La ristrutturazione dei tessuti con l’acido polilattico (Sculptra): la mia esperienza e quella di Roberta

Quali risultati consente l'acido polilattico, con quali modalità e tecniche e in quali aree può essere utilizzato, per chi è indicato,

Quali risultati consente l’acido polilattico 

Abbiamo detto che l’acido polilattico non è un volumizzante istantaneo, ma consente un ringiovanimento progressivo e duraturo nel tempo. Il suo utilizzo permette  di ripristinare il collagene perso gradualmente con l’invecchiamento,  consentendo una ristrutturazione dei tessuti ai quali segue:

  • un ispessimento del derma e del tessuto sottocutaneo che anche al tatto diventa più “denso”, con conseguente attenuazione delle rughe ed un ripristino dei volumi del volto, 
  • un miglioramento dell’aspetto cutaneo con riduzione dei segni dell’invecchiamento.

Come deve essere utilizzato il polilattico

Gli elementi fondamentali da prendere in considerazione per un’utilizzo corretto del prodotto sono:

  • la diluizione: il prodotto  è una polvere e deve essere diluito con acqua bidistillata. La diluizione rappresenta la quantità di acqua con cui viene preparato l’acido polilattico e condiziona la densità del prodotto. Con l’acqua la polvere si sospende, ma non si scioglie. Infatti il prodotto va energicamente agitato,
  • l’idratazione: costituisce il metabolismo del PLA. Il polilattico, una volta nell’acqua comincia a disgregarsi e il suo peso molecolare si riduce, iniziando il suo metabolismo.  L’idratazione prescinde dalla quantità di acqua in  cui il prodotto viene sospeso, ma è direttamente proporzionale al tempo in cui rimane nell’acqua. Quindi l’effetto che il polilattico esercita sui tessuti condiziona la quantità di collagene che verrà stimolato. Più il polimero è idratato più il prodotto sarà soft  e meno importante  sarà la neocollagenogenesi che verrà sviluppata. Meno il polimero sarà  idratato, più il prodotto sarà aggressivo e maggiore sarà la neocollagenogenesi. 

L’acido polilattitico, a seconda delle differenti modalità di diluizione ed idratazione  può essere utilizzato per finalità differenti e su pazienti che hanno inestetismi diversi.

La scelta della preparazione dipenderà dall’inestetismo da correggere. Importantissima diventa quindi la selezione del paziente e sarà indispensabile scegliere la preparazione più indicata per quel determinato paziente

The courtesy of Riccardo Forte

Le preparazioni possibili, a seconda dell’indicazione, possono essere:

  • Bassa diluizione e bassa  idratazione: darà luogo a polimeri grandi  distribuiti in uno spazio ridotto e il prodotto avrà una spina irritativa molto intensa. Si tratta di un utilizzo dedicato ai soggetti che presentano lipodistrofie importanti, 
  • Bassa diluizione alta idratazione darà luogo  polimeri piccoli in poco spazio. Quindi il prodotto sarà molto concentrato ma l’irritazione da polilattico sarà inferiore,
  • Alta diluizione e bassa idratazione:   darà luogo a polimeri grandi in molto spazio che potrebbe portare ad un’iper correzione
  • Bassa diluizione e Alta Idratazione: darà luogo a  polimeri piccoli in molto spazio. Quindi il mio prodotto ricostituito con questa modalità e lavorerà molto bene nei soggetti che hanno una finissima rugosità e hanno volumi corretti. In questo caso lo inietterò molto superficialmente per eseguire una sorta di pavimentazione di collagene.

E’ opportuno sottolineare che nessuna di queste formulazione è errata o corretta in assoluto. Importante è eseguire una corretta diagnosi ed utilizzare la formulazione più corretta per quel determinato paziente 

Quali sono i soggetti per cui  è indicato il trattamento con Acido Polilattico

Il trattamento con acido polilattico è particolarmente indicato nei pazienti:

  • con viso magro e scarno, con  pelle estremamente sottile, dove qualsiasi altro filler non potrebbe dare buoni risultati o addirittura rischierebbe di essere visibile/palpabile,
  • con lipoatrofia lieve o moderata, 
  • restii a frequenti trattamenti.

