Il lifting rallenta l’invecchiamento, età in cui è preferibile ricorrere al lifting, differenze tra lifting vecchio stampo e il lifting vettoriale
E’ vero che il lifting rallenta l’invecchiamento? E se sì in che modo?
Si è proprio così. Diciamo che me ne sono reso conto nel corso del tempo, rivedendo i pazienti che hanno effettuato il lifting da giovani, dove per giovani intendo una fascia di età compresa tra i 40 e i 45 anni . E dopo glielo dimostrerò mostrandole le loro foto scattate a distanza di parecchi anni dall’intervento. E per giovani intendo 40/45 anni.
Il lifting consente non solo un ringiovanimento estremamente naturale, ma rallenta proprio l’invecchiamento. Chi ha affrontato una procedura chirurgica in età giovanile, arriva ai 55/60 anni in una condizione assolutamente migliore di quella in cui vi sarebbe arrivata se l’intervento non l’avesse effettuato.
Quindi quali sono i miti da sfatare riguardo al lifting?
Principalmente i miti da sfatare sono che:
- il lifting consente risultati innaturali,
- vada effettuato in vecchiaia quando una persona non riesce più a riconoscersi allo specchio.
Qual’è il momento ideale per effettuare un lifting?
Il momento ideale è quando tutti ti dicono che stai benissimo e che non ne hai ancora bisogno. Credo che non sia opportuno aspettare che l’incalzare del tempo e il declino fisico rendano la propria immagine, riflessa in uno specchio, insostenibile ai nostri occhi.
Ritengo che bisognerebbe cambiare l’idea su cosa è la chirurgia. Convertendo il concetto di chirurgia di ringiovanimento in chirurgia di non invecchiamento. E’ molto meglio non invecchiare o farlo molto lentamente, invece che dover rimediare ai segni che il passare del tempo ha impresso sui nostri volti. Oltretutto i danni che subisce il viso, invecchiando, possono essere emendati solo parzialmente mediante la chirurgia. Se invece un volto si riesce a non farlo invecchiare, quei danni non li subirà mai e non si sarà mai costretti a rimediarli.
Inoltre il lifting, fatto all’inizio del processo di invecchiamento, aiuta a mantenere un aspetto giovane, senza drastici cambiamenti, anche agli occhi di chi ci guarda.
Qual è l’età in cui secondo lei è preferibile ricorrere al lifting?
Secondo il mio punto di vista l’età più adeguata in cui sottoporsi ad un lifting è tra i 40 e i 45 anni.
Quali sono i motivi per cui sarebbe opportuno sottoporsi ad un lifting così presto?
Il lifting si può fare a qualunque età. Diversi però saranno risultati. Diciamo che mediamente un lifting toglie 10 anni. Se quindi il lifting viene eseguito su una donna di 45 anni anni, quella donna cambia categoria e, da signora, ritorna ragazza. Se lo stesso tipo di intervento viene eseguito su una donna che ha superato i 65 anni, è vero che l’intervento avrà sempre lo stesso risultato, ossia togliere mediamente 10 anni, ma quella donna non potrà mai aspirare a ritornare ad avere l’aspetto di una ragazza. Sarà una donna in ordine, che porta bene gli anni, ma avrà sempre le caratteristiche di una signora di 50 anni. Ossia non cambia categoria, rimane una signora. E’ chiaro che poi:
- in una donna di 65 anni anni le differenze tra il prima dopo si noteranno molto di più che non su una donna di 45 anni,
- i risultati, su una pelle invecchiata e quindi meno elastica, non saranno gli stessi che si potranno ottenere lavorando su una pelle giovane,
- inutile avere un viso perfetto quando le altre parti del corpo cominciano a subire cedimenti evidenti e le differenze tra viso e corpo (mani ad esempio) saranno molto evidenti.
Ma la cosa interessante, non è tanto vedere le differenze tra prima e dopo l’intervento, ma verificare cosa accade poi a questi volti nel tempo. Ebbene in queste donne che si sottopongono al lifting in giovane età, come ho già accennato, il tempo sembra quasi non trascorrere.
Posso solo aggiungere che non esiste una linea di condotta da seguire obbligatoriamente. Queste sono le mie indicazioni e il mio pensiero. Ritengo solo che, per chi ha deciso, nella propria vita, di sottoporsi al lifting, non abbia senso aspettare. Prima lo si esegue più a lungo ne potrà godere i benefici e gli effetti.
Qual’è la differenza tra il lifting di vecchio stampo e quello moderno definito vettoriale o muscolare?
Il primo lifting facciale consisteva semplicemente nell’incisione e nell’asportazione di un piccolo lembo di pelle che veniva tirata indietro e suturata in tensione. Con questo tipo elementare di lifting, la pelle, dopo poche settimane, ritornava più o meno nella condizione rilassata di partenza, in quanto non c’era alcun supporto che la potesse sostenere attivamente nella sua nuova posizione più elevata. Inoltre conduceva a risultati innaturali. Ricordiamo tutti i visi di VIP stravolti da interventi di questo tipo con facce che sembravano entrate “nella galleria del vento”.
Successivamente si fecero passi in avanti mediante un intervento che prevedeva plicature dello SMAS che però si dimostrarono poca utilità.
L’esperienza dimostrò ben presto che per ottenere un risultato più soddisfacente e soprattutto più duraturo, il lifting facciale doveva interessare anche i piani più profondi. La svolta vera si è avuta quando siamo arrivati alla dissezione dello SMAS che ha poi consentito la sua successiva distensione. E’ stato da allora che siamo arrivati ai risultati ottimali che sono quelli che è possibile ottenere attualmente.

Oltretutto, quando il viso comincia da avere cedimenti, la discesa dei tessuti non avviene nella stessa direzione. Un intervento di questo tipo detto vettoriale (personalmente lo definisco trivettoriale ultrasonico con sospensione dello Smas e del Platisma) consente di applicare le tensioni nel senso opposto a quello dell’invecchiamento. Ecco perché riusciamo a ricostruire un viso molto simile a quello che il paziente ha avuto in passato.
Lo scopo e l’obiettivo di un lifting moderno è quello di cercare di restituire al paziente il viso che aveva quando era giovane e non a “tirare” la sua faccia ormai invecchiata. E questo è quello che, sostanzialmente, ha fatto la differenza.
I risultati di un lifting sono migliori in chi ha la pelle sottile o spessa? E le pelli fibrotiche?
Diciamo che in tutti gli interventi chirurgici la pelle spessa non aiuta mai. Ha meno elasticità ed è più pesante. Mentre invece la pelle sottile, sicuramente consentirà sempre risultati migliori.
Per quanto invece riguarda le pelli fibrotiche queste possono dare qualche problema in più in fase di esecuzione dell’intervento. Sono pelli dure, coriacee, che tenderanno a sanguinare maggiormente e che hanno perso elasticità. Di fatto è come se operassimo una pelle cronologicamente più vecchia. Questo non compromette l’esecuzione dell’intervento che potrà essere eseguito comunque dal momento che, per fortuna, non si lavora tanto sulla pelle quanto sui tessuti sottostanti. Diciamo che il chirurgo dovrà affrontare un intervento tecnicamente un pò più complesso.



