Il ringiovanimento non chirurgico del volto con gli energy based device : video live con il dott. Matteo Tretti Clementoni

Qualche settimana fa alle dirette quotidiane sui social è nuovamente intervenuto il dottor Matteo Tretti Clementoni, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, uno dei  massimi esperti a livello internazionale in tecnologie laser che  conoscete già per averlo intervistato più volte sul blog e per aver eseguito presso di lui, in circa 10 anni di conoscenza,  parecchi trattamenti, alcuni dei quali oggetto di articoli e video pubblicati qui su Faceboost.  Ho iniziato con  quelli per eliminare le macchie,  (vedi art. IL TRATTAMENTO DI LUCE PULSATA AD ALTA INTENSITA (IPL): DIMOSTRAZIONE PRATICA DEL DOTTOR MATTEO TRETTI CLEMENTONI), problematica di cui abbiamo parlato nella diretta di qualche settimana fa (art. I trattamenti laser per migliorare le iperpigmentazioni e le cicatrici da acne: video live con il dott. Matteo Tretti Clementoni ) ed ho continuato con  i trattamenti  laser per il  ringiovanimento del volto con  i quali ho ottenuto ottimi risultati. Ed è proprio di ringiovanimento non chirurgico del volto, eseguito attraverso gli energy based device che abbiamo deciso di parlare con il dottor Tretti. 

Vediamo cosa ci ha raccontato nel video che segue.

Riassumo cosa ci ha raccontato in questa nostra chiacchierata in cui le domande sono state tantissime.

L’invecchiamento è caratterizzato da vari fattori che interessano più strati del nostro viso, i quali subiscono modificazioni con il passare degli anni. Su quale strato agiscono i trattamenti  con gli energy based device finalizzati al ringiovanimento facciale?

Gli strati del nostro viso interessati dall’invecchiamento sono:

  • la pelle,
  • il compartimento adiposo superficiale,
  • i tessuti molli ossia lo SMAS (Sistema muscolo-aponeurotico) che include i muscoli facciali,
  • il compartimento adiposo profondo,
  • l’osso.

Ebbene ognuno di questi strati subisce delle modificazioni col passare degli anni. 

E sappiamo quindi che per ringiovanire un viso è indispensabile agire su più strati ovviamente con trattamenti differenti.

Con gli energy based device è possibile agire:

  • sulla forma e posizione dei tessuti se pur con risultati differenti rispetto a quelli conseguibili con un lifting chirurgico,
  • sulla superficie della  pelle (epitelio, derma, ipoderma).

Con gli energy based device non è possibile modificare:

  • lo scheletro, 
  • i volumi.

Quindi è importante sottolineare che:

  • un lifting chirurgico  consentirà il ripristino della  forma di un viso attraverso il riposizionamento dei tessuti, ma NON potrà mai migliorare  una cute che, se fotoinvecchiata, rimarrà tale,
  • una procedura laser consentirà il ripristino della superficie della pelle.

Possiamo quindi indicare la chirurgia e le  tecnologie laser sono  procedure complementari che, nel caso di pazienti che presentano sia invecchiamento della cute che scivolamento dei tessuti, dovrebbero essere utilizzate entrambe,  in successione e sulla base delle esigenze e dei risultati che il paziente desidera ottenere.

In alcune zone del volto e in alcuni casi,  l’utilizzo degli energy based device,   può consentire risultati analoghi alla chirurgia come ad esempio:

  • la palpebra  inferiore, se non vi è borsa adiposa, ma sia presente una moderata  lassità cutanea,
  • la zona del codice e barre in cui la chirurgia non ha nessuna efficacia.

Quali sono i trattamenti eseguibili con gli energy based device che consentono un ringiovanimento del volto?

Classificherò  i trattamenti  che personalmente eseguo per il ringiovanimento facciale con gli energy based device in base alla loro profondità di azione.

In questa mia personale classificazione compaiono:

  • gli ultrasuoni microfocalizzati (HIFU), in grado di modificare la posizione dei tessuti e quindi in grado di eseguire un lifting non chirurgico, terminologia che non amo. Si tratta di una tecnologia già conosciuta da molti anni ed è quella che viene utilizzata per le ecografie. Nelle ecografie gli ultrasuoni “corrono” in modo parallelo. Negli strumenti utilizzati per il ringiovanimento invece gli ultrasuoni  sono focalizzati e convogliati in un unico punto e quindi in grado di concentrarsi a diverse profondità, (1,5 mm, 3 mm e 4,5 mm),  decise dall’operatore. Attraversano la pelle lasciandola intatta ed integra in superficie e agiscono solo in profondità. A tali  profondità è possibile raggiungere:
  • tutti gli innumerevoli strumenti in grado di  migliorare  la superficie della pelle eliminando o migliorando gli inestetismi più diffusi che compaiono con l’invecchiamento:

Quindi, avendo tre obbiettivi differenti, localizzati su piani diversi, molteplici saranno le metodiche da utilizzare che  potranno essere utilizzate.