 

Paziente ideale per il trattamento con acido polilattico con tessuto sottocutaneo poco rappresentato 

Ideale per trattare il volto maschile, essendo un prodotto che consente una ristrutturazione e un rispristino naturale e graduale dei volumi nel tempo.

 

Quali sono le zone in cui può essere iniettato l’acido polilattico

L’area d’elezione per l’uso del polilattico è il viso ed in particolare l’area della guancia fino alla zona della marionetta, rispetto alla quale è indispensabile muoversi con maggiore cautela, come ben spiegato dal dott. Forte nel video sottopubblicato.

Le aree del viso in cui il polilattico non deve essere utilizzato sono: 

  • la fronte,
  • le labbra e l’area periorale,
  • l’area perioculare.

 

 

Le aree in cui il Polilattico può essere utilizzato:

  • senza rischi, sempre se il trattamento viene eseguito in modo corretto rispettando le linee guida, sono segnate in verde,
  • con precauzione, per evitare eventi avversi e  solo se si conosce bene l’anatomia del volto,  sono segnate in blu.

 

Sul corpo, l’acido polilattico, può essere utilizzato:

  • nell’interno coscia (una fiala per gamba),
  • nell’interno braccia (una fiala per braccio),
  • nei glutei (1/2 fiale per gluteo)
  • sulle mani,
  • sul collo,
  • sopra il ginocchio.

Ricordo che sul corpo il trattamento è off-label (fuori indicazione).

Con quali tecniche deve essere iniettato l’acido polilattico

In relazione al risultato che si vuole ottenere e all’inestetismo da correggere,  non solo il polilattico deve essere preparato in modo differente, ma deve essere  iniettato con tecniche diverse. E’ infatti importante sottolineare che, nonostante  si tratti di un prodotto  difficile da standardizzare in cui gioca un ruolo fondamentale l’esperienza  del medico, è un  stato necessario creare delle linee guida che riducessero la possibilità di errore da parte dell’operatore.

Quindi si consiglia la tecnica con: 

  • ago con tecnica a bolo, per un effetto volumizzante profondo. In questo caso  il prodotto deve essere depositato sul periosteo  o nel tessuto sottocutaneo profondo e si raccomanda un’idratazione di 6/12 ore, con una diluizione di 5ml di acqua fisiologica. Questa modalità di utilizzo è indicata per pazienti HIV positivi in terapia anti virale affetti da  lipodistrofie severe. Si tratta di un’indicazione molto precisa che se eseguita su pazienti che non rientrano nella categoria suddetta può provocare danni con noduli  conseguenti.

The courtesy of Riccardo Forte

  • ago o cannula per un effetto ristrutturante medio profondo. Il prodotto deve essere depositato nel  tessuto sottocutaneo medio profondo ossia nel grasso (sede ideale per il polilattico). Si raccomanda un’idratazione di 12/24 ore e una diluizione con  6/8 ml di acqua fisiologica. Questa modalità di iniezione,  visibile nel video sottopubblicato in cui il trattamento è stato eseguito sul viso, è più superficiale rispetto alla precedente e  deve essere eseguita nei pazienti che presentano lipodistrofie meno importanti. 

The courtesy of Riccardo Forte

  • cannula per un effetto di bioristrutturazione  superficiale. Il prodotto deve essere depositato nel tessuto sottocutaneo superficiale. Si raccomanda un’idratazione di 24/48 ore e una diluizione con 10ml di acqua biodistillata. Questa modalità di iniezione, osservabile nel video sottopubblicato, in cui il prodotto viene iniettato nella braccia, è indicata nei pazienti che presentano una microrugosità diffusa,  ma non necessitano di volumizzazione. 

The courtesy of Riccardo Forte

In tutte le preparazioni si consiglia l’utilizzo di lidocaina dal momento che l’acqua bidistillata tende a bruciare. 

Importantissimo il massaggio energico  che l’operatore deve eseguire almeno per 5 minuti alla fine del trattamento che permette la diffusione uniforme del prodotto.  

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