Cosmetici a base di vitamina C: come sceglierli? Ce lo spiega il prof Andrea Fratter

Al congresso SIME che si è tenuto a Luglio scorso,  la relazione del prof  Andrea Fratter, Farmacologo e cosmetologo, presidente  SIFNUT  di Società Italiana Formulatori in Nutraceutica,  avente lo scopo di indicare i requisiti fondamentali da seguire  per la corretta formulazione dei prodotti nutraceutici, mi ha particolarmente appassionato ed incuriosito.

Nella sua relazione, dal titolo “Acido Ascorbico, una sostanza pleiotropica per il trofismo cutaneo: ma viene formulata bene?,  il professor Fratter ha cercato di fornire indicazioni precise per far capire quali sono gli elementi  fondamentali da osservare e controllare quando decidiamo di utilizzare prodotti a base di Vitamina C, affinchè questi siano veramente assorbiti dalla cute e quindi svolgano il loro ruolo in modo efficace.

Alla fine della sua relazione l’ho quindi fermato per fargli i miei complimenti e gli ho chiesto se avrei potuto convertire  la sua relazione in  un articolo qui sul blog in modo tale da poter condividere con voi  queste  interessanti ed utili informazioni.

Lui, gentilissimo, non solo mi ha dato il suo consenso, ma  mi ha promesso che sarebbe stato disponibile a partecipare alle mie/nostre dirette sui social.

Eccomi quindi a raccontarvi  quello che ho scoperto dalla relazione del prof. Fratter sulla vitamina C topica, non prima di ricordare quale ruolo riveste  la vitamina C nei cosmetici.

Cosa è la vitamina C e quale ruolo riveste nei cosmetici

Vitamina C (acido L-ascorbico in INCI) è  una vitamina idrosolubile.

Ha funzione:

  • antiossidante,
  • illuminante e schiarente,
  • antinfiammatoria,
  • fotoprotettiva (potenzia gli effetti della protezione solare).

In cosmetica viene utilizzato per la sua capacità di contrastare gli effetti dell’invecchiamento essendo capace di:

  • trattare e prevenire le macchie  grazie alla sua azione di inibizione della sintesi della tirosina, ormone precursore della melanina,
  • stimolare la produzione del collagene, fondamentale per mantenere la pelle tonica e compatta. Studi biochimici hanno dimostrato come la vitamina C abbia un ruolo chiave nella reazione di formazione del collagene: essa è infatti indispensabile nella reazione di idrossilazione dei residui amminoacidici di prolina e lisina, permettendo la formazione delle catene polipeptidiche che andranno a formare fibre di collagene stabili

La vitamina C pura è altamente instabile e può essere degradata e resa inattiva da:

  • la temperatura,
  • l’acqua,
  • il pH,
  • la viscosità delle creme.

Per rimediare all’inconveniente, l’acido ascorbico puro viene stabilizzato oppure sostituito con derivati più stabili dell’acido ascorbico. Quest’ultimi, seppur con un’efficacia ridotta, mantengono le proprietà benefiche della forma pura e sono più resistenti all’ossidazione.

Si è ricorsi, quindi, negli anni a varie metodiche  di stabilizzazione che vanno dall’aggiunta all’interno del cosmetico di vitamina E , stabilizzanti, emulsionanti ed eccipienti selezionati, per stabilizzare l’acido ascorbico  a tecniche di microincapsulazione, ad emulsioni acqua in silicone o a nanosospensioni.

E’ comunque  fondamentale che  le confezioni dei cosmetici contenenti acido ascorbico  siano:

  • opache ed ermetiche,
  • dotate di erogatore,
  • non siano confezionate in un vasetto o in un tubetto per evitare il continuo contatto con l’aria tutte le volte che vengono aperte per essere applicate .

Ma veniamo ora dopo, questa mia breve introduzione alla relazione del prof Fratter

Cosa abbiamo bisogno di sapere per scegliere prodotti a base di vitamina C efficaci?

Per scegliere un prodotto a base di vitamina C efficace dobbiamo prendere in considerazione alcuni aspetti fondamentali. E’ importante sottolineare che la vitamina C (acido-L- ascorbico) è un acido e, come tutti gli acidi,  può essere salificato (con minerali come il potassio, il calcio ed il sodio, dando origine ad ascorbato di calcio, ascorbato di sodio, ascorbato di potassio ecc…). La salificazione gioca un ruolo chiave, in senso  negativo nella penetrazione transcutanea dell’acido ascorbico. La cute, infatti, non ama far assorbire i sali. Quindi tutte le volte in cui siamo di fronte ad un prodotto che contiene acido ascorbico salificato dobbiamo essere consapevoli che in quella forma la vitamina C NON è in grado di penetrare  la cute con efficacia.

