Il ringiovanimento del collo e decolletè con il laser a Pico secondi Picofractional: la mia esperienza

Il pico laser frazionato: come agisce, cosa promette, differenze di risultato rispetto ad un laser ablativo, dopo quanto tempo è possibile apprezzare i risultati, quali zone possono essere trattate, come avviene il trattamento

Indice

Come agisce il Pico laser nel fotoringiovanimento: il Pico laser frazionato

Nel caso in cui si desideri agire sulla cute per eseguire il fotoringiovanimento, il laser pico può essere utilizzato in modalità frazionata non ablativa, utilizzando a seconda dei casi e dell’inestetismo da trattare  la lunghezza d’onda 532 o 1064.

I  laser a Picosecondi, inizialmente utilizzati per eseguire la rimozione dei tatuaggi e delle macchie, se utilizzati  in modalità frazionata (il fascio luminoso viene emesso in modo da colpire solo microscopici punti, lasciandone intatti altri a partire dai quali si innesca il processo di rigenerazione tissutale),   sfruttano il meccanismo di conversione della luce in onde sonore per creare minuscole colonnine nella profondità del derma.

Si tratta di  un meccanismo noto come implosione ottica indotta da laser (LIOB, Laser Induced Optical Breakdown) che comporta  modificazioni ultrastrutturali a carico del derma papillare.

Di fatto il Laser a pico secondi  non libera calore ma agisce creando minuscoli spazi vuoti, chiamati vacuoli, nello spessore della pelle senza danneggiarne la superficie.

Tali spazi vuoti, prodotti dal passaggio del laser, rappresentano un danno meccanico che l’organismo  cercherà di riparare e di riempire attraverso la stimolazione e la  produzione di nuovo collagene ed elastina. Tale stimolazione detta neocollagenogenesi,   avrà come conseguenza un miglioramento della texture e della tonicità cutanea nel corso del tempo.

Tutto questo avviene senza lesioni sulla superficie della cute che invece si hanno con altre tipologie di laser che sviluppano calore.

Queste alterazioni ultrastrutturali Laser Induced Optical Brekdown,  causate da un impulso focalizzato  di  laser  a lunghezza d’onda variabile (532,755,1064),  creano una griglia di lesioni intradermiche che,  senza effetti lesivi a carico dell’epidermide, conducono al ringiovanimento cutaneo.

Cosa promette un laser a pico a secondi utilizzato in modalità Frazionata

Il trattamento del laser a pico secondi utilizzato in modalità frazionata a seconda della lunghezza d’onda utilizzata che deve stabilire l’operatore a seconda dell’inestetismo da trattare  consente

  • un miglioramento della microrugosità,
  • una minimizzazione dei pori dilatati,
  • una riduzione delle macchie senili e  solari,
  • un miglioramento delle cicatrici da acne,
  • una riduzione dei piccoli capillari,
  • un miglioramento delle texture e compattezza cutanea.

Differenze tra i risultati conseguibili con laser ablativo frazionato e un laser a pico secondi frazionato

L’utilizzo del laser a pico secondi frazionato garantisce un’efficacia di risultato comparabile alle tecniche ablative frazionali  convenzionali.

La differenza tra i due consiste nel fatto che, per ottenere gli stessi risultati utilizzando un laser a pico secondi sarà necessario eseguire un maggior numero di sedute  rispetto a quelle necessarie con laser ablativo frazionato, ma a fronte di un minimo o nullo down time. 

Quindi la scelta dipende molto dal/dalla paziente e da quanto disagio è disposta a tollerare.

Dopo quante sedute è possibile apprezzare i risultati di un laser a pico secondi utilizzato in modalità frazionata

Solitamente,  già dopo una sola seduta, è possibile apprezzare  un miglioramento della texture cutanea e della riduzione delle macchie,  miglioramento che tenderà ad essere progressivo nel tempo, grazie alla produzione di collagene ed elastina che avverrà via via che si eseguono le sedute successive  e che continuerà a produrre i suoi effetti anche a distanza di alcuni mesi (6) dall’ultima seduta.

Quali sono le aree in cui puo essere utilizzato un laser a pico secondi in modalità frazionata per il ringiovanimento cutaneo o per la rimozione delle macchie

Il laser a pico secondi per il ringiovanimento cutaneo, può essere utilizzato in tutte  le aree che presentano macchie o  necessitano fotoringiovanimento che generalmente sono:

  • viso,
  • collo,
  • decollete,
  • mani. 

Come avviene il trattamento con il laser a pico secondi in modalità frazionata

Come avviene il trattamento con il laser a pico secondi in modalità frazionata è ben visibile nel video sottopubblicato.

Join the discussion 4 Comments

  • Bianca ha detto:

    ok, ti aspettiamo!
    Una curiosità: perchè tenevi gli occhialini?

    • Faceboost ha detto:

      Indossavo gli occhialini perchè il raggio laser potrebbe danneggiare la vista. Un abbraccio cara Bianca

  • Angela ha detto:

    Buongiorno
    intanto grazie per chiarezza delle tue spiegazioni sulla differenza dei due laser, in rete c’è ben poco,
    io 3 gg fa mi sono sottoposta a un trattamento di laser PICO nel volto, per lentigini che ho sempre avuto
    ma che col tempo (ho 56 anni) sono impazzite diventando macchie di varie dimensioni e colore in tutto tutto il volto
    ora come ora non mi guardo neanche allo specchio da come sono messa… pensa te !! per fortuna visto il periodo
    non esco di casa ma non potrei !! premetto non sono ne gonfia ne arrossata il post intervento è perfetto ma se prima
    avevo 10 -15 macchie ora ne ho 50 e tutte color marrone, il dottore mi aveva avvisato ma non pensavo così sinceramente.
    Mi ha assicurato che ora pian piano spariranno devo portare pazienza, mi ha detto che resterò sbalordita dal risultato.
    Lunedì devo tornare al lavoro e sono qui che incrocio le dite .
    Grazie ancora e magari ti informerò più avanti dei risultati

    • Faceboost ha detto:

      Ciao cara. Grazie per i complimenti. A me non è capitato però so che, a seconda di come viene eseguito il trattamento il pigmento viene portato in superficie e che questo può accadere. In bocca al lupo

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