Qual è il meccanismo d’azione dell’acido polilattico
Il meccanismo d’azione dell’acido polilattico è ben indicato nell’articolo Single-arm study for the characterization of human tissue response to injectable poly-L-lactic acid. di Goldberg ed altri, pubblicato su Dermatology Surgery nel 2013
In tale articolo è indicato come l’acido polilattico, una volta iniettato nei tessuti, sia in grado di stimolare in modo massiccio la produzione di collagene di tipo 1, secondo un meccanismo ben descritto nell’immagine sottostante.
Il polilattico una volta nei tessuti crea una tipica reazione da corpo estraneo, viene aggredito dai macrofagi i quali rilasciano fattori di crescita che stimolano la produzione di fibroblasti, attivando la neocollanegoengesi che sarà più o meno massiccia a seconda di come il prodotto è stato diluito ed idratato.
Courtesy of Riccardo Forte
A livello istologico è visibile come il collagene tende a riorganizzarsi e creare un’ impalcatura in grado di rendere i tessuti più compatti e resistenti .

Quali risultati consente l’acido polilattico
Abbiamo detto che l’acido polilattico non è un volumizzante istantaneo, ma consente un ringiovanimento progressivo e duraturo nel tempo. Il suo utilizzo permette di ripristinare il collagene perduto gradualmente con l’invecchiamento, consentendo una ristrutturazione dei tessuti ai quali segue:
- un ispessimento del derma e del tessuto sottocutaneo che anche al tatto diventa più “denso”, con conseguente attenuazione delle rughe ed un ripristino dei volumi del volto,
- un miglioramento dell’aspetto cutaneo con riduzione dei segni dell’invecchiamento.
Come deve essere utilizzato l’acido polilattico
Gli elementi fondamentali da prendere in considerazione per un’utilizzo corretto del prodotto sono:
- la diluizione: il prodotto è una polvere e deve essere diluito con acqua bidistillata. La diluizione rappresenta la quantità di acqua con cui viene preparato l’acido polilattico e condiziona la densità del prodotto. Con l’acqua la polvere si sospende, ma non si scioglie. Infatti il prodotto va energicamente agitato,
- l’idratazione: costituisce il metabolismo del PLA. Il polilattico, una volta nell’acqua comincia a disgregarsi e il suo peso molecolare si riduce, iniziando il suo metabolismo.
L’acido polilattitico, a seconda delle differenti modalità di diluizione ed idratazione può essere utilizzato per finalità differenti e su pazienti che hanno inestetismi diversi.
La scelta della preparazione dipenderà dall’inestetismo da correggere.
Importantissima diventa quindi la selezione del paziente e sarà indispensabile scegliere la preparazione più indicata per quel determinato paziente
Modalità di diluizione ed idratazione (Courtesy of Riccardo Forte)
Le preparazioni possibili, a seconda dell’indicazione, possono essere:
- Bassa diluizione e bassa idratazione: darà luogo a polimeri grandi distribuiti in uno spazio ridotto e il prodotto avrà una spina irritativa molto intensa. Si tratta di un utilizzo dedicato ai soggetti che presentano lipodistrofie importanti,
- Bassa diluizione alta idratazione darà luogo polimeri piccoli in poco spazio. Quindi il prodotto sarà molto concentrato ma l’irritazione da polilattico sarà inferiore,
- Alta diluizione e bassa idratazione: darà luogo a polimeri grandi in molto spazio che potrebbe portare ad un’iper correzione
- Bassa diluizione e Alta Idratazione: darà luogo a polimeri piccoli in molto spazio. Quindi il prodotto ricostituito con questa modalità lavorerà molto bene nei soggetti che hanno una finissima rugosità e hanno volumi corretti. In questo caso verrà iniettato molto superficialmente per eseguire una sorta di pavimentazione di collagene.
E’ opportuno sottolineare che nessuna di queste formulazione è errata o corretta in assoluto. Importante è eseguire una corretta diagnosi ed utilizzare la formulazione più adeguata per quel determinato paziente
Quali sono i soggetti per cui è indicato il trattamento con Acido Polilattico
Il trattamento con acido polilattico è particolarmente indicato nei pazienti:
- con viso magro e scarno, con pelle estremamente sottile, dove qualsiasi altro filler non potrebbe dare buoni risultati o addirittura rischierebbe di essere visibile/palpabile,
- con lipoatrofia lieve o moderata,
- restii a frequenti trattamenti.

