Il ringiovanimento del viso con filler a base di acido ialuronico. Nuove logiche iniettive (prima parte)

Evoluzione dei trattamenti con i filler di nuova generazione

Come sono cambiati i trattamenti con i filler negli ultimi anni

Gli strumenti non chirurgici più utilizzati  per la correzione dei volumi sono i filler, soprattutto quelli a base di acido ialuronico, mediante i quali è possibile “riempire” (dall’inglese to fill) e ripristinare i volumi perduti.

L’approccio ai trattamenti con filler a base di acido jaluronico ha subito un progressivo cambiamento negli ultimi anni dovuto essenzialmente:

  • all’introduzione sul mercato di filler di nuova generazione con differenti caratteristiche e altamente “specializzati” che hanno reso possibile trattare tutte le zone del volto rispettando l’espressività e  la fisionomia di ogni singolo paziente,
  • al differente loro utilizzo: infatti mentre in passato i filler  sono stati essenzialmente utilizzati per trattamenti superficiali, con approccio più basato sul miglioramento della pelle ed intervenendo  sulla singola ruga, oggi si è invece passati alla progettazione di una pianificazione tridimensionale e volumetrica di tutto il viso nelle sue diverse unità estetiche.

Inoltre, mentre in passato la medicina estetica si è concentrata essenzialmente sul ripristino dei volumi della porzione centrale del viso, oggi  sta  prendendo in considerazione anche la parte laterale in modo da ottenere, sempre mediante filler, effetti di trazione e  di lifting, un tempo ad esclusivo appannaggio della chirurgia plastica.

Di fatto oggi ci si basa su una strategia di utilizzo dei filler più moderno basata su tecniche non chirurgiche, ma attuata con logiche chirurgiche, la quale consente di ottenere risultati più naturali e duraturi.

Quindi sarà compito del medico:

  • effettuare la corretta valutazione clinica del paziente  in statica e dinamica,
  • la possibilità di individuare i singoli punti d’infiltrazione a cui possano corrispondere delle precise predittività di risultato e di correzione volumetrico-tridimensionale,
  • la scelta e l’utilizzo del filler più indicato per una determinata zona e per una determinata correzione,
  • la profondità ideale a cui iniettare quel determinato prodotto al fine di ottenere il miglior risultato possibile.

Le caratteristiche dei nuovi filler

Le caratteristiche di un filler sono valutate sulla base:

  • del G prime ossia la sua robustezza,
  • della calibrazione, ossia la dimensione delle particelle che formano l’acido ialuronico.

Per quanto concerne la robustezza dello ialuronico  alcuni studi studi scientifici tra cui   Cohesivity of Hyaluronic Acid FillersDevelopment and Clinical Implications of a Novel Assay, Pilot Validation with a Five-Point Grading Scale, and Evaluation of Six U.S. Food and Drug Administration-Approved Fillers.Sundaram H, et al., Plast Reconstr Surg. 2015 Oct

hanno indicato lo ialuronico  ottenuto con tecnologia NASHA come quello avente la massima robustezza e che consente di 

  • ottenere un’ottima proiezione,
  • avere una ridotta espansione.

Il gel NASHA inoltre,  a differenza di altri filler, ha la caratteristica di:

  • poter essere adeguatamente e correttamente modellato mediante compressione,
  • rimanere nella sede di iniezione.

In genere i filler NASHA vengono utilizzati laddove si voglia ottenere un effetto lifting preciso e pronunciato.

I gel con alto G prime, infatti,  hanno un effetto lifting più importante. 

Sono più indicati per essere utilizzati con la tecnica  “a bolo” dove agiscono come “pilastri” per sollevare e sostenere i tessuti. La volumizzazione si ottiene infatti  quasi esclusivamente  iniettando in profondità ed in particolare nello strato osseo, dove il trauma, dovuto al contatto con l’ago e la deposizione del gel sul periostio, sono in grado di attivare le cellule staminali periosteali, con nuova formazione di tessuto ed un effetto di riempimento quasi permanente.

Spesso, quindi, l’iniezione effettuata nei piani profondi, è sufficiente per avere buoni risultati in termini di volume e di durata,  assicurando naturalezza e buona proiezione dei tessuti.

Generalmente i filler con alto G prime vengono utilizzati:

  • nella zona zigomatica,
  • in pazienti con pelle particolarmente spessa,
  • nelle zone dove è richiesta particolare precisone (es. naso, mento, e profilo mandibolare).

Per quanto riguarda la  calibrazione del filler la tecnologia NASHA presenta il vantaggio che le particelle che compongono ogni  singolo prodotto hanno dimensione omogenea e controllata.

Oltre alla tecnologia NASHA esistono  anche i gel OBT utilizzati per: 

  • il contouring,
  • l’espressione.

Si tratta di gel più flessibili e dinamici ripeto ai gel NASHA rispetto ai quali:

  • hanno un G prime inferiore, 
  • sono utilizzati per lo più  per lavorare più superficialmente e quindi  più adatti per trattare il tessuto sottocutaneo.

I gel con tecnologia OBT sono quindi più indicati per: 

  • la parte mediana del viso,
  • il trattamento di aree dinamiche del viso (rughe della marionetta, labbra ecc..),
  • pazienti con pelle sottile dove è preferibile utilizzare un gel morbido.

 

Join the discussion 4 Comments

  • Giuly ha detto:

    Ciao carissima Michela, dopo aver letto il tuo bellissimo articolo mi inchino davanti a codesto Dottore!! Eccellenza pura!! L’effetto del tuo prima e dopo è stupendo! La tecnica, la manualità, l’esperienza e lo studio anatomico della zona interessata sono fondamentali per ottenere il tuo meraviglioso risultato, il tuo ovale ora è perfetto! Mi rimane solamente un piccolo dubbio che dalle foto purtroppo non essendoci la tridimensionalità non si riesce a comprendere, se questo trattamento tolga proiezione agli zigomi (spero di essermi spiegata). Più tardi guarderò anche il sito web del medico.
    Grazie ancora per aver condiviso la tua esperienza, bacione!

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Giuly. Eh sì il dottor Salti è davvero un eccellente professionista. Tra l’altro è anche molto simpatico. Peccato che sia così lontano. Il trattamento non toglie assolutamente tridimensionalità anche se nella parte dx, nella seconda seduta, per cercare di correggere la leggera asimmetria che ho, ha dato maggiore proiezione allo zigomo. Ma ripeto solo dalla parte dx. Purtroppo a volte le foto con il telefonino non rendono troppo bene. tanto è vero che nella seduta successiva abbiamo fatto le foto con la macchina professionale. Quando vado lunedì, prima di correggere le leggere depressioni rimaste nella tempia, rifaremo le foto. Vediamo se si riesce a vedere meglio. Baci anche a te

  • daniela daniela ha detto:

    Ciao! A Milano c’è qualche “adepto” 😀 di questo dottore che fa gli stessi trattamenti? grazie!!!

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Daniela. Ci saranno sicuramente, ma io non li conosco. E quindi non so come lavorano. Ma da Milano a Firenze in treno ci metti un’ora e mezzo. A presto. Michela

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