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L’intervento di mastopessi o lifting del seno: intervista al dottor Lorenzo Calì Cassi

Indice

Incisioni possibili nella mastopessi, tipo di anestesia utilizzata, durata dell’intervento, effetti collaterali, complicanze

Quali sono le incisioni possibili?

L’incisione che viene pratica in tutte le mastopessi è quella periareolare, necessaria perchè serve a riposizionare il NAC nella giusta sede.

A questa può essere associata:

  • un’incisione verticale, nel caso ci sia ulteriore cute in eccesso da rimuovere, l’aspetto finale è quello di un “lollipop”.
  • un’ulteriore cicatrice orizzontale, a cui consegue la cosiddetta cicatrice a T invertita, raramente necessaria. Si tratta infatti di un’incisone generalmente  riservata alle grandi mastopessi come avviene nella chirurgia dei grandi dimagrimenti (post bariatrica).

Tecnica “round block” o periareolare (Fonte: SICPRE)

Mastopessi con taglio verticale (Fonte: SICPRE)

Mastopessi con cicatrice a “T” rovesciata  (Fonte: SICPRE)

Quindi di fatto la sede e  l’estensione delle cicatrici dipendono dalla quantità di pelle da asportare che deriva dal grado di rilassamento del seno.

E’ importante sottolineare che esistono due scuole di pensiero riguardo alla sede da cui rimuovere l’eccesso di pelle:

  • per alcuni è preferibile asportare unicamente la pelle intorno all’areola (tecnica “round-block”) in modo tale da avere un cicatrice solo intorno ad essa,
  • per altri la rimozione della cute deve avvenire  mediante incisioni periareolari, verticali e talvolta anche  trasversali al solco inframammario. 

Fonte: “Chirurgia delle ipotrofie mammarie” J.-P.Chavoin, et al. Science-direct

Il problema è che utilizzando la “round block”,  le cicatrici sono effettivamente minime, ma il rischio è che:

  • la forma del seno possa risultare un pò appiattita,
  • la cicatrice potrebbe allargarsi.

Quindi personalmente preferisco riservare la “round block” solo al caso di pessi minime, in cui la pelle da togliere è molto poca.  Negli altri casi preferisco utilizzare la periareolare con taglio verticale. In questo modo riesco a modellare meglio la mammella e a dargli una forma più conica.

Nella mastopessi viene utilizzato il lipofilling per rimodellare i volumi del seno?

Nella mastopessi non utilizzo il lipofilling che utilizzo invece a volte e in parte nella mastoplastica additiva.

L’intervento avviene  in sedazione o in anestesia totale?

Facendo riferimento a quanto appena espresso a proposito dei tempi necessari, preferisco effettuare l’intervento in anestesia generale. Per varie ragioni:

  • è più sicuro,
  • crea meno dolore per la paziente 
  • consente al chirurgo di potersi prendere tutto il tempo di cui necessita per effettuare un intervento in totale sicurezza e tranquillità, anche per la paziente.

La mastopessi, come in genere tutti gli interventi di chirurgia plastica, è una procedura delicata e di precisione, non si può correr dietro alla fretta.

Effettuare la mastopessi in anestesia locale e sedazione procura solo un’apparente sensazione  di tranquillità alla paziente.

In anestesia generale, infatti, ho tutto il tempo necessario per dedicarmi alle rifiniture e alla precisione. In anestesia locale la tolleranza del paziente, nonostante la sedazione, dopo un po’ finisce e bisogna “velocizzare” l’intervento.

L’intervento avviene in regime di day hospital o sono previsti dei giorni di ricovero?

Non essendo una procedura particolarmente traumatica per il paziente, generalmente la mastopessi si effettua in regime di day hospital. Raramente è necessario il ricovero.

 Quanto dura l’intervento?

Una mastopessi semplice in genere dura circa 2-3 ore.

Nel caso debbano essere inserite le protesi mammarie per ridare un volume accettabile o nel caso di marcate asimmetrie il tempo può prolungarsi fino a 3-4 ore massimo.

In sala operatoria bisogna lasciare l’orologio nel taschino… Non esistono tempi standard e soprattutto bisogna impiegare il giusto tempo, nè troppo nè poco!

Dopo l’intervento vengono inseriti i drenaggi?

L’utilizzo dei drenaggi è molto dibattuto. Nella mastopessi semplice molto spesso non sono necessari perchè il sanguinamento è modesto e facilmente controllabile con una buona emostasi intraoperatoria e una adeguata medicazione compressiva a fine intervento. Non essendo i drenaggi moderni particolarmente traumatici nel dubbio di un sanguinamento preferisco utilizzarli e rimuoverli dopo poche ore piuttosto che rischiare un sanguinamento che possa aprire a peggiori complicazioni. Molte pazienti spesso si spaventano a sentir parlare dei drenaggi e della loro rimozione, e molti chirurghi, quindi  spesso non li utilizzano per assecondare i voleri delle loro pazienti. Personalmente preferisco privilegiare la sicurezza e quando sono necessari inserirli e rimuoverli quanto prima.

 Che tipo di punti vengono utilizzati e dopo quanti giorni vengono rimossi?

Personalmente utilizzo sempre suture riassorbibili perchè generalmente danno un risultato cicatriziale più stabile, duraturo e qualitativamente superiore rispetto alle suture tradizionali. I pochi punti in nylon che utilizzo sono principalmente per rinforzo delle suture riassorbibili e vengono rimossi dopo 15 giorni.

Quali sono gli effetti collaterali di una mastopessi?

Dopo l’intervento e possilbile riscontrare alcuni effetti quali

  • dolore, controllabile con analgesici e della durata di circa due/tre giorni,
  • gonfiore, della durata di circa 2 mesi,
  • lividi rari, ma possibili.

Quali sono le complicanze possibili  conseguenti alla mastopessi?

Le complicanze principali sono quelle comuni a tutti gli interventi:

  • infezioni,
  • sanguinamenti, 
  • cicatrizzazioni patologiche.

Le complicanze specifiche sono:

  • sieromi molto rari in caso di semplice mastopessi
  • ematomi più probabili nel caso di impianto protesico
  • perdita di sensibilità del NAC,
  • necrosi del NAC.

La perdita di sensibilità del complesso areola capezzolo può avvenire solo con la mastopessi o è sempre possibile  in qualunque altro tipo di intervento che riguarda il seno? Dopo quanto tempo si riacquista la sensibilità?

Purtroppo la perdita di sensibilità del NAC, in particolare quella erogena,  è possibile, anche se in misura variabile, in tutti gli interventi di chirurgia della mammella.

In genere nella mastopessi e nella mastoplastica additiva dato che non ci sono rimodellamenti importanti come nella mastoplastica riduttiva questo rischio è basso. È comunque doveroso ricordarlo al paziente. Nel post operatorio dei disturbi minimi della sensibilità sono quasi normali.

Generalmente dopo circa 6 mesi si ha un recupero pressochè totale. Solo raramente, nella mastopessi, si ha una perdita completa della sensibilità.

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