La blefaroplastica ed interventi chirurgici per il ringiovanimento dello sguardo: intervista alla dottoressa Lia Lavagno

Durata dell'intervento, tipo di anestesia, regime di ricovero, tempi di recupero, effetti collaterali, complicanze, rischi

L’intervento di blefaroplastica viene effettuato  in anestesia locale o generale?

Se si tratta di blefaroplastica superiore si può effettuare semplicemente  in anestesia locale. Una blanda sedazione può essere eventualmente associata solo su richiesta del paziente,  ma sinceramente non è indispensabile.

Nel caso di blefaroplastica inferiore, sia per via esterna che transcongiuntivale, si effettua in anestesia locale con sedazione.

Il motivo per cui non viene praticata l’anestesia totale oltre al fatto che non è ritenuta indispensabile, deriva  dal fatto che durante l’intervento di blefaroplastica inferiore per via esterna, a volte,  si richiede la collaborazione del paziente che dovrà chiudere o aprire l’occhio in modo tale da permettere al chirurgo di verificare la quantità corretta di pelle da asportare.

L’intervento di blefaroplastica necessita del ricovero in clinica ?

L’intervento, sia esso di blefaroplastica inferiore e/o superiore, totale o transcongiuntivale, solitamente avviene in regime di day hospital e non necessita di ricovero in  clinica.

Quanto dura un’intervento di blefaroplastica?

L’intervento ha una durata di:

  • 40/45 min se si tratta di sola belfaroplastica superiore o inferiore,
  • due ore In caso di blefaroplastica combinata.

Si tratta di tempi indicativi e  variabili anche in funzione della complessità del caso.

Dopo quanti giorni vengono rimossi i punti?

I punti vengono rimossi mediamente dopo 5 giorni dall’intervento. Vengono applicati solo cerotti steri-strip, ma non medicazioni particolarmente evidenti, pertanto, alla dimissione e nei giorni successivi i normali occhiali da sole saranno più che sufficienti a “nascondere” i segni dell’intervento. 

Quali sono i tempi di recupero?

Diciamo che volendo, le normali attività quotidiane possono essere riprese dopo 48 ore, indossando, come ho appena detto, normali occhiali da sole più che sufficienti a “nascondere” i segni dell’intervento. 

Consapevoli del fatto che appunto i segni ci sono. Diciamo che  in linea di massima dopo 5/7 giorni una volta tolti i punti, è possibile  riprendere l’attività lavorativa.

Anche se, per un recupero completo,  sono necessari dai 15 ai 30 giorni, variabili da soggetto a soggetto.

Diciamo che nel caso di  semplice blefaroplastica superiore i tempi di recupero sono più brevi : 15 giorni al massimo per un recupero completo.

Dopo quanto tempo è possibile riprendere l’attività fisica?

L’attività fisica può essere ripresa dopo una settimana se si tratta di attività fisica blanda (cyclette o camminata).

Se si tratta di attività fisica intensa potrà essere ripresa dopo 3/4 settimane. Il problema è legato soprattuto alla probabilità di un aumento del gonfiore o al rischio di formazione di ecchimosi o ematomi che possono formarsi a causa della vasodilatazione provocata dall’attività fisica stessa. 

Quali sono gli effetti collaterali di un intervento di blefaroplastica?

Gli effetti collaterali conseguenti ad un  intervento di questo tipo possono riguardare:

  • edema, più o meno intenso,
  • ecchimosi più meno evidenti (personalmente utilizzo una medicazione con la quale riesco a ridurli al minimo).

Per ridurre al minimo l’edema è consigliabile:

  • dormire con la testa sollevata,
  • non mangiare cibi troppo salati,
  • applicare il ghiaccio nelle prime 48 ore.

Quali sono le complicanze della blefaroplastica?

Le complicanze della blefaroplastica possono essere:

  • asimmetria, la più comune tra le complicanze, che richiede poi una chirurgia correttiva,
  • difetti di cicatrizzazione, se pur rarissimi. Questa zona, come ho già sottolineato, cicatrizza benissimo anche in quei pazienti soggetti alla formazione di cheloidi,
  • eventuali e rare infezioni  che  in ogni caso rispondono velocemente a terapia antibiotica, 
  • formazione di ematomi retrobulbari che possono comportare problematiche serie come la compressione del nervo ottico con conseguente cecità.

E’ chiaro che si tratta di complicanze che possono verificarsi, per fortuna, raramente solo nel caso in cui l’intervento non sia eseguito da mani esperte.

Qui ci tengo a sottolineare un aspetto di fondamentale importanza: ogni intervento chirurgico comporta sempre qualche rischio. Per ridurli al minimo è quindi fondamentale rivolgersi a persone di fiducia che siano chirurghi plastici che operino  in strutture dedicate che siano in grado di gestire in modo tempestivo ed efficace  la complicanza che a volte può presentarsi 

Sono possibili danni alla vista durante l’intervento di blefaroplastica inferiore?

