Migliorare la lassità cutanea della zona delle ginocchia con GANA, l’acido polilattico di nuova generazione. La mia esperienza

Introduzione

Tempo fa vi avevo raccontato la mia esperienza, molto positiva con il trattamento con acido polilattico  eseguito per migliorare la lassità cutanea e la microrugosità delle braccia. Vista l’efficacia del trattamento eseguito lo scorso anno, i cui effetti tra  l’altro si stanno mantenendo nel tempo, avrei  voluto provare nuovamente la tessa sostanza  per ridurre la lassità cutanea e la rugosità che si sta formando  sopra il ginocchio, una zona molto difficile da migliorare.

Come avevo già sottolineato, il polilattico è un materiale  che mi ha sempre incuriosito moltissimo. Si tratta di una molecola oltremodo interessante, ma complessa, che, se ben utilizzata, consente risultati sorprendenti mediante una ristrutturazione dei tessuti duratura nel tempo. Mal interpretato e mal utilizzato, nel tempo è stato quasi completamente abbandonato in Italia, e, oggi, sta ritornando in auge grazie agli sforzi di un’azienda  che sta proponendo un nuovo prodotto,  GANA, di più facile utilizzo e più maneggevole,  rispetto all’unico prodotto, SCULPTRA, da sempre presente da quando fu lanciato sul mercato alla fin degli anni ’90.

Su questo nuovo prodotto avevo seguito un webinar in cui, il dottor Giovanni Salti , specialista in Medicina e Chirurgia  Plastica ed Estetica, uno dei massimi esperti a livello internazionale in tecniche iniettive,   ne aveva descritto le caratteristiche e mostrato l’utilizzo. E la sua relazione mi aveva particolarmente entusiasmato.

Tanto che, proprio per condividere anche con voi questa novità assoluta nel mercato della medicina estetica, qualche settimana fa ho organizzato una diretta  con  lo stesso dott. Salti, nella quale, il dottore, oltre ad illustrare il prodotto e a spiegare nel dettaglio cosa è e a cosa serve l’acido polilattico, si è concentrato sopratutto sul suo utilizzo (off-label) sul corpo e in particolare sui glutei, sul quale GANA sembra dare il meglio di sè.

 

 

Dopo tutte queste informazioni e avere osservato i risultati del trattamento su alcuni pazienti mostrati durante la diretta, non ho avuto dubbi. Per migliorare le mie ginocchia” modello prugna secca” avrei provato  GANA . In questo modo avrei potuto dare la mia versione dei fatti e fare un confronto con SCULPTRA, testato lo scorso anno.

E per eseguire il trattamento, non potendo andare fino a Firenze dal dottor Salti  causa pandemia,  nella mia zona, sapevo già a chi rivolgermi. Infatti, già da quando lo scorso anno avevo eseguito il trattamento con acido polilattico per migliorare le mie braccia, presso lo studio del  dottor Riccardo Forte ,  il dottore mi aveva raccontato che, proprio per la sua ventennale esperienza con  questa sostanza (ricordo che il dottor Forte è uno dei max esperti nell’utilizzo di questa molecola avendo iniziato ad  impiegarla nel 1999), insieme ad altri colleghi, stava partecipando  alla sperimentazione su  GANA.  E che questo nuovissimo prodotto, molto promettente era di imminente uscita. 

Ma prima di raccontarvi la mia esperienza con GANA vediamo di capire cosa è e  a cosa serve l’acido polilattico  e quali sono le caratteristiche di GANA.

La storia dell’acido polilattico

L’acido polilattico non è una novità sul mercato dell’estetica.  Lanciato alla fine degli anni ’90 con il nome di SCULPTRA, fu approvato dall’FDA nell’Agosto del 2004 per trattare le lipodistrofie (ampia varietà di malattie rare, accomunate dalla mancanza o perdita di tessuto adiposo sottocutaneo) nei pazienti affetti da HIV e, nel 2009, per correggere le rughe nosogeniene e altre rughe del volto. Ha vissuto alterne vicende a causa di errori nell’interpretazione del prodotto e  comunicativi compiuti dalle varie aziende che si sono susseguite nella distribuzione del prodotto. 

 

Cosa è l’acido polilattico

L’acido polilattico (PLA) è un:

  • polimero dell’acido lattico
  • Alfa-idrossi-acido, 
  • materiale di origine non animale.  

Courtesy of Riccardo Forte

L’acido polilattico  può essere considerato un ricostituente del tessuto connettivo, in grado di influire direttamente sull’attività dei fibroblasti e la produzione di collagene.

Si tratta di un polimero sintetico impiegato in medicina da oltre 30 anni, sotto forma di fili di sutura, viti, placche, impianti

 

 

Quali sono le caratteristiche dell’acido polillattico 

L’acido polilattico è un polimero sintetico:

  • biocompatibile: non è dannoso per l’organismo,
  • atossico: privo di qualunque tossicità,
  • biodegradabile e riassorbibile: una volta all’interno dei tessuti viene completamente riassorbito,
  • immunologicamente inerte.

Courtesy of Riccardo Forte

L’acido polilattico è un filler?

L’acido polilattico viene erroneamente definito un filler.

Si tratta di un errore compiuto anche dall’azienda che lo lanciò sul mercato alla fine degli anni ’90 che, proponendolo come un filler, indicò modalità iniettive e diluizioni errate. Errore che ha avuto come conseguenza tantissime problematiche derivanti da un utilizzo scorretto del prodotto che hanno portato molti a considerarlo erroneamente dannoso e pericoloso. Si tratta invece di un prodotto che se, utilizzato correttamente, consente risultati progressivi straordinari. 