Per scegliere un prodotto a base di vitamina C efficace dobbiamo prendere in considerazione due elementi chiave:

  • il pH finale del prodotto,
  • la concentrazione di acido ascorbico nel prodotto.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

 

Come devono essere pH e concentrazione di un prodotto a base di vitamina C

Conoscere la  concentrazione di acido ascorbico e il pH  finale in un prodotto a base di vitamina C,  sono elementi  fondamentali per capire la capacità di assorbimento del prodotto e quindi la sua efficacia.

Per quanto riguarda il pH possiamo dire che se utilizziamo un prodotto in cui l’acido ascorbico ha un pH inferiore a 4,5 siamo certi che l’acido ascorbico non sarà in forma salificata. Quindi il fatto di scegliere un prodotto in cui il pH sia certo ed inferiore a 4/4,5  ci dà la garanzia che l’acido ascorbico è nelle migliori condizioni per potere penetrare la cute in modo efficace

Per quanto riguarda la concentrazione possiamo sottolineare  che l’acido ascorbico si assorbe molto bene quando la sua concentrazione nel prodotto finale è superiore al 10% o ancora meglio se è tra il 15/20% in peso.

Quindi se applichiamo e facciamo riferimento a questi parametri,  è bene sottolineare che  la maggior parte dei prodotti in commercio non è capace di penetrare la cute.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

Quali sono gli studi a cui è possibile fare riferimento per stabilire se un prodotto a base di vitamina C è efficace

Fondamentale guida, per verificare se un prodotto a base di vitamina C è efficace, uno studio di 20 anni fa, pubblicato a Febbraio 2001 su Dermatology Surgery  Topical L-ascorbic acid: percutaneous absorption studies. di Pinnell SR, e altri.

Nello studio, i ricercatori hanno dimostrato che applicando, su cute espiantata di maiale (tessuto più vicino  a quello umano), un prodotto a base di acido ascorbico al 15% di concentrazione con un pH pari a  3,5  si è ottenuto un  assorbimento eccellente.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

Dagli esperimenti condotti,  il prodotto con il migliore profilo di assorbimento in assoluto,  conteneva il 20% di acido ascorbico e e un ph di 3,2.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

Si tratta di un pH che non può essere compatibile con tutte le pelli (ad esempio non può essere utilizzato in chi soffre di dermatite atopica), ma sicuramente è applicabile dalla maggior parte dei pazienti che si rivolgono alla medicina estetica.

Cosa accade alla nostre cute se interrompiamo l’applicazione della Vitamina C?

Dallo studio sopra citato emerge un’altro aspetto interessante.

Quando interrompiamo l’applicazione di un prodotto a base di vitamina C  che presenta le caratteristiche sopra elencate  e quindi con pH e concentrazione tali da essere ben assorbito dalla cute, notiamo come  le concentrazioni si mantengono nella cute per alcuni giorni   e poi si riducono in modo drastico. Questo significa che la vitamina C non può essere stoccata all’interno della nostra pelle per lunghi periodi e  se vogliamo massimizzare i benefici derivanti dalla sua applicazione dobbiamo utilizzarla  in modo continuativo. O almeno è possibile  sospendere l’applicazione al massimo per 2/3 giorni,  non di più.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

Courtesy of prof. Andrea Fratter

I derivati dell’acido ascorbico: quale capacità di assorbimento hanno?

Vediamo cosa accade se i prodotti a base di vitamina C che utilizziamo contengono derivati dell’acido ascorbico.

I due derivati più noti sono:

  • il Sodio ascorbile fosfato,
  • l’Ascorbile Palmitato (c-Esta).

Dallo studio di Pinnell  si evince che l’acido ascorbico non salificato (nella forma Acido-L-ascorbico)  è  la sostanza che ha migliori capacità di assorbimento  e di gran lunga più efficace delle altre forme, nonostante ad esempio l’ascorbile palmitato  sia più lipofilo dell’acido ascorbico e quindi in teoria dovrebbe essere meglio assorbito.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

E stesso discorso vale anche per il sodio o magnesio ascorbile fosfato di gran lunga le sostanze  più utilizzate nei prodotti topici  destinati anche alla medicina estetica.

Quali sono le alternative efficaci all’Acido ascorbico

Secondo uno studio Phosphatidylcholine liposomes as carriers to improve topical ascorbic acid treatment of skin disorders. condotto da Serrano G e altri e pubblicato su ClinicalCosmeticand Investigational Dermatology a Dicembre 2015  un’alternativa per veicolare l’acido ascorbico in modo efficace e  renderlo assorbibile dalla cute  potrebbe realizzarsi attraverso liposomi (vescicole).

Le obiezioni da eccepire  sono due:

  • le forme liposomiali di vitamina C topica in commercio non sono molte,
  • la concentrazione di vitamina C che si può veicolare con i liposomi è molto più bassa di quella veicolabile con l’acido ascorbico libero.

In definitiva la soluzione migliore è quella di utilizzare l’acido-L-ascorbico?

E’ ormai noto che il problema della vitamina C in forma topica  è la sua instabilità. E’ facilmente ossidabile e non possiamo pensare che non esista un siero che non vada incontro ad un normale processo di ossidazione.