Quali sono i trattamenti che possono essere eseguiti per ridurre o migliorare l’aspetto delle  rughe ?

Faccio una premessa: la stragrande maggioranza delle metodiche, finalizzate al ringiovanimento dei tessuti, hanno come obbiettivo lo stimolo alla produzione di collagene  che si realizza producendo un  danno termico controllato  che possiamo realizzare:

  • in modo diretto mediante l’utilizzo di un laser CO2 che nell’impattare la cute genera calore. Uno strumento di questo tipo, colpendo lo strato più profondo del derma e stimolando una massiccia produzione di collagene oltre che la contrazione del derma,  sarà in grado di migliorare l’aspetto delle le rughe profonde e eliminare le macchie, pur non essendo un laser pigmento specifico (vedi art. )
  • in modo indiretto ad esempio mediante il fotoringiovanimento (vedi art:IL TRATTAMENTO DI LUCE PULSATA AD ALTA INTENSITA (IPL): DIMOSTRAZIONE PRATICA DEL DOTTOR MATTEO TRETTI CLEMENTONI ). In questo caso, pur essendo l’obbiettivo la macchia e/o il capillare, il calore liberato durante il trattamento  si diffonderà anche  nei tessuti circostanti a questi obbiettivi, determinando  una minima produzione di collagene che  comporterà anche il miglioramento della rugosità più superficiale.

Negli ultimi anni si è pensato, per ottenere migliori risultati,  di combinare,  queste due metodiche.

Quali sono le procedure laser che non producono calore?

Ultimamente sono stati messi a punto delle strumentazioni attraverso i quali è possibile eseguire trattamenti che  per indurre la produzione di collagene, non producono calore.

Laser a pico secondi frazionato che non libera calore ma crea delle rotture (buchi ) nello spessore della pelle senza colpire la superficie.  Questo danno meccanico che il nostro corpo cerca di riparare,  induce il rimodellamento del collagene e può quindi essere utile per trattare i pazienti con la pelle scura in cui la produzione di calore e l’infiammazione può dare origine a iperpigmentazioni post infiammatorie:

Enerjet 2.0  un dispositivo medico innovativo mediante il quale è possibile veicolare nello spessore cutaneo senza aghi,  ma solo  mediante una potente flusso di energia cineticaacido ialuronico o altri principi attivi. 

Che differenza c’è tra un laser frazionato ablativo e laser frazionato non ablativo e quando è indicato?

Il laser frazionato ablativo e il laser frazionato non ablativo hanno due indicazioni diverse e soprattutto consentono risultati differenti:

  • un laser frazionato ablativo a CO2  o un laser frazionato erbium yag hanno:
    • il vantaggio di consentire risultati migliori rispetto a quelli di un laser frazionato non ablativo raggiungibili con un’unica seduta ma
    • lo svantaggio di  un post trattamento prolungato, con croste della durata  di circa 5 giorni ,
  • un laser frazionato non ablativo
    • non comporta  il  ritiro dalla vita sociale,
    • deve essere ripetuto più volte e non consente gli stessi risultati di un laser frazionato ablativo.

Che differenza c’è tra un laser CO2 frazionato ultrapulsato e un laser frazionato CO2? 

Il laser CO2 ultrapulsato e laser CO2 non ultrapulsato hanno caratteristiche differenti e consentono il raggiungimento di risultati differenti, come dimostrano anche gli sudi scientifici  pubblicati

Nel laser CO2 ultrapulsato la velocità di asportazione dei tessuti è maggiore della velocità di diffusione del calore.

Nel laser CO2 NON ultrapulsato, al contrario,  la velocità di diffusione del calore è maggiore della velocità di asportazione dei tessuti.

A parità di dimensione dello spot e a parità di energia  emessa, con il laser ultrapulsato è possibile arrivare  più in profondità generando un danno termico CONTROLLATO e mantenendo un elevatissimo profilo di sicurezza. L’utilizzo di un laser di questo tipo  consentirà di ottenere ottimi risultati anche in una cute gravemente fotoinvecchiata  con un rischio di complicanze bassissimo.

Con il laser a CO2 non ultrapulsato invece non è possibile  controllare il  danno termico, a volte imponente, il quale, soprattutto in un fototipo scuro,  potrebbe comportare un elevato rischio di iperpigmentazione post infiammatorie.

Quindi il laser CO2 frazionato ultrapulsato è:

  • più efficace,
  • più sicuro.

E’ possibile eseguire il laser CO2 solo nella zona delle palpebre inferiori?

Il laser CO2 può essere eseguito anche solo ed esclusivamente  nella zona delle palpebra inferiore, evitando il resto del volto avendo l’accortezza di “sfumarlo” verso la tempia fino all’attaccatura dei capelli per evitare differenze tra cute trattata e cute non trattata.

Quali sono i casi in cui è indicato utilizzare il laser CO2 nella palpebra inferiore?

