Botox: nuovo impiego nelle cicatrici post chirurgiche

La tossina botulinica, un farmaco sicuro ed efficace, già applicato in innumerevoli campi e per moltissime  patologie (40 circa),  viene di continuo sperimentato da parte della comunità scientifica con lo scopo di poterne ampliare il suo utilizzo ed impiegarlo in un numero crescente di ambiti e problematiche (vedi art: Botulino: nuove frontiere di applicazione )

Già nell’articolo Botox off-label: efficacia e rischi  avevo indicato uno studio in cui si era sperimentato con successo l’utilizzo di tossina botulinica  in combinazione con steroidi, nel trattamento delle  cicatrici ipertrofiche.

E sempre a proposito di cicatrici, qualche giorno fa, su una rivista americana, era riportato uno studio pubblicato ad Agosto 2018,  sull’American Journal of Cosmetic Surgery, “Effects of Botulinum Toxin A Observed During Early Scar Formation Following Rhytidectomy: Controlled, Double-Blinded Pilot Study” (https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/0748806818794528?journalCode=acsa) condotto da Alexandra Chambers, MD, P.h.D,  medical director, MAP Hospital, London, UK, in cui si faceva riferimento all’impiego di tossina botulinica finalizzato a minimizzare le cicatrici chirurgiche derivanti da procedure di face lifting.

Attraverso  tale  studio, randomizzato in doppio cieco, si è potuto verificare che, iniettando  tossina botulinica di tipo A immediatamente dopo  l’intervento di lifting facciale, le cicatrici conseguenti subivano notevoli miglioramenti, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Tale studio segue altri due, giunti a risultati analoghi:

Ma lo studio condotto dalla dottoressa Chambers va oltre, in quanto indica non solo che la  tossina botulinica utilizzata  subito dopo l’intervento produce benefici estetici sia quantitativi che qualitativi,  ma  fornisce anche  indicazioni sulle dosi ottimali da utilizzare.

Una delle complicazioni che possono, infatti, derivare da un intervento di face lifting come da qualunque altro tipo di intervento di chirurgia estetica, è un esito cicatriziale insoddisfacente che di fatto vanifica il risultato dell’intervento stesso.

I chirurghi quindi sono molto attenti a questo aspetto e cercano  di ridurre al minimo la visibilità delle cicatrici  in vari modi:

  • selezionando accuratamente i siti di incisione e i materiali di sutura,
  • concentrandosi  sulla tecnica chirurgica,
  • usando particolari spray  durante l’intervento chirurgico,
  • utilizzando bende di compressione, unguenti antibiotici e gel di silicone sulla ferita dopo l’intervento.

Nonostante tutte queste precauzioni, i chirurghi plastici si sono resi conto che la tensione a cui sono sottoposte le  cicatrici, le quali tendono ad allargarsi a causa dei movimenti dei muscoli sottostanti,  può  avere un impatto negativo sulla  guarigione delle cicatrici stesse.

L’utilizzo di Neurotossina botulinica di tipo A, rilassando  i muscoli, può  avere come risultato quello di condurre ad un miglioramento dell’esito cicatriziale.

L’autrice  ha riscontrato inoltre che potrebbero esserci anche benefici a livello cellulare,  determinati dall’uso della neurotossina botulinica di tipo A .

 Come è stato condotto lo studio

Lo studio randomizzato,  in doppio cieco, comprendeva 15 donne, di età compresa tra i 47 ei 65 anni, che avevano appena subito procedure di lifting facciale con incisioni periauricolari.

I pazienti sono stati divisi in tre gruppi di cinque donne, ciascuno dei quali  ha ricevuto, entro 5 giorni dall’intervento:

  • 5 unità (U) della neurotossina,
  • 15 U,
  • 25 U.

Ogni paziente è stato trattato iniettando:

  • tossina botulinica  attorno ad un orecchio in tre punti, mentre
  • un placebo a base di soluzione fisiologica batteriostatica, attorno all’altro orecchio.

A sei settimane dall’intervento, la Dottoressa Chambers, ha osservato una riduzione:

  • dell’infiammazione nelle ferite trattate con la neurotossina,
  • della larghezza della cicatrice pari ad 1,1 mm  sul lato  in cui era stata iniettata la tossina rispetto a 2,2 mm sul lato placebo.

Nel complesso,  i migliori risultati sono stati riscontrati  nel gruppo in cui erano state iniettate 15 U di tossina.

L’autrice dello studio spiega  che:

  • la riduzione dell’infiammazione delle cicatrici potrebbe dipendere dal ruolo che la multipotenza della Neurotossina botulinica di tipo A, ha su varie cellule e l’effetto che quindi può esercitare negli stadi vascolari, infiammatori e proliferativi della guarigione di una ferita,
  • nelle fasi iniziali di maturazione della cicatrice è possibile che la neurotossina botulinica di tipo A svolga un ruolo nel riorientare le fibre di collagene di tipo 1. Da ciò consegue una probabile spiegazione per il suo uso efficace nel migliorare:
    • le cicatrici da lifting, laddove  si intervenga precocemente,
    • le  cicatrici consolidate (come riportato da altri autori).

Nonostante i risultati promettenti di questo studio e di quelli precedenti, l’autrice conclude  che la ricerca è stata condotta su un campione troppo ristretto di pazienti  per affermare con assoluta certezza che l’utilizzo precoce della  neurotossina botulinica di tipo A migliori la qualità delle cicatrici chirurgiche post face lifting.

Per il futuro si prevede di poter realizzare uno studio su un campione di pazienti più ampio, in cui vengono inoltre prese in considerazione:

  • modifiche del protocollo di iniezione come ad esempio  l’aumento del numero di punti di iniezione mediante i quali si potrebbe ottenere una riduzione ancora più uniforme della larghezza della cicatrice,
  • il momento ottimale per l’applicazione della neurotossina. 

Attendiamo nuovi sviluppi di queste ricerche interessanti in particolare  per tutti coloro che a volte temono e rinunciano a sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica proprio per il timore dell’esito a volte imprevisto, indipendentemente dalla loro gestione,  delle cicatrici conseguenti.

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