Ebbene esiste un derivato della vitamina C, l’Ascorbil Glucoside, un acido ascorbico non salificato quindi permeabile attraverso la cute, che sembra essere essere efficace quanto l’acido ascorbico libero ed addirittura  più stabile.

Ha varie caratteristiche:

  • è una molecola che diffonde bene,
  • ha dimostrato di essere idrolizzata dalla cute per liberare acido-l-ascorbico.  Potremmo quindi definirlo un pro farmaco,
  • altamente resistente all’ossidazione quindi può essere introdotta in una forma topica con un pH tra 5,5/6.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

Per concludere ….

L’acido ascorbico è in assoluto la forma di vitamina C  più assimilabile da parte della cute.

Il miglior assorbimento si ha quando la sua concentrazione è superiore al 10% ma ancor meglio quando è tra il 15 e il 20%

Il metodo migliore per garantire la stabilità della sostanza, è quella di disperdere la polvere di acido ascorbico direttamente nel gel o nella crema. Ma esistono pochissimi prodotti concepiti in questo modo.

L‘unica vera alternativa è quella di sviluppare o tentare di sviluppare prodotti contenenti ascorbil glucoside una sostanza più stabile dell’acido ascorbico e che non necessità di concentrazioni elevate. Inoltre presentando un pH tra 4,5/6   può essere utilizzato in pazienti con cute problematica  non in grado di gestire un pH troppo basso.

Courtesy of prof. Andrea Fratter

Come facciamo noi consumatori ad orientarci tra tutti questi prodotti a base di Vitamina C?

Direi di fare attenzione alle aziende che si autocelebrano che sottolineano di  avere  il prodotto con la più alta concentrazione di Vitamina C del mercato e la formulazione più innovativa. I parametri sono quelli indicati nella mia relazione. Il resto è fuffa.

Le mie considerazioni personali e le domande a microfoni spenti al prof. Andrea Fratter

Effettivamente non avevo mai controllato se, i prodotti a base di vitamina C che utilizzo o che ho utilizzato in passato, rispettassero tutti i parametri indicati dal prof Andrea Fratter. Quindi  lo ringrazio per tutte queste informazioni. Prossimamente staro più attenta e sarò in grado di effettuare  acquisti più consapevoli. E credo che lo stesso farete anche voi.

A microfoni spenti ho chiesto al Prof  se potesse fornirmi qualche nome commerciale di prodotto valido a base di vitamina C che fosse in grado di rispondere ai requisiti indicati nella sua relazione.

Ecco cosa mi ha risposto.

“La maggior parte dei prodotti a base di Vitamina C non sono in grado di penetrare la cute e, se lo sono, si ossidano molto velocemente. I migliori prodotti sono quelli in cui la polvere di Acido ascorbico si scioglie nella crema o nel siero. Ottimi a questo proposito

  • Thio C della Bakel,
  • c-Recover concentrato illuminante di Filorga.

Un altro prodotto che continua ad essere molto valido è il C ferulic di Skin Ceutical contenente il 15% di acido ascorbico, ma che purtroppo si ossida molto velocemente.

Esiste anche un  prodotto  nuovo della Ordinary  a base di Ascorbil Glucoside, ma non so se e quanto sia efficace….

In futuro comunque credo che le aziende  si orienteranno sempre più, verso  prodotti contenenti questa sostanza, molto promettente ”

A questo punto ho anche  chiesto al prof. Fratter come fosse possibile, per noi comuni mortali, conoscere il pH di un prodotto a base di Vitamina C. La sua risposta è stata molto precisa. “Non è dato sapere a volte neppure per noi…..”

A questo punto attendiamo con ansia i prodotti innovativi contenenti Ascorbil Glucoside. Speriamo solo che arrivino presto per avere una freccia in più al nostro arco in campo cosmetico.

 

 

Join the discussion 5 Comments

  • moinica balsani ha detto:

    Argomento interessantissimo dato il largo uso che si fa della Vitamina c ; circa il ph avevo visto food blooger straniere utilizzare le cartine tornasole; ma deve essere un sciocchezza probabilmente;

  • Elisa ha detto:

    Michela davvero interessante. Grazie di cuore. le informazioni che trovo nei tuoi canali sono uniche e prezione. fai davvero un ottimo lavoro di ricerca.

  • Alessandro ha detto:

    Mihela Grazie infinite per le tue preziosissime informazioni, sei un faro in questa giungla di cosmetici e trattamenti estetici. Grazie per le tue recensioni sempre sincere e complete , sai essere cosi’ esaustiva che a volte neanche un medico te lo sa spiegare allo stesso modo. Grazie davvero.
    P.S. ho trovato in giro su Deciem un siero alla vitamina C in forma di Ascorbil Glucoside (non volevo fare pubblicita’, ma e’ l’unico che ho trovato)

    • Faceboost ha detto:

      Grazie Alessandro e grazie per i complimenti. Bravissimo per il siero. Grazie . A presto

Leave a Reply