La tossina botulinica contenuta in una fiala è TUTTA farmacologicamente attiva?
Purtroppo la tossina botulinica contenuta in una fiala NON è TUTTA farmacologicamente attiva.
Si tratta di un’affermazione che NON è mai stata smentita dalle case farmaceutiche ed è pubblicata nelle farmacopea ufficiale sia europea che statunitense.
L’aspetto più interessante, è che la potenza del farmaco in ogni fiala può essere differente. La farmacopea ammette una variabilità che va dal +25% al -20%.
Quindi può accadere che un flacone di 100 unità di tossina possa contenere talvolta 80 unità talvolta 125 unità. Quindi all’interno del flacone la quantità di tossina farmacologicamente attiva può essere differente . E questo è assolutamente regolare ammesso da FDA ed EMEA.
Se a questo aggiungiamo che, alcune unità di prodotto possono rimanere all’interno dell’ago ed altre disperse nel flacone, possiamo capire perchè talvolta le pazienti non sono soddisfatte della durata del trattamento, in quanto il dosaggio che viene iniettato è insufficiente per ottenere un buon risultato.

Peraltro nell’autorizzazione Allergan per l’approvazione del prodotto è riportato chiaramente che 1 unità contiene 9/10 picogrammi di tossina.
A questo punto sarebbe opportuno passare a misurare la tossina in picogrammi. Questa confusione che si è creata con le unità probabilmente a breve sarà risolta con l’arrivo sul mercato di una tossina dosata in picogrammi, misura utilizzata da tutti gli scienziati di base .
Come si diffonde la Tossina botulinica
La diffusione della tossina botulinica dipende essenzialmente:
- dal volume iniettato,
- dalla concentrazione della sostanza.
In realtà oggi il volume di distribuzione rimane in parte sconosciuto. Si tende quindi a parlare di campo d’azione della tossina che, come dimostrato, è di tipo tridimensionale.
Il campo d’azione della tossina botuilinca è stato definito come l’area circostante al punto di iniezione all’interno del quale vi è un effetto clinicamente misurabile.
Da cosa dipende il campo d’azione
Il campo d’azione, da cui poi deriva l’efficacia del trattamento, dipende da vari fattori:
- GESTIBILI da parte del medico e che dipendono da:
- la dose iniettata,
- la diluizione della sostanza,
- i punti di iniezione all’interno del muscolo,
- l’angolazione dell’ago,
- dovuti alle caratteristiche del paziente:
- massa muscolare,
- elasticità /densità del tessuto.
Secondo quanto affermato, l’efficacia del trattamento dipende sia dalla modalità in cui l’operatore gestisce il trattamento ma anche da fattori legati:
- al sesso del paziente,
- all’etnia (gli asiatici hanno una densità del tessuto maggiore dei caucasici),
- alla profondità ed estensione delle rughe,
- alla risposta a precedenti trattamenti (se si eseguono trattamenti troppo ravvicinati si ha una risposta inferiore).

Cosa accade alla tossina una volta iniettata? Dove va a finire nel nostro organismo?
Alcuni sostengono che la tossina possa essere trasformata attraverso il fegato o il rene per essere poi essere espulsa dall’organismo.
Non esiste NESSUN studio a supporto di tale teoria.
Anche perchè il limite di peso molecolare di una sostanza per la filtrazione renale nei mammiferi è di circa 50 Kda mentre la tossina la tossina ha un peso molecolare di 150 Kda.
La tossina è altamente stabile nel nostro organismo.
Una volta iniettata, subisce una fase di distribuzione, che è piuttosto breve, e una fase di eliminazione, che è relativamente lunga. La tossina ha infatti un tempo di captazione di circa 12 minuti e in in circa 5 minuti è sul bersaglio come emerge da questo articolo.
Ecco perchè le precauzioni dopo il trattamento con tossina botulinica che un tempo dovevano essere osservate dai pazienti sono assolutamente inutili.
La tossina è nel muscolo target dopo 5 minuti dall’iniezione e NON migra.
La tossina rimane nella terminazione nervosa dove viene lentamente e progressivamente detossificata, frammentata ed eliminata attraverso la via di degradazione delle proteine controllata dalle ubiquitine un sistema di degradazione rapido e selettivo delle proteine.

La tossina può andare nel sistema nervoso centrale?
La risposta è SI’. La tossina, anzi i frammenti detossificati, possono andare nel sistema nervoso centrale. Soprattutto questo avviene a livello del midollo spinale.
In realtà i frammenti detossificati arrivano in quantità inifinitesimali nel sistema nervoso centrale e quindi non efficaci da un punto di vista farmacologico come emerge dallo studio sotto pubblicato.

Esiste l’antidoto per la tossina botulinica?
Talvolta un antidoto per accelerare il riassorbimento della tossina, laddove il trattamento abbia portato a complicanze se pur rarissime e quasi sempre dovute a mal practice, sarebbe molto utile. Ma attualmente NON ESISTE.
Sarebbe possibile utilizzare i complessi di rame e mercurio che sembrerebbero essere effettivamente efficaci nel contrastare gli effetti indesiderati del trattamento, ma si sono rivelati tossici per l’uomo (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28475321/).

Attualmente uno studio ha cercato di analizzare le caratteristiche di un composto, 3-4 diaminopyridine, un farmaco per via sistemica (non locale) che potrebbe essere utilizzato nel caso di sovradosaggio di tossina. Ma attualmente può essere impiegato SOLO nel caso di botulismo alimentare, in quanto anche tale sostanza risulta tossica per l’organismo.