Nonostante l’intervento sia eseguito in una zona molto vicina all’occhio, non vengono coinvolte strutture legate alla visione, per cui il problema non sussiste.

Come ho detto prima ci possono essere complicanze che, se non evitate o trattate nel giusto modo e con tempismo, possono condurre a cecità o a cicatrizzazione patologica.


Quali  rischi può comportare la  blefaroplastica dal punto di vista del risultato?

Ho appena detto che con la blefaroplastica inferiore per  via esterna si elimina l’eccesso di grasso attraverso un’incisione praticata subito sotto le ciglia. E normalmente si asporta anche un lembo di cute. A volte un’eccessiva  retrazione cicatriziale o l’asportazione eccessiva di cute  può determinare:

  • l’arrotondamento dell’occhio, 
  • lo scleral shaw consistente nell’esposizione del bianco dell’occhio al di sotto dell’iride 
  • l’ectropion, ossia un’estroflessione della palpebra inferiore, se pur raro.

Esempio di Ectropion

Esempio di Scleral-show

E’ chiaro che si tratta di conseguenze che si possono avere nei casi in cui l’intervento non sia eseguito da chirurghi esperti.

Tutte queste possibili conseguenze, alcune anche piuttosto critiche, sono assolutamente ridotte nell’intervento di blefaroplastica inferiore per via transcongiuntivale anche se non completamente priva di rischi, in quanto intervento chirurgico ( ematoma, infezioni, ecc.. )

Join the discussion 13 Comments

  • Bianca ha detto:

    ciao Michela

    ti vorrei riportare la mia esperienza con la blefaro sup fatta nel luglio dell’anno scorso, anche in relazione a quanto detto nel post.
    Ho lacrimato tantissimo fino a che non mi hanno tolto i cerotti e nel frattempo e anche dopo mettevo lacrime artificiali.
    Non sono diventata cieca, ma ho avuto per circa un mese e forse più un calo della vista all’occhio destro. Da un giorno all’altro riacquistata per miracolo. Non so cosa sia successo…
    Mi hanno dato una crema da spalmare molto delicatamente sulle cicatrici, che non si trovano solo sulla piega della palpebra (quindi invisibili) ma anche all’angolo dell’occhio (quindi ancora visibili e un po’ doloranti se premo).
    Quanto al lifting del soppraciglio, avevo richiesto al medico un rialzo del soppraciglio, ma – per sua stessa ammissione – non ci sono stati risultati perchè per alzarlo non c’era sufficientemente spazio.

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Bianca. Anche io riporterò la mia esperienza, diversa dalla tua. Io all’angolo dell’occhio, ad esempio, non ho nessuna cicatrice. Poi posterò foto. E questa cosa del sopracciglio non la capisco…..Chiederò…..

    • Bianca ha detto:

      quello che mi è stato fatto è un lifting che ha “tirato” la fronte in linea col soppracciglio. Ovvio che non si potesse “tirare” all’infinito… pena l’impossibilità di chiudere gli occhi.

    • Faceboost ha detto:

      Certo Bianca. Ora ho capito. Ma ha effettuato un lifting endoscopico o il taglio all’attaccatura dei capelli? O sopra il sopracciglio?

    • Bianca ha detto:

      taglio all’attaccatura dei capelli (ben nascosto)

    • Faceboost ha detto:

      Il modo migliore per effettuarlo se ci sono le condizioni e l’indicazione…Sul sopracciglio rischia di vedersi la cicatrice

    • Bianca ha detto:

      oggi un chirurgo a cui mi sono rivolta per farmi togliere la protesi al mento mi ha detto che per rialzare il soppraciglio lui usa un’altra tecnica anche se non ho capito bene il nome. Il suo è stato un intervento non richiesto su una questione che non lo riguardava. Per la protesi mi ha consigliato di fare delle iniziezioni a base di cortisone per ridurre la capsula. Tu l’hai mai sentito? Scusa l’off topic…

    • Faceboost ha detto:

      Forse ti ha parlato di lifting endoscopico. Gennai Alessandro lo utilizza e forse addirittura è stato l’ideatore di questa tecnica. Il cortisone viene infiltrato per ridurre l’infiammazione. Si fa anche sulle cicatrici. A volte lo si infiltra anche nelle aree dove si hanno granulomi da filler. Deve essere chiaramente ben dosato e infiltrato in dosi infinitesimali perchè potrebbe danneggiare i tessuti creando atrofia tissutale.

    • Bianca ha detto:

      grazie delle info. Mi chiedo in quanti conoscono questa tecnica…

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Bianca. Il problema non è se la conoscono. E’ se la sanno fare!!! Gennaio di certo la conosce e sa anche farla. A presto

    • Bianca ha detto:

      caspita, ho recepito!

    • Faceboost ha detto:

      Si fa presto a dire blefaroplastica…..

  • victoriaalmonte ha detto:

    Vorrei associarmi. Gradirei chiarimenti. Graziehttps://www.vetbizresourcecenter.com/

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