Effetti collaterali, complicazioni, controindicazioni, costi del trattamento laser per la rimozione dei tatuaggi
La rimozione può lasciare esiti cicatriziali o produrre cheloidi?
E’ molto difficile che un laser selettivo per i tatuaggi crei una cicatrice “patologica”. Un tempo, quando per la rimozione venivano utilizzati solo i laser CO2, era un problema che poteva verificarsi. Ho visto immagini di tatuaggi al negativo. Ossia, nel tentativo di rimuoverlo, veniva a formarsi un cheloide della stessa forma del tatuaggio che si voleva eliminare.
Mentre invece il laser, per quanto selettivo, potrebbe lasciare, non vere cicatrici, ma irregolarità della texture cutanea, soprattutto nei casi in cui la procedura di tatuaggio avesse prodotto essa stessa una cicatrice, oppure nel caso di tatuaggi accidentali o traumatici, tipo quelli da asfalto o da polvere da sparo.
Si può fare durante tutto l’anno?
La zona trattata non deve essere esposta al sole, quindi, se il trattamento viene effettuato durante l’estate, la parte deve essere completamente coperta.
Il trattamento si può fare su pelle abbronzata?
E’ opportuno che la pelle non sia abbronzata e si raccomanda di non esporsi volontariamente alla luce solare nel mese precedente al trattamento
La rimozione dei tatuaggi può essere effettuata su qualunque fototipo?
La rimozione dei tatuaggi è più problematica sui fototipi scuri. Chi ha la pelle olivastra, mulatta o nera o comunque di colore più scuro del tatuaggio da rimuovere, corre il rischio di alterare la pigmentazione della pelle .
Quali sono gli effetti collaterali conseguenti al trattamento laser per la rimozione dei tatuaggi?
Gli effetti collaterali possono riguardare:
- dolore, che può portarsi anche per un paio di giorni,
- crosticine, della durata di 4/5 giorni,
- reazione infiammatoria, per circa una settimana.
Quali sono le complicazioni che possono verificarsi con il trattamento laser per la rimozione dei tatuaggi?
Le complicanze successive al trattamento laser possono riguardare:
- ustioni: dovute alla non selettività del laser ossia all’incapacità di andare a colpire in maniera specifica e meccanica il pigmento. L’energia si trasforma in calore e crea vesciche da ustione,
- discromie: ipopigmentazioni o iperpigmentazioni dovute ad “esagerazioni” nella rimozione del colore, andando a colpire anche la melanina naturale,
- trasformazione del colore del tatuaggio in un altro colore spesso in verdastro,
- la comparsa di herpes nei soggetti con anamnesi positiva alla manifestazione erpetica, ai quali si consiglia l’assunzione di farmaci antivirali prima dell’intervento,
- infezioni: il trattamento provoca piccolissime ferite sanguinanti per cui deve essere effettuato in ambiente sterile e il paziente deve essere coperto da terapia antibiotica almeno locale.
Per quanto riguarda i tatuaggi cosiddetti cosmetici valgono le stesse considerazioni appena espresse?
I tatuaggi cosmetici (sopracciglia, labbra, areole, camouflage di cicatrici) di colore rosa-marron-arancio, devono essere trattati con molta prudenza, effettuando test su piccole aree prima di procedere al trattamento completo, in quanto contengono zinco e ossido di titanio e se trattati con il laser Q-Switched potrebbero annerirsi irreversibilmente.
Quali sono le controindicazioni al trattamento?
Devono essere esclusi i pazienti che:
- presentano disordini della coagulazione,
- soffrono di fragilità vascolare,
- sono affetti da patologie autoimmuni,
- stanno effettuando terapie con farmaci fotosensibilizzanti,
- utilizzano farmaci anticoagulanti,
- presentano infezioni in atto nella zona da trattare.
Quali sono le precauzioni successive al trattamento?
È opportuno trattare la pelle con unguenti antibiotici e applicare una medicazione coperta almeno fino alla comparsa delle crosticine. Dopo di che deve essere utilizzata una crema emolliente per evitare che le crosticine si stacchino in modo traumatico.
Dopo il trattamento la pelle rimarrà arrossata per un pò di tempo.
Come già accennato è necessario evitare di esporsi al sole almeno per i due mesi successivi alla seduta
Cosa accade nel caso in cui nella zona sottoposta a laser per la rimozione di un tatuaggio fosse presente un neo?
Non esistono ad oggi lavori scientifici significativi che evidenziano il cambiamento dell’aspetto di un neo a causa di un trattamento laser. Detto ciò, se sotto un tatuaggio da dover rimuovere con il laser è presente un neo, personalmente escludo dal trattamento quella zona.
E anche nel caso in cui sulla zona da trattare fosse già presente un melanoma e non più un neo, non esistono studi che dimostrino che il passaggio del laser acceleri il decorso di un melanoma e possa peggiorarlo.
Quali sono i costi del trattamento laser per la rimozione dei tatuaggi?
Sono molto variabili e dipendono dall’estensione del tatuaggio. Diciamo che si va da un minimo di 200 euro ad un massimo di 600/800 euro a seduta. Dal momento che non è possibile prevedere quante sedute saranno necessarie e quindi non è possibile preventivare i costi che il paziente dovrà sostenere, personalmente pongo fin da subito un tetto massimo al numero di sedute (6/7), oltre le quali, se fosse necessario proseguire con il trattamento, il paziente non dovrà sostenere costi ulteriori.