L’acido polilattico è un BIORISTRUTTURANTE che consente un ringiovanimento progressivo e graduale nel tempo con effetti molto naturali. E, come tale, non può essere utilizzato come un classico riempitivo.  

Qual è il meccanismo d’azione dell’acido polilattico

Il meccanismo d’azione dell’acido polilattico è ben indicato nell’articolo  Single-arm study for the characterization of human tissue response to injectable poly-L-lactic acid. di Goldberg ed altri,  pubblicato su Dermatology Surgery nel 2013

In tale articolo è indicato come l’acido polilattico, una volta iniettato nei tessuti,  sia in grado di stimolare in  modo massiccio la produzione di collagene di tipo 1, secondo un meccanismo ben descritto nell’immagine sottostante. Il polilattico una volta nei tessuti crea una tipica  reazione da corpo  estraneo, viene aggredito dai macrofagi  i quali rilasciano fattori di crescita che stimolano la produzione di fibroblasti,  attivando la neocollanegoengesi che sarà più o meno massiccia a seconda di come il prodotto è stato diluito ed idratato.  A livello istologico è visibile come il collagene tende a riorganizzarsi e creare questa impalcatura  in grado di sorreggere i tessuti.

 

Courtesy of Riccardo Forte

A livello istologico è visibile come il collagene tende a riorganizzarsi e creare un’ impalcatura  in grado di  rendere i tessuti più compatti e resistenti .

 

 

Quali risultati consente l’acido polilattico 

Abbiamo detto che l’acido polilattico non è un volumizzante istantaneo, ma consente un ringiovanimento progressivo e duraturo nel tempo. Il suo utilizzo permette  di ripristinare il collagene perso gradualmente con l’invecchiamento,  consentendo una ristrutturazione dei tessuti ai quali segue:

  • un ispessimento del derma e del tessuto sottocutaneo che anche al tatto diventa più “denso”, con conseguente attenuazione delle rughe ed un ripristino dei volumi del volto, 
  • un miglioramento dell’aspetto cutaneo con riduzione dei segni dell’invecchiamento.

Come deve essere utilizzato il polilattico

Gli elementi fondamentali da prendere in considerazione per un’utilizzo corretto del prodotto sono:

  • la diluizione: il prodotto  è una polvere e deve essere diluito con acqua bidistillata. La diluizione rappresenta la quantità di acqua con cui viene preparato l’acido polilattico e condiziona la densità del prodotto. Con l’acqua la polvere si sospende, ma non si scioglie. Infatti il prodotto va energicamente agitato,
  • l’idratazione: costituisce il metabolismo del PLA. Il polilattico, una volta nell’acqua comincia a disgregarsi e il suo peso molecolare si riduce, iniziando il suo metabolismo.  L’idratazione prescinde dalla quantità di acqua in  cui il prodotto viene sospeso, ma è direttamente proporzionale al tempo in cui rimane nell’acqua. Quindi l’effetto che il polilattico esercita sui tessuti condiziona la quantità di collagene che verrà stimolato. Più il polimero è idratato più il prodotto sarà soft  e meno importante  sarà la neocollagenogenesi che verrà sviluppata. Meno il polimero sarà  idratato, più il prodotto sarà aggressivo e maggiore sarà la neocollagenogenesi. 

L’acido polilattitico, a seconda delle differenti modalità di diluizione ed idratazione  può essere utilizzato per finalità differenti e su pazienti che hanno inestetismi diversi.

La scelta della preparazione dipenderà dall’inestetismo da correggere. Importantissima diventa quindi la selezione del paziente e sarà indispensabile scegliere la preparazione più indicata per quel determinato paziente

Courtesy of Riccardo Forte

Le preparazioni possibili, a seconda dell’indicazione, possono essere:

  • Bassa diluizione e bassa  idratazione: darà luogo a polimeri grandi  distribuiti in uno spazio ridotto e il prodotto avrà una spina irritativa molto intensa. Si tratta di un utilizzo dedicato ai soggetti che presentano lipodistrofie importanti, 
  • Bassa diluizione alta idratazione darà luogo  polimeri piccoli in poco spazio. Quindi il prodotto sarà molto concentrato ma l’irritazione da polilattico sarà inferiore,
  • Alta diluizione e bassa idratazione:   darà luogo a polimeri grandi in molto spazio che potrebbe portare ad un’iper correzione
  • Bassa diluizione e Alta Idratazione: darà luogo a  polimeri piccoli in molto spazio. Quindi il mio prodotto ricostituito con questa modalità e lavorerà molto bene nei soggetti che hanno una finissima rugosità e hanno volumi corretti. In questo caso lo inietterò molto superficialmente per eseguire una sorta di pavimentazione di collagene.

E’ opportuno sottolineare che nessuna di queste formulazione è errata o corretta in assoluto. Importante è eseguire una corretta diagnosi ed utilizzare la formulazione più corretta per quel determinato paziente 

Quali sono i soggetti per cui  è indicato il trattamento con Acido Polilattico

Il trattamento con acido polilattico è particolarmente indicato nei pazienti:

  • con viso magro e scarno, con  pelle estremamente sottile, dove qualsiasi altro filler non potrebbe dare buoni risultati o addirittura rischierebbe di essere visibile/palpabile,
  • con lipoatrofia lieve o moderata, 
  • restii a frequenti trattamenti.

 

Paziente ideale per il trattamento con acido polilattico con tessuto sottocutaneo poco rappresentato 

Ideale per trattare il volto maschile, essendo un prodotto che consente una ristrutturazione e un rispristino naturale e graduale dei volumi nel tempo.

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