Cosa è e a cosa serve la Carbossiterapia: video live con la dottoressa Varesi

Giorni fa, alle dirette quotidiane sui social, abbiamo parlato di Carbossiterapia, una terapia che eseguo con regolarità e alla quale ho dedicato uno dei miei primi articoli.

Da circa un paio di anni per effettuare il trattamento, mi sono rivolta alla dottoressa Cristina Varesi una vera specialista in questa metodica che esegue dal 2007. Ed è lei che quindi ho deciso di invitare per rispondere alle nostre domande e chiarire alcuni dubbie e perplessità.

Ecco che cosa ci ha raccontato.

Cosa è la Carbossiterapia?

La Carbossiterapia è un trattamento medico che consiste nell’iniettare anidride carbonica (CO2) sotto forma gassosa nel derma o nel tessuto sottocutaneo, a scopo terapeutico.

Come avviene il trattamento?

L’anidride carbonica viene somministrata tramite un ago corto e sottile collegato ad un tubicino che a sua volta è collegato ad un macchinario che eroga anidride carbonica medicale. L’erogazione del gas avviene in modo controllato, programmabile in funzione della problematica che si desidera migliorare e alla resistenza incontrata nei tessuti del paziente.
Si effettuano varie iniezioni, in modo tale da coprire l’area interessata dall’inestetismo che si vuole correggere. Durante il trattamento si produce un  leggero “rigonfiamento” della cute al passaggio del gas, a cui segue una leggera sensazione di calore.

L’anidride carbonica è tossica?

L’anidride carbonica non è tossica. Anzi è molto ben tollerata dall’organismo abituato ad introdurre ossigeno e  ad espellere anidride carbonica.

 

E’ un trattamento doloroso?

Le prime terapie erano dolorose.  Fermo restando che il livello di tollerabilità al dolore è differente da soggetto a soggetto, devo sottolineare che le nuove strumentazioni dotate di un sistema cosiddetto NO PAIN   hanno ridotto di circa il 70% la dolorabilità, poichè l’anidiride fuoriesce:

  • ad una temperatura costante  (viene scaldata all’interno di un serbatoio),
  • con un sistema lamellare continuo che si adatta alle resistenze del nostro tessuto.

Ovviamente poi il trattamento andrà  strutturato  sulla singola paziente. Nella mia esperienza ho potuto constatare che la dolorabilità aumenta se:

  • le pazienti eseguono il trattamento  alla sera piuttosto che nelle prime ore del mattino,
  • durante la stagione invernale quando le temperature sono basse. Infatti quando è molto freddo io consiglio sempre alle pazienti di scaldarsi prima di iniziare la seduta.

Superata la prima fase della seduta, la somministrazione avviene senza grandi disagi.

A cosa serve la Carbossiterapia?

In particolare la carbossiterapia è  utile per migliorare le problematiche  caratterizzate da una sofferenza della microcircolazione o che traggono benefici da una migliore ossigenazione dei tessuti. Per il suo meccanismo di azione la carbossiterapia è quindi efficace nel trattamento:

  • dei disturbi del microcircolo e insufficienza venosa (una condizione caratterizzata da insufficiente ritorno venoso al cuore),
  • della cellulite e delle adiposità localizzate (effetto lipolitico e lipoclasico),
  • della lassità cutanea e invecchiamento cutaneo in generale. Studi istologici hanno dimostrato come l’utilizzo della carbossiterapia determini un aumento delle fibre collagene e dello spessore del derma,
  • delle smagliature,
  • delle patologie dolorose e infiammatorie ,
  • dell’alopecia cicatriziale.

Si è rivelata inoltre utile:

  • in dermatologia per trattare la psoriasi,
  • per accelerare la riduzione degli edemi post chirurgici.

Inoltre l’utilizzo della carbossiterapia migliorando l’ossigenazione della cute, consente un miglioramento della texture e della luminosità cutanea.

In quali zone puo essere utilizzata la carbossiterapia?

La carbossiterapia può essere utilizzata su qualunque distretto del corpo:

  • viso, collo, decolette,
  • cuoio capelluto,
  • mani,
  • addome, coscie, braccia.

Molto utile nella zona perioculare soprattutto per migliorare il microcircolo a cui conseguirà

  • una riduzione di eventuali gonfiori,
  • un miglioramento dell’ossigenazione e del colorito della  cute.

Efficacia della carbossiterapia: importanza dell’inclinazione dell’ago e della scelta tra alti flussi o bassi flussi

L’efficacia della carbossiterapia dipende dalla modalità con cui viene eseguito il trattamento.  Innanzitutto è importante eseguire una diagnosi e capire quali sono le problematiche da trattare e i  risultati si vogliono ottenere.

Se vogliamo trattare l’invecchiamento cutaneo,  lassità cutanea, fibrosi o smagliature:

  • l’ago deve essere inserito a 30 gradi, 
  • la CO2 deve essere somministrata adottando un flusso alto (dai 50 cc ai 150cc ogni 15 secondi) .  Si eseguono più inoculi anche se non moltissimi.

Per trattare le problematiche circolatorie è importante:

  • effettuare la somministrazione  con bassi flussi (20cc ogni 15 secondi),
  • che l’ago sia inclinato di 45 gradi.

Per trattare le adiposità localizzate è importante utilizzare importanti volumi di CO2.

Quante sedute sono necessarie?

Solitamente consiglio un protocollo che prevede  10 sedute con cadenza settimanale. Al termine delle quali si prosegue con sei sedute da eseguire ogni 15 giorni, dopodichè suggerisco una seduta al mese di mantenimento.

Non vedo l’ora che quest’emergenza Coronavirus sia terminata per poter riprendere le mie sedute con regolarità.

Forza Bellezze!!!

Dai che siamo quasi alla fine.

CE LA FAREMO!

 

Join the discussion 4 Comments

  • claudia ha detto:

    ho sperimentato anche la Carbossiterapia circa due anni fa, parecchi trattamenti, che alternavo con un altro manipolo “innovativo” in uno studio medico ma invano, spesi tanti soldi e risultati zero , la cellulite sempre lì e sempre peggio. molto avvilimento

    • Faceboost ha detto:

      Cara Claudia. La cellulite è difficile da migliorare . Domani pubblico la chiacchierata su questo argomento con Mimmo Amuso che studia la cellulite da circa 20 anni .

  • claudia ha detto:

    grazie, la ascolterò

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