Il ringiovanimento del viso con filler a base di acido ialuronico e botox. Nuove logiche iniettive (seconda parte)

Introduzione

Nell’articolo Il ringiovanimento del viso con filler a base di acido ialuronico. Nuove logiche iniettive (prima parte) abbiamo visto i risultati che sono riuscita ad ottenere  con un trattamento effettuato in zona preauricolare e nella zona delle tempie con filler a base di acido ialuronico  aventi caratteristiche differenti e utilizzati con nuove logiche iniettive .  Alla fine dell’articolo vi avevo già anticipato che avrei scritto un secondo post per raccontarvi la seconda parte del trattamento, eseguito sempre dal dott. Salti (www.giovannisalti.com ) specialista in Medicina e Chirurgia  Plastica ed Estetica, effettuato essenzialmente per cercare di ridurre una leggera asimmetria del volto.

Nella seconda parte del trattamento è stata trattata la zona zigomatica e nuovamente la zona temporale solo della parte destra del viso . Inoltre si è cercato di armonizzare il volto con la tossina botulinica.

Prima però di raccontarvi questa mia seconda esperienza  vorrei ricordare  cosa si intende per “nuove logiche iniettive” .

Ricordo che anche in questo caso, per scrivere  quanto segue,  mi sono avvalsa, in parte, di un articolo scritto dal dott. Salti insieme al prof. Raffaele Rauso, Facial Rejuvenation with Fillers: The Dual Plane Technique pubblicato su Journal Cutaneous Aesthetic Surgery  nel 2015 (Jul-Se), oltre di quanto appreso durante un  intervento  del  dott Salti “Lifting dei legamenti del terzo superiori e perioculari”  effettuato a Milano al congresso Agorà di Ottobre. 

Come sono cambiati i trattamenti con i filler negli ultimi anni

Gli strumenti non chirurgici più utilizzati  per la correzione dei volumi sono i filler, soprattutto quelli a base di acido ialuronico, mediante i quali è possibile “riempire” (dall’inglese to fill) e ripristinare i volumi perduti.

L’approccio ai trattamenti con filler a base di acido jaluronico ha subito un progressivo cambiamento negli ultimi anni dovuto essenzialmente:

  • all’introduzione sul mercato di filler di nuova generazione con differenti caratteristiche e altamente “specializzati” che hanno reso possibile trattare tutte le zone del volto rispettando l’espressività e  la fisionomia di ogni singolo paziente,
  • al differente loro utilizzo: infatti mentre in passato i filler  sono stati essenzialmente utilizzati per trattamenti superficiali, con approccio più basato sul miglioramento della pelle ed intervenendo  sulla singola ruga, oggi si è invece passati alla progettazione di una pianificazione tridimensionale e volumetrica di tutto il viso nelle sue diverse unità estetiche.

Inoltre, mentre in passato la medicina estetica si è concentrata essenzialmente sul ripristino dei volumi della porzione centrale del viso, oggi  sta  prendendo in considerazione anche la parte laterale in modo da ottenere, sempre mediante filler, effetti di trazione e  di lifting, un tempo ad esclusivo appannaggio della chirurgia plastica.

Di fatto oggi ci si basa su una strategia di utilizzo dei filler più moderno basata su tecniche non chirurgiche, ma attuata con logiche chirurgiche, la quale consente di ottenere risultati più naturali e duraturi.

Quindi sarà compito del medico:

  • effettuare la corretta valutazione clinica del paziente  in statica e dinamica,
  • la possibilità di individuare i singoli punti d’infiltrazione a cui possano corrispondere delle precise predittività di risultato e di correzione volumetrico-tridimensionale,
  • la scelta e l’utilizzo del filler più indicato per una determinata zona e per una determinata correzione,
  • la profondità ideale a cui iniettare quel determinato prodotto al fine di ottenere il miglior risultato possibile.

Le caratteristiche dei nuovi filler

Le caratteristiche di un filler sono valutate sulla base:

  • del G prime ossia la sua robustezza,
  • della calibrazione, ossia la dimensione delle particelle che formano l’acido ialuronico.

Per quanto concerne la robustezza dello ialuronico  alcuni studi studi scientifici tra cui   Cohesivity of Hyaluronic Acid FillersDevelopment and Clinical Implications of a Novel Assay, Pilot Validation with a Five-Point Grading Scale, and Evaluation of Six U.S. Food and Drug Administration-Approved Fillers.Sundaram H, et al., Plast Reconstr Surg. 2015 Oct

hanno indicato lo ialuronico  ottenuto con tecnologia NASHA come quello avente la massima robustezza e che consente di 

  • ottenere un’ottima proiezione,
  • avere una ridotta espansione.

Il gel NASHA inoltre,  a differenza di altri filler, ha la caratteristica di:

  • poter essere adeguatamente e correttamente modellato mediante compressione,
  • rimanere nella sede di iniezione.

In genere i filler NASHA vengono utilizzati laddove si voglia ottenere un effetto lifting preciso e pronunciato.

I gel con alto G prime, infatti,  hanno un effetto lifting più importante. 

Sono più indicati per essere utilizzati con la tecnica  “a bolo” dove agiscono come “pilastri” per sollevare e sostenere i tessuti. La volumizzazione si ottiene infatti  quasi esclusivamente  iniettando in profondità ed in particolare nello strato osseo, dove il trauma, dovuto al contatto con l’ago e la deposizione del gel sul periostio, sono in grado di attivare le cellule staminali periosteali, con nuova formazione di tessuto ed un effetto di riempimento quasi permanente.

Spesso, quindi, l’iniezione effettuata nei piani profondi, è sufficiente per avere buoni risultati in termini di volume e di durata,  assicurando naturalezza e buona proiezione dei tessuti.

Generalmente i filler con alto G prime vengono utilizzati:

  • nella zona zigomatica,
  • in pazienti con pelle particolarmente spessa,
  • nelle zone dove è richiesta particolare precisone (es. naso, mento, e profilo mandibolare).

Per quanto riguarda la  calibrazione del filler la tecnologia NASHA presenta il vantaggio che le particelle che compongono ogni  singolo prodotto hanno dimensione omogenea e controllata.

Oltre alla tecnologia NASHA esistono  anche i gel OBT utilizzati per: 

  • il contouring,
  • l’espressione.

Si tratta di gel più flessibili e dinamici ripeto ai gel NASHA rispetto ai quali:

  • hanno un G prime inferiore, 
  • sono utilizzati per lo più  per lavorare più superficialmente e quindi  più adatti per trattare il tessuto sottocutaneo.

I gel con tecnologia OBT sono quindi più indicati per: 

  • la parte mediana del viso,
  • il trattamento di aree dinamiche del viso (rughe della marionetta, labbra ecc..),
  • pazienti con pelle sottile dove è preferibile utilizzare un gel morbido.

 

Join the discussion 4 Comments

  • Cristina Bufalini ha detto:

    Grazie
    I tuoi consigli sono preziosissimi to auguro .buona giornata

  • rossella graziani ha detto:

    Interessantissimo! in genere concludi dicendo i costi: si possono dire, almeno indicativamente? Grazie

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Rossella. Grazie! Non ho indicato i costi del trattamento perche’ dipendono dal numero di fiale impiegate. E ogni fiala ha un costo di circa 350 euro. Comunque visto che me lo chiedi l’ho aggiunto nell’articolo. A presto

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