La Dieta Mima Digiuna per vivere a lungo e in buona salute: la mia esperienza

Introduzione

Odio le diete in tutte le loro forme.

Ho sempre considerato la parola dieta mortificante. Questa idiosincrasia è dovuta probabilmente al fatto che, non essendo stata “magra per natura”, fin da piccola ha dovuto sottopormi a regimi dietetici, spesso da fame e il più delle volte inutili. Ho trascorso la mia vita nel tentativo di raggiungere e mantenere un peso forma, che sono riuscita finalmente ad ottenere solo con uno stile di vita adeguato e un’alimentazione corretta e che ora, proprio perché è diventato uno stile di vita, pratico senza grandi sacrifici.

E per questo motivo preferisco sempre parlare  di regime alimentare sano ed equilibrato, necessario, non solo per ottenere dei risultati importanti e duraturi dal punto di vista estetico, ma soprattutto, per vivere bene e in buona salute  a lungo scongiurando una serie di problemi e malattie  connessi al  sovrappeso e ad abitudini alimentari non corrette.

Quindi devo dire che, quando tanti anni fa cominciai a sentire  parlare di  dieta mima digiuno,  quel termine dieta che mi provoca da sempre repulsione, non mi fece approfondire più di tanto e me ne fece prendere le distanze. Finché qualche anno fa, in una trasmissione televisiva, seguii un’intervista al prof Valter LongoBiogerontologo e Direttore dell’Istituto sulla Longevità a USC (University of Southern California) – Davis School of Gerontology di Los Angeles,   e capii che la dieta mima digiuno, di dieta, nel senso stretto del termine,  non aveva  proprio niente.

E il suo scopo non era solo quello di perdere peso, ma di far vivere chi la pratica, a lungo e in buona salute. Che poi è o dovrebbe essere l’obbiettivo di noi tutti. La vita media delle donne e degli uomini infatti si è allungata moltissimo negli ultimi anni. Ma ha senso vivere fino a 100 anni da invalidi sia nel copro che nella mente?

Quindi alla fine, dopo anni di studio, la lettura del libro del prof Valter Longo davvero illuminante e testimonianze da parte di chi la dieta mima digiuno l’aveva provata, alla fine ho deciso di  sperimentarla anche io, per capire se fosse davvero utile, e potesse dare una vita ad un processo di rinnovamento cellulare  utile per la longevità.

Ma prima di raccontarvi la mia esperienza voglio farvi capire cosa è e a cosa serve la dieta mima digiuno

Cosa è la dieta mima digiuno

La Dieta Mima Digiuno è un programma alimentare di 5 giorni, caratterizzato da

  • un preciso bilanciamento tra macro-nutrienti (proteine, grassi, carboidrati, fibre),
  • micro-nutrienti (vitamine e minerali).

Questo mix di ingredienti permette di “ingannare” l’organismo simulando un digiuno a sola acqua pur nutrendosi.

Di fatto il programma ha lo scopo di mantenere il corpo in uno stato di Digiuno pur mangiando.

Per la sua composizione dettagliata a basso contenuto di zuccheri semplici, ipoproteica e ipocalorica, in fatti la Dieta mima digiuno  apporta macro e micro nutrienti per minimizzare gli effetti avversi del digiuno totale.

L’organismo, simulando una restrizione calorica importante:

  • innesca dei processi alternativi di utilizzo di substrati energetici,
  • dà inizio ad un processo di rinnovamento cellulare, grazie al quale elimina ciò che non è più necessario, e lo sostituisce con cellule nuove e sane.

La dieta Mima digiuno e Valter Longo

Valter Longo è Professore di Biogerontologia e Direttore dell’Istituto sulla Longevità a USC (University of Southern California) – Davis School of Gerontology di Los Angeles, uno dei centri più importanti per la ricerca in materia d’invecchiamento e di malattie correlate all’invecchiamento.

Oltre al suo impegno americano, il Professor Longo è il direttore del programma di ricerca di Longevità e Cancro presso l’Istituto di Oncologia Molecolare IFOM di Milano.

Il professor Longo si è laureato in biochimica all’università del Texas, dove ha frequentato un master in patologia. Ha conseguito il dottorato di ricerca in biochimica presso la University of California di Los Angeles, dopo aver lavorato presso il laboratorio del Professore Roy Walford, il guru della restrizione calorica. Ha completato la sua formazione con un post-dottorato in neurobiologia nel laboratorio del Professor Caleb Finch presso la University of Southern California, dove è attualmente professore di gerontologia e scienze biologiche e direttore dell’Istituto di longevità.

