’interno della criosauna

La criocamera della Sapio Life di Monticello SPA

L’interno della criocamera

E’ necessaria una premessa: sia nel caso della criocamera che nel caso della criosauna,  per raggiungere temperature cosi basse, viene utilizzato l’azoto, un gas che comporta una riduzione della percentuale di ossigeno e, se immesso nell’ambiente, può comportare asfissia.

Quali sono le differenze tra la criocamera e la criosauna

Le differenze tra i due sistemi riguardano:

la sicurezza,

  • nella criocamera, l’azoto passa all’interno degli scambiatori di calore, generando così aria fredda, secca che viene immessa nella camera, comportandosi come una sorta di “frigorifero”. In questo caso non c’è nessun rischio di respirare i vapori di azoto che non vengono mai a diretto contatto con chi si trova all’interno della camera,
  • la criosauna, invece, è una cabina cilindrica, dove l’azoto liquido diventa gassoso e sprigiona un vapore freddo e secco all’interno della cabina stessa che  può rendere l’ambiente  sottossigenato e, se respirato,  potenzialmente dannoso per l’organismo.

l’efficacia,

  • nella criocamera tutto il corpo è sottoposto al  freddo quindi anche  l’ipotalamo, il nostro centro di termoregolazione, da cui partono i segnali  di “allarme” a tutto l’organismo che lo inducono a reagire per ambientarsi a temperature inusuali e da cui derivano maggiori effetti benefici,
  • nella criosauna, la testa  e l’ipotalamo rimangono all’esterno del cilindro mantenendosi  così a una temperatura ambiente. Infatti la struttura è dotata di un pavimento mobile che si alza o si abbassa in funzione dell’altezza del paziente, in modo tale che la testa rimanga sempre  fuori dal cilindro.

La criocamera quindi sembrerebbe rappresentare una  soluzione più sicura ed efficace e, quindi, da preferire alla criosauna.

La diffusione della crioterapia in ambito sportivo

L’efficacia della terapia a livello sportivo è dimostrata dalla sua diffusione in sport come il calcio ed il rugby. Sono moltissime attualmente le squadre che hanno deciso di adottare questa metodica, inserendo la criocamera negli spogliatoi.

Lo scopo è essenzialmente quello di,

  • ridurre i tempi di recupero tra una prestazione e l’altra,
  • ridurre e migliorare le sindromi dolorose dovute a lesioni muscolari da infortunio e trauma.

In realtà si tratta di una pratica già diffusa parecchi  anni fa, se pur con modalità diverse, in campo rugbistico e calcistico. Infatti già allora, dopo gli allenamenti, i massaggiatori delle squadre  preparavano  vasche d’acqua fredda  in cui facevano immergere gli atleti, pochi minuti, dopo l’allenamento o la partita, al fine di smaltire l’acido lattico e la fatica. 

Un rugbista immerso in un bagno di ghiaccio

Ma l’immersione in acqua ghiacciata di un tempo, per quanto efficace, oltre a comportare un impatto abbastanza traumatico, non consentiva un drastico abbassamento della temperatura della superficie della pelle, che al massimo poteva raggiungere i  5° C. La crioterapia sistemica, invece, oltre ad esser meno traumatica (la percezione del freddo secco risulta meno intensa dell’acqua ghiacciata),  consente di  raggiungere, in un breve lasso di tempo, il raffreddamento dell’epitelio, fino a temperature di -1°C. Tale raffreddamento produce sul corpo umano innumerevoli benefici e vantaggi,   maggiori di quelli che si ottenevano con  il raffreddamento graduale tipico dei bagni di ghiaccio.

Effetti collaterali e controindicazioni della crioterapia sistemica

Il trattamento non presenta effetti collaterali.

E’ invece controindicato per chi soffre di:

  • patologie respiratorie gravi,
  • ipertensione,
  • ipotiroidismo non adeguatamente corretto,
  • gravi disturbi cardiaci o circolatori, 
  • nel caso d’intolleranza al freddo.
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