La Lattoferrina: l’antiossidante che rafforza il sistema immunitario e previene le infezioni virali

Introduzione

Quest’estate per me è stato un disastro dal punto di vista delle infezioni batteriche. Per ben due volte, nel giro di tre mesi, ho dovuto assumere antibiotici che, come ben sappiamo, comportano una  riduzione delle difese immunitarie che è sempre opportuno mantenere alte, ma a maggior ragione  in questo periodo a causa dello spettro Covid 19.

L’assunzione di antibiotici, già solo dopo pochi giorni, così come decritto in questo articolocomporta  un cambiamento della composizione del nostro microbiota intestinale   che rappresenta proprio la centrale delle nostre difese immunitarie.

Ed è stato parlando con la dottoressa Cinzia Polo, ginecologa, (chi mi segue la  conosce benissimo partecipando ogni due settimane alla rubrica MENOPAUSA e DINTORNI che conduciamo sui social),  alla quale esprimevo la mia preoccupazione nel dover assumere così tanti antibiotici (solitamente appena inizio gli antibiotici  esplode la cistite e a seguire la candida!) che ho scoperto la lattoferrina, una sostanza a me sconosciuta e che invece i ginecologi conoscono molto bene per prescriverla solitamente alle donne in gravidanza. 

E’ stata infatti  lei che mi ha consigliato di assumerla, in associazione ai probiotici, proprio per contrastare gli effetti deleteri che gli antibiotici hanno sul microbiota intestinale.

E dopo essermela studiata un pò, ho deciso di assumerla, non solo per per  i suoi  effetti sul potenziamento del sistema immunitario, ma anche per i suoi altri  molteplici effetti positivi sull’organismo, non ultimo quello antiossidante e anti-aging,  che,  come sapete, mi stanno particolarmente a cuore.

Ma prima di spiegare cosa è la Lattoferrina ricordiamo cosa è il microbiota intestinale del quale avevo già parlato in questo articolo  e perché è così importante per la nostra salute.

Cosa è il microbiota

Il microbiota è l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino, soprattutto colon ed intestino tenue,  un tempo chiamato “flora intestinale”. Si tratta di popolazioni di batteri, ed altri microorganismi che sono presenti all’interno del nostro corpo, distribuiti in molti tessuti o organi, che convivono con noi.

Quali funzioni svolge il microbiota

Il microbiota:

  • svolge una funzione di barriera contro la proliferazione dei batteri patogeni (infezioni),
  • è coinvolto nei meccanismi di regolazione  e di modulazione del sistema immunitario,  nella produzione di vitamine (acido folico, vitamina K e del gruppo B) e di alcuni amminoacidi,
  • regola l’assorbimento di diversi minerali,
  • permette la digestione di alcuni carboidrati.

Come cambia il microbiota durante la vita

Alla nascita, il tratto digerente dei neonati è completamente sterile e viene colonizzato immediatamente, durante il parto, dai microrganismi con cui viene in contatto, provenienti dal tratto riproduttivo e fecale della madre.

Successivamente i batteri provengono:

  • dall’allattamento,
  • dall’ambiente
  • dall’alimentazione.

Nel corso dei primi anni di vita l’intestino viene colonizzato soprattutto da batteri quali Proteobacteria e Firmicutes.

Interessante che il microbiota di neonati partoriti con cesareo e/o di quelli allattati artificialmente appare profondamente diverso e impiega più tempo a stabilizzarsi.

Nei primi 4-36 mesi di vita, a seguito del contatto con i genitori, con l’ambiente esterno e con  il cibo, il microbiota si sviluppa cambiando rapidamente. Ecco perché qualsiasi intervento sulla flora batterica in questa età, assume un significato importantissimo in quanto lascerà un segno indelebile su quello che sarà il microbiota dell’adulto creando una specie di imprinting.

Da questa situazione individuale di base si avranno varie modifiche che avverranno nei diversi stadi della vita e che dipenderanno da vari fattori.