Le ricerche del Professor Longo sono focalizzate sull’analisi di diversi meccanismi genetici che predispongono all’invecchiamento e all’individuazione di strategie terapeutiche che possano rallentare e contrastare l’insorgenza di importanti patologie legate all’età. Il laboratorio del Professor Longo è stato il primo ad aver identificato alcuni dei geni coinvolti nel processo d’invecchiamento e a dimostrare che la loro inattivazione può ridurre l’incidenza o la progressione di più malattie nei topi e nell’uomo.

Il suo laboratorio ha inoltre dimostrato che brevi periodi di restrizione calorica sono in grado di proteggere le cellule e i tessuti sani dalla tossicità dei chemioterapici e di sensibilizzare le cellule maligne alle terapie anti tumorali. Tali risultati hanno permesso di avviare uno studio di fase I di sperimentazione clinica sul ruolo protettivo della restrizione calorica sugli organi sani in pazienti con cancro e sottoposti a chemioterapia in diversi ospedali americani ed europei.

In studi clinici randomizzati, il laboratorio del Professor Longo ha recentemente dimostrato come un intervento dietetico che mima gli effetti del digiuno (Dieta Mima Digiuno, DMD) della durata di cinque giorni migliora i livelli di molti fattori di rischio e di marcatori associati all’invecchiamento e alle malattie correlate all’avanzare dell’età. I suoi studi più recenti riguardano l’uso di interventi periodici di DMD per attivare la rigenerazione cellulare e il conseguente ringiovanimento di vari sistemi incluso quello immunitario.

Qual è lo scopo della dieta mima digiuno

Lo scopo della dieta mima digiuno non è quello di Dimagrire ma è quella di incentivare  un regime alimentare più sano che consente di ridurre  i fattori di rischio correlati a patologie:

  • cardio metaboliche,
  • cronico degenerative.

 Perché invecchiamo?

Nonostante le cause dell’invecchiamento restino ancora  un mistero, mentre sono noti i suoi effetti, e gli scienziati non abbiano ancora dato una risposta certa e definitiva  alla domanda cruciale  perché invecchiamo”, di recente moltissimi ricercatori in più parti del mondo, con percorsi diversi, stanno cercando di mettere a punto l’elisir di lunga vita.

E in alcuni casi sembra proprio che ci siano riusciti, per ora, almeno con i topi.

Continuamente escono notizie riguardanti nuove ricerche messe a punto da prestigiose università e a da eccellenti ricercatori che hanno come obiettivo quello di sconfiggere le cause che determinano l’invecchiamento. Ritengo che siano interessantissime  perché dimostrano quanto fermento ci sia dietro a quest’argomento. E in questo blog sono parecchi gli articoli che hanno preso in esame molte di queste ricerche.

Secondo Valter Longo in realtà, più che ragionare sul perchè invecchiamo, sarebbe più interessante capire perchè non dovremmo invecchiare e quindi agire piuttosto sulla capacità degli organismi di rimanere giovani a lungo. Da qui:

  • il suo termine Juventologia ossia lo scienza che studia come rimanere  giovani
  • la sua teoria sulla longevità programmata, una strategia biologica evoluta che può influire sulla longevità e la salute attraverso strategie di protezione e di rigenerazione. L’idea che sta alla base di questa teoria è quella di agire sull’alimentazione: migliorare il modo in cui utilizziamo il nostro cibo è fondamentale per proteggerci da molte malattie e far sì che il nostro corpo possa funzionare correttamente più a lungo.

Valter longo paragona il corpo ad un motore: “Se lo scopo è far sì che un motore  funzioni bene, molto più a lungo,  potrebbe essere progettato in modo tale che si danneggi più lentamente, ma anche che si ricostruisca periodicamente o che periodicamente se ne possano sostituire dei pezzi. Il  motore del nostro corpo invecchia in entrambi i casi, ma se viene programmato per durare più a lungo metterà  atto meccanismi di protezione riparazione e sostituzione per mantenersi giovane e funzionale”

Ad oggi effettivamente, gli  studi che dimostrano che vivere a lungo e in buona salute è possibile sono quelli  sull’alimentazione e in particolare quelli che si basano sulla restrizione calorica.

Restrizione calorica e invecchiamento: cosa dice la scienza

La tesi che si basa sull’idea che meno si mangia e più a lungo si vivrà, non è di certo nuova.  In esperimenti di laboratorio condotti negli anni Trenta, era già emerso come le cavie, sottoposte a diete restrittive, vivevano il 50% in più rispetto ai roditori ben nutriti.

