La caduta dei capelli. Si fa presto a dire PRP…….

Piu volte in questo blog ho parlato di PRP come trattamento biostimolante da effettuare sul viso, collo, mani e decollete (vedi art. La biostimolazione con PRP (Platelet Rich Plasma)).

Il trattamento  con PRP è inoltre molto diffuso e spesso consigliato per combattere la caduta dei capelli.

Nonostante ciò, a proposito dell’utilizzo delle PRP finalizzate a ridurre la caduta dei capelli,  in molti mi scrivete raccontandomi di vostre  esperienze negative e sottolineandone l’assoluta inefficacia.

Io rispondo sempre che dipende tutto da come la metodica viene effettuata. Purtroppo la maggior parte di questi trattamenti sono operatore dipendente e la loro efficacia dipende, oltre che dalla risposta individuale del singolo, anche e soprattutto da come il trattamento viene eseguito.

Viviamo in un mondo in cui tanti medici diventano “tuttologi” e azzardano trattamenti, solo per sentito dire, che se  non eseguiti con le dovute modalità, pur presentando delle straordinarie potenzialità sulla carta, diventano assolutamente inefficaci lasciando il paziente insoddisfatto oltre che con il portafoglio svuotato. In questo ambito dovrebbe davvero valere la formula “soddisfatti o rimborsati”. Se tu medico mi garantisci un risultato, io ti pago a fronte di un risultato concreto e documentato.

Ma ritornando a bomba all’argomento  iniziale, voglio sottolineare cosa sostiene la professoressa Antonella Tosti  (www.antonellatosti.it ), dermatologa di fama internazionale  e massima esperta al mondo in unghie e capelli  a proposito della PRP.

“La PRP è efficace come trattamento adiuvante:

  • nell’alopecia androgenetica,
  • nel telogen effluvium,
  • nell’alopecia areata in chiazze.

NON  è efficace :

  • nell’alopecia totale,
  • nell’alopecia universale.

Comunque non tutti i trattamenti PRP sono uguali, come da me sottolineato in una recente pubblicazione scientifica internazionale.

Le più importanti differenze riguardano:

  • il volume di sangue,
  • il sistema di centrifugazione utilizzato,
  • la concentrazione di piastrine per cc di PRP,
  • il tipo di attivazione.

Ci sono medici che non utilizzano l’attivatore, per ridurre il dolore, somministrando così un trattamento inutile.

Purtroppo la PRP è utile solo se dolorosa!

E’ importante anche che sia standardizzata

  • la quantità di PRP per iniezione,
  • la profondità d’iniezione,
  • la distanza fra siti iniettati.

Ancora non si sa con esattezza quali siano gli intervalli ideali di somministrazione della PRP, sia nella fase di attacco sia nella fase di mantenimento.

E’ importante chiarire che la PRP non è utile in mono terapia, ma va utilizzata in associazione ad altri trattamenti medici.

Ultima novità dagli Stati Uniti: PRP associata con microneedling. Il microneedling potenzia l’efficacia delle PRP perché i mediatori biologici che intervengono nel processo di guarigione delle ferite sono identici a quelli che stimolano le cellule staminali del capello a iniziare un nuovo ciclo. I risultati sono molto interessanti e il trattamento è effettuato in anestesia locale.”

Studio scientifico pubblicato

Nusbaum AG, Tosti A. Commentary on a Randomized Placebo-Controlled, Double-Blind, Half-Head Study to Assess the Efficacy of Platelet-Rich Plasma on the Treatment of Androgenetic Alopecia. Dermatol Surg. 2016 Apr;42(4):498-9.

Ecco perchè quando mi scrivete che avete provato le PRP per la perdita di capelli e che non avete riscontrato benefici replico  che dipende da come è stato eseguito il trattamento e che si fa presto a dire PRP.

E proprio per l’interesse mostrato da voi lettori sui vari trattamenti più efficaci ed innovativi  riguardanti la perdita dei capelli a breve intervisterò la professoressa Antonella Tosti per darvi informazioni quanto  più aggiornate possibile.

 

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