Il laser CO2 è indicato in presenza di lassità cutanea. Per capire se esiste l’indicazione al laser è possibile eseguire due test, snap e distraction, (mostrati dal dott. Tretti nel video) per capire se la situazione dei tessuti e legamenti delle palpebre è tale da consentire il trattamento  senza rischi.

L’unico effetto collaterale  rilevante, conseguente ad un trattamento di questo tipo è il gonfiore che permane, a volte a lungo.

Cosa è possibile fare nel caso si manifestassero iperpigmentazioni post infiammatorie?

Nell’80% dei casi le iperpigmentazioni postinfiammatorie recidivano da sole. E’ possibile comunque trattarle con la formula di “Kligman-Willis modificata” (vedi art: La prima regola: curare la pelle)

Quali sono le zone in cui è possibile eseguire il laser CO2 ultrapulsato?

Il laser CO2 ultrapulsato rappresenta il gold standard per trattare

  • l’invecchiamento cutaneo (rughe e macchie)
  • le cicatrici.

Personalmente eseguo il Laser CO2 ultrapulsato su:

  • tutto il viso fino a poco sotto la linea della mandibola,
  • palpebre inferiori  laddove vi sia presenza di lassità cutanea, ma non borsa adiposa,

Con il laser CO2 ultrapulsato NON tratto:

  • collo e decollette, 
  • dorso delle mani,
  • palpebra superiore perchè ritengo che la chirurgia sia più efficace con tempi di recupero  più rapidi.

Quali sono le precauzioni da osservare prima  di eseguire un laser CO2 ultrapulsato?

Per eseguire un laser  CO2 ultrapulsato il paziente:

  • non deve essere abbronzato,
  • non deve essersi esposto ai raggi solari o a lampade solari  per almeno 30 giorni prima del trattamento,
  • deve assumere una terapia antibiotica, antivirale e antimicotica dal giorno prima dell’intervento.

Nel caso di paziente di fototipo scuro si raccomanda l’applicazione di una lozione schiarente per  4 settimane prima del trattamento.

Quali sono le precauzioni da osservare dopo avere  eseguito un laser CO2 ultrapulsato?

Dopo avere eseguito un laser CO2 Frazionato ultrapulsato è indispensabile:

  • applicare ripetutamente sul volto per i primi 5-6 giorni un unguento al fine di evitare il distacco  traumatico delle  crosticine,
  • evitare di recarsi, per i  2-3 mesi successivi all’intervento, in luoghi dove esiste un forte irraggiamento solare,
  • applicare  ripetutamente per i 2/3 mesi successivi all’intervento, una protezione solare con SPF 50+.

Quale metodica usa  per ridurre  il codice a barre?

Per migliorare questa zona eseguo un trattamento combinato

Effettuo  in prima battuta un impianto di acido ialuronico stabilizzato che non volumizza, ma stimola la produzione di collagene.

A distanza di 30/40 giorni eseguo un laser CO2 aggressivo.

Quale metodica considera più efficace per il photoaging?

Per il photoaging la metodica più efficace  è il trattamento IPL (vedi art: IL TRATTAMENTO DI LUCE PULSATA AD ALTA INTENSITA(IPL): DIMOSTRAZIONE PRATICA DEL DOTTOR MATTEO TRETTI CLEMENTONI)

Nel caso di problematiche più importanti posso decidere di aggiungere all’IPL:

  • nella stessa seduta una radiofrequenza ad aghi che consente  un’ulteriore stimolazione del collagene,
  • un frazionato non ablativo.

Nei casi ancora più gravi eseguo, una volta terminato un ciclo con IPL, un laser a CO2.

Nel caso di paziente con melasma quali trattamenti e possibile utilizzare per il ringiovanimento?

Purtroppo in questi pazienti la genesi del calore comporta peggioramento del melasma .

Quindi utilizzo:

  • Enerjet 2.0 nel caso di paziente con melasma che desidera ridurre lassità cutanea e rughe sottili,
  • laser frazionato a pico secondi dopo aver ridotto il melasma con l’applicazione della lozione depigmentante “Kligman-Willis modificata”.

Le domande sono state davvero moltissime e l’interesse nei confronti di tali metodiche è sempre considerevole.

Mi sento di sottolineare un suggerimento che, tra le righe, ha dato  il dott. Tretti durante la diretta. Quando si approcciano trattamenti di questo tipo, eseguiti mediante l’utilizzo di un macchinario, si potrebbe essere portati a pensare che, la mano del medico sia ininfluente. Niente di più sbagliato. Il medico che utilizza uno strumento deve:

  • essere molto preparato,
  • studiare la pelle del paziente e l’inestetismo da trattare,
  • conoscere alla perfezione lo strumento di cui dispone in modo tale da ottenere il miglior risultato possibile,
  • utilizzare macchinari all’avanguardia e affidabili .

Quindi grande attenzione nella scelta del medico che, come sempre, deve avere grande esperienza e capacità, ma anche utilizzare macchinari adeguati , efficaci e sicuri. 

Quindi attenzione, grande attenzione

 

 

 

Leave a Reply