Come si modifica il microbiota nell’adulto

Il microbiota non è stabile nel corso della vita, ma subisce delle modificazioni. La sua composizione è infatti influenzata da diversi fattori:

  • localizzazione geografica,
  • nascita (parto naturale o cesareo)
  • fattori genetici, 
  • specie microbiche presenti nell’ambiente
  • dieta
  • somministrazione di pre o pro-biotici,
  • somministrazione di antibiotici, 
  • risposta immunitaria e da infezioni occasionali, 
  • patologie,
  • età.

Nel neonato è fondamentale il tipo di allattamento ed il successivo svezzamento per lo sviluppo di una flora batterica normale (solo l’1% dei nostri geni viene trasmesso dai genitori, il restante 99% viene acquisito dal microbioma presente nell’ambiente circostante in particolare al momento della nascita, durante il transito attraverso il canale del parto e successivamente con l’allattamento).

Nell’adulto ogni individuo ha  il proprio  caratteristico microbiota,  derivato dall’ambiente esterno  e dall’alimentazione  che probabilmente determina la risposta individuale alla dieta, alle terapie farmacologiche e la suscettibilità a sviluppare specifiche patologie che tende a rimanere identico nel tempo. Infatti ogni intervento esterno sulla composizione batterica porterà esclusivamente ad una modifica transitoria del microbiota, che tenderà poi a tornare alla sua composizione originale.

La dieta rimane il fattore predominante nel determinare l’equilibrio del microbiota. Un’alimentazione ricca di verdura, frutta e cereali integrali garantisce un elevato apporto di quelle fibre che  garantiscono massima ricchezza e diversità del microbiota

Il ruolo del microbiota sulla nostra salute

Il ruolo del microbiota sul nostro stato di salute generale è sempre stato ritenuto importante, ma oggi, mediante nuove e più approfondite ricerche, viene considerato uno degli elementi fondamentali del benessere dell’uomo, dal momento che sembrerebbe essere responsabile di diverse malattie e disturbi.

Infatti l’insieme dei batteri che popolano il nostro organismo non è nè inerte nè inutile, ma al contrario indispensabile per un corretto sviluppo e funzionamento delle diverse funzioni corporee. Ne  sono maggiormente influenzate quella:

  • digestiva,
  • psicologica, 
  • immunologica.

Studi recenti hanno infatti considerato un alterato equilibrio del microbiota intestinale responsabile:

  • di alcune sindromi infiammatorie intestinali,
  • del tumore del colon-retto,
  • delle malattie a base autoimmunitaria e anche alcune patologie allergiche,
  • delle malattie collegate all’alimentazione come l’obesità e il diabete di tipo 2, 
  • della celiachia.

Inoltre, il microbiota intestinale può interagire con il sistema immune, neuroendocrino e con il sistema nervoso centrale.

Quindi sembra che anche alcuni disturbi come la depressione, l’ansia, l’autismo ed anche patologie come il Parkinson possano essere associati ad una disbiosi del microbiota intestinale.

Join the discussion 6 Comments

  • Monica ha detto:

    Se non ci fossi bisognerebbe inventarti☺..sì, la conosco da poco e me ne stò interessando per mia madre (importanti complicanze batteriche da autocateterismo giornaliero) per affiancarla al d-mannosio (per quanto nel suo caso possa servire) ..gli urologi non ne hanno mai accennato, ma ho trovato vari articoli di una nota ginecologa dove se ne parla. Grazie quindi per questo articolo e per l’indicazione dell’integratore. Un abbraccio.

    • Faceboost ha detto:

      Grazie cara Monica. E’ molto efficace anche in caso di cistite. Di cui ahimè soffro tantissimo… In bocca al lupo per tua madre.

  • Bianca ha detto:

    no, bevo kefir e assumo Ashwagandha e Andrographis Paniculata per il sistema immunitario.

  • Tania ha detto:

    Molto interessante! Grazie

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