Massaggio linfodrenante e modellante secondo il metodo Renata França. La mia esperienza

Il massaggio Linfodrenante: cosa e a cosa serve, il massaggio secondo Vodder e secondo Leduc, controindicazioni

A cosa serve il massaggio linfodrenante

Lo scopo del Linfodrenaggio è quello di spostare la  Linfa dalla periferia al centro del corpo con lo scopo di rimetterla in circolo evitando gli accumuli.

Un massaggio linfodrenante favorendo  l’eliminazione di   eventuali ristagni di liquidi è utile per:

  • ridurre gonfiori o edemi in specifiche parti del corpo, dovuti ad una circolazione linfatica alterata o ridotta,
  • ossigenare i tessuti,
  • migliorare la cellulite se il linfodrenaggio è inserito in un programma (approccio multidisciplinare) che preveda:
    • una variazione  dello stile di vita (corretta alimentazione, attività fisica, integrazione alimentare ecc… )
    • l’abbinamento con altre metodiche tipo carbossiterapia o mesoterapia, a seconda delle indicazioni del medico.

Inoltre il linfodrenaggio può essere utilizzato in ambito:

  • dermatologico per migliorare cicatrici ipertrofiche o cheloidee.
  • sportivo per favorire il defaticamento e accelerare il recupero.

Cosa s’intende per edema

L’edema è un accumulo di liquido negli spazi interstiziali dell’organismo all’esterno dei vasi sanguigni e delle cellule.

Esistono due differenti tipologie di edema:

  • infiammatorio: il  liquido esce dal vaso e si accumula nei tessuti. E’ provocato sempre da un evento traumatico, come ad esempio una ferita,
  • non infiammatori: NON è causato da infiammazione  Può essere provocato  da molteplici fattori. Da:
    • un aumento della pressione idrostatica  dovuto a stasi venosa,
    • un’ostruzione dei vasi linfatici che non riescono più a drenare il liquido interstiziale (linfedema),
    • un’eccessiva ritenzione di sodio.

Le varie tipologie  di massaggio linfodrenante

Il linfodrenaggio è  il massaggio linfatico più conosciuto ed impiegato in ambito medico-terapeutico.

E’ una tecnica che si pone a metà  tra la medicina e l’estetica professionale

I massaggi  linfodrenanti più conosciuti (ce ne sono altri che promettono risultati analoghi,  sono quelli eseguiti secondo

  • il metodo  Vodder,
  • il metodo Leduc.

Si tratta di tipologie di massaggio analoghe che si basano sui medesimi principi fondamentali nonostante le manipolazioni eseguite siano differenti.

Le origini del massaggio linfodrenante

Il massaggio linfodrenante, già conosciuto nella medicina tradizionale cinese, iniziò ad essere utilizzato  nella medicina occidentale tra il XIX e il XX secolo grazie al chirurgo austriaco Alexander Winiwarter. La sua tecnica era basata principalmente sue tre procedure:

  • il massaggio leggero  con direzione da  prossimale a  distale,
  • la compressione,
  • l’elevazione delle estremità sia superiori che inferiori per favorire il deflusso linfatico.

Il metodo di Winiwarter non ebbe particolari  riscontri scientifici,  ma i suoi studi vennero ripresi e approfonditi dal biologo danese Emil Vodder che lo riportò in auge negli anni ’30. E nel 1936, dopo 4 anni di ricerca e tentativi, introdusse la tecnica ufficialmente a Parigi. Grazie ai suoi studi  il linfodrenaggio conobbe  la diffusione e la notorietà di cui tuttora attualmente  gode.

Il massaggio secondo Vodder

Il linfodrenaggio secondo Vodder deve essere praticato in modo da non recare danno alle strutture dei capillari sanguigni e linfatici. Prevede la manipolazione di cute e sottocute senza toccare le fasce muscolari.

Uno dei principi chiave del metodo è quello che i movimenti devono:

  • seguire il flusso linfatico rispettando il flusso della linfa nelle stazioni linfonodali di una determinata area linfatica,
  • essere eseguiti in modo tale da spostare la linfa spingendola verso gli sbocchi naturali,
  • avere un ritmo regolare e non veloce. E’ importante evitare di eseguire  movimenti bruschi come sfregamenti, pressioni molto prolungate, trazioni.