In successive ricerche un identico rapporto dieta-longevità è emerso in ragni, vermi, lieviti e cani.

Una delle ultime ricerche del gennaio 2017 ha coinvolto i macachi. Un lungo studio condotto dal National Institute on Aging di Baltimora ha dimostrato che la restrizione calorica fa vivere le scimmie circa tre anni di più rispetto al normale che si tradurrebbe in 9 anni in più per gli umani.

Uno dei primi a dimostrare l’applicabilità della tesi agli esseri umani è stato il patologo dell’University of California, Los Angeles, Roy Walford che nel ’91, insieme ad un gruppo di scienziati,  si  auto-esiliò in una enorme bolla di vetro nel deserto dell’Arizona (Biosfera 2), vivendo per due anni in un ecosistema autosufficiente che produceva il minimo indispensabile per sopravvivere. E per due anni portarono aventi un regime alimentare estremamente restrittivo. Il risultato, raccontato nel bestseller dallo stesso  Walford Beyond the 120-Year Diet: How to Double Your Vital Years, fu stupefacente. Lo scienziato infatti dimostrò che tutti i componenti del gruppo, alla fine del periodo, erano  molto più sani e forti di quando erano entrati.

C’è da dire, e lo spiega bene il dottor Longo nel suo libro “La dieta della Longevità“, che gli esperimenti sulla restrizione calorica estrema e cronica, confermano che un regime alimentare restrittivo:

  • da una parte  ha un effetto importante  su numerose malattie tra cui il cancro,  il diabete , le problematiche cardiovascolari e addirittura può rallentare le malattie neurodegenerative ,
  • dall’altra, oltre ad essere difficile da sostenere nel lungo tempo, può anche determinare una relativa fragilità dell’organismo e incrementare l’insorgenza di alcune malattie  tali da  provocare la morte.

Ecco perchè probabilmente, Roy Walford, morì 12 anni  dopo Biosfera 2, per le complicanze di una malattia neuromotoria. 

Benefici del digiuno controllato

Le ricerche condotte dal Team del Prof. Longo vanno avanti da ben 25 anni. Tra le tematiche di interesse, troviamo il ruolo svolto nel nostro organismo dall’ormone IGF-1  (insuline-like growth factor), conosciuto anche con il nome di somatomedina,  è un ormone di natura proteica con una struttura molecolare simile a quella dell’insulina. Meglio noto come fattore di crescita è responsabile dei processi di riproduzione, invecchiamento e degenerazione delle nostre cellule.

Il lungo corso di studi ha fornito delle evidenze cliniche importanti, dimostrando che brevi periodi di un programma di nutrizione che mima il digiuno sono in grado di innescare nell’uomo dei meccanismi metabolici e cellulari rigenerativi e protettivi.

La ricerca scientifica ha preso in esame le abitudini alimentari seguite da persone ultracentenarie sparse in giro per il mondo, che abitano le cosiddette “Zone Blu” del pianeta:

  • Costa Rica,
  • Grecia,
  • Okinawa,
  • Sardegna,
  • Calabria.

 

Per tutti si è evidenziata una alimentazione praticamente vegana, con poco impiego di pesce e un basso consumo di proteine.
Questa alimentazione ha permesso:

  • un’importante stimolazione del fattore di crescita cellulare,
  • un rallentamento dei processi di invecchiamento e degenerativi.

Il lungo corso di studi ha fornito delle evidenze cliniche importanti, dimostrando che brevi periodi di un programma di nutrizione che mima il digiuno sono in grado di innescare nell’uomo dei meccanismi metabolici e cellulari rigenerativi e protettivi.

Secondo gli studi il digiuno controllato:

  • detossifica il corpo (non essendo impegnato nella digestione degli alimenti si purifica allontanando le tossine),
  • rivitalizza l’organismo;
  • pulisce l’intestino e migliora l’assorbimento dei nutrienti che ha a disposizione,
  • aumenta il ricambio delle cellule del sistema immunitario,
  • aiuta a mantenere livelli sani dei parametri connessi con il profilo glicemico e lipidico ( riduzione colesterolo totale, riduzione glicemia ,…)
  • supporta il sistema anti-infiammatorio dell’organismo riducendo i valori della proteina C-Reattiva (valore identificativo di un’infiammazione),
  • è stato osservato un aumento transitorio, maggiore e significativo dei marcatori di cellule staminali / rigenerative.

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