Paziente ideale per il trattamento con acido polilattico con tessuto sottocutaneo poco rappresentato
Ideale per trattare il volto maschile, essendo un prodotto che consente una ristrutturazione e un rispristino naturale e graduale dei volumi nel tempo.
Numero delle sedute e loro frequenza
Solitamente si consigliano due sedute a distanza di circa 2 mesi l’una dall’altra.
Prima della seconda seduta è indispensabile SEMPRE un valutazione obiettiva da parte del medico per evitare IPERCORREZIONI. Si tratta infatti di un rischio molto frequente dovuto al fatto che spesso, non vedendo i risultati, il medico, sotto la spinta della richiesta del paziente, tende ad eseguire la seduta successiva senza aspettare il tempo utile necessario. E’ quindi importantissimo informare i pazienti che si tratta di un prodotto che richiede pazienza e che il risultato che si nota immediatamente dopo la seduta è solo un leggero gonfiore dovuto all’acqua infiltrata utilizzata per diluire il prodotto e che, in parte, mima il risultato futuro.
Una volta raggiunto il risultato, per mantenerlo, è sufficiente eseguire una seduta ogni 18/24 mesi
Con quale tecnica deve essere iniettato l’acido polilattico
In relazione al risultato che si vuole ottenere e all’inestetismo da correggere il polilattico deve:
- essere preparato in modo differente,
- deve essere iniettato con tecniche diverse.
E’ bene puntualizzare che si tratta di un prodotto difficile da standardizzare in cui gioca un ruolo fondamentale l’esperienza del medico.
Per iniettare l’acido polilattico sarebbe sempre da preferire la cannula, per un effetto di bioristrutturazione. Il prodotto deve essere depositato nel tessuto sottocutaneo superficiale. Questa modalità di iniezione, osservabile nel video sottopubblicato , è indicata nei pazienti che presentano una microrugosità diffusa, ma non necessitano di volumizzazione.
In tutte le preparazioni si consiglia l’utilizzo di lidocaina dal momento che l’acqua bidistillata tende a bruciare.
Si consiglia di iniettare:
- ad ampio raggio, in modo uniforme
- piccole quantità per punto di iniezione rilasciando quantitativi non superiori a 0,2 ml.
Importantissimo e fondamentale per evitare la formazioni di noduli, il massaggio energico che l’operatore deve eseguire almeno per 5 minuti alla fine del trattamento che permette la diffusione uniforme del prodotto. Massaggio da proseguire a casa.
Quali sono gli effetti collaterali del trattamento con Acido Polilattico
Se il trattamento è eseguito correttamente, gli effetti collaterali sono analoghi a quelli riscontrabili con qualunque altro trattamento iniettivo quindi è possibile:
- un minimo rossore e dolore al tatto in sede d’infiltrazione,
- lividi, rari se il trattamento è stato eseguito con cannula,
- edema dovuto all’acqua infiltrata, utilizzata per diluire il prodotto.
Quali sono i tempi di recupero post trattamento
Il trattamento consente la ripresa immediata delle attività quotidiane.
Quali sono le precauzioni da osservare nel post trattamento
Nel post trattamento non devono essere osservate particolari precauzioni.
- E’ consigliabile non esporsi al sole almeno il giorno successivo al trattamento e proteggere gli eventuali ematomi che potrebbero formarsi,
- E’ INDISPENSABILE eseguire un massaggio nella zona trattata di almeno 5 minuti, 5 volte al giorno, almeno per 7/10 giorni dal trattamento, per permettere al prodotto di diffondersi in modo uniforme.
E’ opportuno ricordare e sottolineare che il massaggio è parte integrante del trattamento ed è INDISPENSABILE per la buona riuscita SENZA COMPLICANZE del trattamento stesso.
Quali sono le complicanze derivanti dall’utilizzo del polilattico
Le complicanze derivanti dall’utilizzo dell’acido polilattico sono relative alla formazioni di noduli, più o meno infiammati, dovuti ad accumuli e/o ad eccesso di prodotto.

Un esempio di Nodulo da polilattico.The courtesy of Riccardo Forte
Le complicanze sono tutte riferibili ad:
- errori di preparazione,
- cattiva distribuzione del prodotto,
- errato piano di infiltrazione,
- errata indicazione,
- errata sede anatomica,
- ipercorrezione,
- risposta individuale (rara).
Si tratta quindi complicanze TUTTE derivanti da MALPRACTICE.
Come si trattano i noduli dopo un trattamento con acido polilattico
L’acido polilattico non ha il suo antidoto. Quindi nel caso si presentino dei noduli questi possono essere dissolti:
- iniettando cortisonici o acqua fisiologica nel nodulo in modo tale da reidratare il polilattico e rompere il nodulo. Si tratta di un metodo ormai superato,
- utilizzando Endolift, Ultrasuoni focalizzati (HIFU) o radiofrequenza monopolare che riescono a sciogliere il nodulo e ad eliminarlo.
Quali sono i soggetti che non devono essere trattati con acido polilattico
Non possono essere trattati con acido polilattico i pazienti:
- con malattie autoimmuni attive,
- che richiedono terapia con interferone.
Quali sono le zone in cui può essere utilizzato l’acido polilattico
L’acido polilattico può essere utilizzato:
- sul viso
- sul corpo
L’area d’elezione per l’uso del polilattico è il viso ed in particolare l’area della guancia fino alla zona della marionetta, rispetto alla quale è indispensabile muoversi con maggiore cautela
Le aree del viso in cui il polilattico non deve essere utilizzato sono:
- la fronte,
- le labbra e l’area periorale,
- l’area perioculare.

Le aree in cui il Polilattico può essere utilizzato senza rischi sono quelle segnate in verde nell’immagine sotto pubblicata

L’acido polilattico, può essere utilizzato anche sul corpo se pur in modalità off-label (fuori indicazione).



