Il trucco semipermanente: intervista alla dermopigmentatrice Claudia Ades

Elementi che ci permettono di capire se il trattamento sta avvenendo in modo corretto e quale qualifica deve avere l'operatrice

Quando ci rechiamo ad effettuare un consulto per una dermopigmentazione, come facciamo  a capire se la persona che abbiamo di fronte è una vera professionista?

Il paziente, come sempre quando deve effettuare un trattamento, tra l’altro  duraturo nel tempo come la dermopigmentazione,  deve poter porre tutte le domande che desidera e ottenere  tutte le informazioni che  richiede.  Se già dal primo incontro l’operatrice è reticente, non indica i vari pro e i contro della procedura, spinge in modo insistente  per effettuare il trattamento subito, senza far riflettere il paziente,  deve scattare un campanello d’allarme.

Ripeto la dermopigmentazione e il trucco permanente sono trattamenti duraturi nel tempo, sui quali bisogno riflettere con calma.

E poi fatevi guidare dal vostro istinto effettuate il trattamento solo se la persona che avete di fronte vi ispira fiducia.

Quali studi e quale qualifica deve avere un’operatrice che effettua dermopigmentazione 

E’ necessario essere estetiste qualificate  e ad aver effettuato almeno un corso di dermopigmentazione  di un  buon livello che abilita ad esercitare l’attività

Quali sono gli elementi che ci fanno capire se l’operatrice sta effettuando il trattamento in modo corretto?

Sono vari i fattori che  permettono di capire se il trattamento viene effettuato in modo corretto: 

  • il sanguinamento che avviene durante il trattamento. A volte è possibile che ci sia fuoriuscita di qualche  gocciolina di sangue  dovuta ad un capillare in superficie.  Ma se c’è sanguinamento ovunque  e continuo significa che l’operatore non sta lavorando in modo corretto. Quindi  dovrà ridurre o la velocità dell’ago o la profondità o dovrà variarne l’inclinazione.  Oppure potrebbe darsi che stesse  lavorando con un ago  spuntato, evento possibile. Di fatto tutte le volte che intingiamo l’ago nella coppetta per prelevare il colore, può verificarsi l’eventualità che l’ago sbatta nella coppetta e che, di conseguenza, possa spuntarsi. Se un’eventualità del genere dovesse verificarsi, sarebbe indispensabile cambiare l’ago. Ma poiché gli aghi sono molto costosi (ogni ago va dai 50 ai 150 euro), l’operatrice non sempre lo fa e continua a lavorare con un ago spuntato che provocherà un conseguente sanguinamento,
  • l’ago e tutto il materiale utilizzato deve essere nuovo e deve essere aperto di fronte alla paziente,
  • l’operatrice deve essere in grado di disegnare perfettamente la zona da trattare sottolineando comunque che l’effetto finale sarà molto simile al disegno effettuato, ma mai perfettamente uguale e dovrà indicare quanto è possibile avvicinarsi al disegno tracciato.

E’ possibile  rimediare ad un trucco semipermanente  che non rispecchia i nostri desideri?

Dipende dai casi, non sempre  si possono apportare modifiche o rimediare agli errori. Anzi, quando ci sono situazioni veramente drammatiche di orrori ed errori mi rifiuto di trattarli. Perchè potrei rischiare di peggiorare la situazione.

Nella maggior parte dei casi, e soprattutto quando mi trovo di fronte a  forme errate,  se non si ha la pazienza di  aspettare che il colore via via svanisca, l’unica soluzione è  il laser.

Nel caso in cui la forma invece  sia corretta, ma il colore sia  troppo scuro e il trattamento sia stato effettuato da poco tempo, consiglio di aspettare prima di fare qualunque aggiunta o modifica  ed eventualmente suggerisco  di utilizzare dei peeling che, accelerando il ricambio cellulare, possono di conseguenza  accelerare anche l’eliminazione del pigmento.

A volte, ma non sempre, quando il colore è troppo scuro (nel caso di colori troppo chiari il problema è di facile soluzione)  riesco a a schiarirlo preparando una miscela di colori antagonisti allo scuro eccessivo e cerco di sfumarlo.

Comunque il mio consiglio è sempre quello di aspettare o di rivolgersi ad un bravo laserista.

 

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