La pelle nel linfodrenaggio secondo Vodder   non deve subire irritazioni. Per questo motivo è preferibile non usare olii o creme che potrebbero far perdere il controllo della manualità e conseguentemente  a trazionare la pelle in modo scorretto.

Nel  massaggio linfodrenante Vodder utilizzando una o due mani vengono eseguite manovre sulle  aree interessate, rispettando il decorso dei deflussi cutanei e sottocutanei. Si alternano movimenti:

  • a cerchi fermi,
  • a pompaggio,
  • erogatori,
  • rotatori (fase pressoria).

Un altro elemento fondamentale è l’alternanza della pressione che viene esercitata e che varia a seconda delle diverse zone del corpo o in presenza di edemi.

Il massaggio Vodder è considerato rivoluzionario ed ha ottenuto diversi riconoscimenti fra cui quello italiano da parte della Società Scientifica di Flebolinfologia.

Il massaggio secondo Leduc

Si tratta di un massaggio che pur basandosi sugli stessi principi del Vodder  prevede un numero minore di manovre con protocolli diversi a seconda  seconda della problematica da trattare . Le manovre sono due:

  • di richiamo,
  • di riassorbimento.

Inoltre, parte integrante del massaggio secondo Leduc,  è rappresentato dal bendaggio, non compressivo, che viene applicato partendo dalla periferia al centro.

Da chi viene praticato il massaggio linfodrenate

Vista la difficoltà di esecuzione e la possibilità di applicarlo in campo medico, il linfodrenaggio manuale dovrebbe essere praticato  da:

  • fisioterapisti esperti che conoscono a fondo non solo le tecniche di massaggio necessarie per far defluire i fluidi linfatici, ma anche lo stesso sitema linfatico e i punti su cui agire in modo tale che il trattamento sia efficace,
  • estetiste specializzate e che abbiano seguito corsi specifici.

 

Come capire se un massaggio linfodrenate è ben eseguito: i principi base del massaggio linfodrenate

Nell’esecuzione di un  linfodrenaggio manuale, indipendentemente dal metodo seguito, dovrebbero essere osservati alcuni principi basilari:

  • iniziare dalla zona prossimale:  questa infatti deve  essere “svuotata” prima di quella distale per permettere che i liquidi smessi,  trovino “spazio” nel momento in cui fluiranno,
  • dopo il trattamento la cute non deve presentare arrossamenti,
  • il paziente non deve avvertire dolore durante i movimenti che devono seguire il flusso linfatico,
  • le zone che non sono interessate da linfodrenaggio dovrebbero essere coperte,
  • la temperatura dell’ambiente non dovrebbe essere nè troppo calda nè troppo fredda e le mani dell’operatore non dovrebbero essere mai fredde,
  • la pressione esercitata dall’operatore deve aumentare in modo graduale,
  • una volta che la seduta si è conclusa il paziente dovrebbe riposare per almeno un quarto d’ora.

Quali sono i pazienti che non possono essere sottoposti al  massaggio Linfodrenante

Il linfodrenaggio presenta:

  • controindicazioni assolute. Non potranno essere sottoposti a tale tipologia di massaggio i pazienti che presentano:
    • tumori maligni,
    • infiammazioni acute,
    • edema  cardiaco,
    • trombosi venosa profonda,
    • scompenso cardiaco,
  • controindicazioni relative. Non potranno essere sottoposti a tale tipologia di massaggio i pazienti che presentano:
    • infiammazioni croniche,
    • tumori trattati,
    • disturbi tiroidei,
    • lesioni precancerose cutanee,
    • ipotonia,
    • distonia vegetativa.

E’ opportuno sottolineare che il paziente oncologico che ha terminato i cicli di chemioterapia, può essere sottoposto a massaggio linfodrenante  per drenare ed eliminare le tossine accumulate

Si tratta di indicazioni di massima. Sarà in ogni caso compito del medico stabilire se il paziente , a seconda della problematica, può essere sottoposto a massaggio linfodrenante.

Bibliografia

 

Join the discussion 2 Comments

  • simona ha detto:

    Ho provato anche io il massaggio col metodo Renata Franca ed è favoloso. Ho il secondo appuntamento domani.

    • Faceboost ha detto:

      Bene Simona Sono felice tu ti sia trovata bene anche tu! Tu da chi lo hai provato?

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