Il trucco semipermanente: intervista alla dermopigmentatrice Claudia Ades

Come avviene il trattamento, quale tipo di macchinario, ago e colori vengono utilizzati per la dermopigmentazione

Come avviene il trattamento?

Il trattamento è preceduto da un attento studio visagistico per selezionare i pigmenti in base:

  • all’incarnato,
  • al colore dei capelli e degli occhi,
  • alle abitudini di trucco della paziente,
  • alle sue preferenze.

Successivamente l’estetista traccia un disegno preventivo tenendo in considerazione la morfologia e i tratti somatici della paziente. Una volta ci sia accordo sulla  forma del disegno, si procede all’applicazione vera e propria del pigmento semipermanente, attraverso un ago sottile che viene passato più volte sulla zona da trattare cercando di attenersi quanto più possibile al disegno tracciato. 

Alla fine del trattamento viene applicata una crema lenitiva e cicatrizzante.

Cosa avviene all’interno della pelle quando viene pigmentata?

Quando il pigmento entra nella pelle tende a separarsi  in due parti:

  • una parte resta nella zona più superficiale dell’epidermide, quella che si rinnova  ogni 28 giorni, e quindi viene eliminata con il normale ricambio cellulare;
  • l’altra parte precipita e si deposita più in profondità, appoggiandosi alla strato germinativo basale e rimane in uno stato di quiescenza e viene riportata in superficie man mano che le cellule si rinnovano ed eliminata pian piano.   

Non sappiamo perché ma il nostro organismo riconosce il colore e lo elimina in tempi differenti. Quindi, quando la dermopigmentazione viene effettuata con una miscela di colori  differenti, può darsi che nel tempo, il colore del trucco, tenda a virare verso il colore che il nostro organismo fatica di più a smaltire. Il maggiore responsabile di questo problema è il colore rosso che, proprio per evitare questi problemi,   nei  nuovi pigmenti organici, è stato eliminato

La dermopigmentazione  è dolorosa?

La percezione del dolore è individuale, e la soglia del dolore può variare di volta in volta anche nella stessa persona.

Nel caso in cui il dolore sia intollerabile, si può comunque utilizzare una crema anestetica che, per legge,  non  può essere applicata da un’estetista senza  la supervisione di un medico. Per fortuna, personalmente, lavorando quasi sempre presso studi medici, posso chiedere al medico di utilizzarla.

In caso contrario suggerisco, in presenza di un paziente consapevole di essere particolarmente sensibile,  di applicarla direttamente a casa.

Quale  tipo di ago deve essere utilizzato per effettuare una dermopigmentazione in modo corretto e senza rischi?

Fino a qualche anno fa si utilizzavano degli aghi classici con le punte. Oggi invece un’azienda tedesca, L’AMIEA  ha brevettato degli aghi  integrati in cartucce monouso sigillati da una membrana di sicurezza che impedisce la contaminazione da ritorno e la fuoriuscita di liquidi all’interno del manipolo.

L’ago a cartuccia

Quindi sono molto più sicuri dal punto di vista igienico.  Inoltre sono aghi con una superficie ruvida in grado quindi di agganciare più pigmento . Questo mi permette di depositare più colore con un numero inferiore di passaggi, rendendo  il trattamento più veloce e meno invasivo.

Qual’e il macchinario da utilizzare per dermopigmentare?

L’apparecchio utilizzato è il dermografo. Personalmente utilizzo un macchinario MT Derm con marchio  AMIEA, la stessa azienda che produce anche gli aghi, leader mondiale nel settore del trucco semipermanente.

Il dermografo

Quale tipologia di colori vengono utilizzati nel trucco semipermante?

I colori utilizzati nella dermopigmentazione sono differenti da quelli utilizzati nei tatuaggi.

Nella dermopigmentazione  i colori devono essere bioriassorbibili e realizzati esclusivamente su base minerale, caratteristica che li rende molto più sofisticati e quindi più costosi rispetto a quelli utilizzati nei tatuaggi.

Questa caratteristica  rende la dermopigmentazione non definitiva. Ecco perché  si parla di trucco semipermanente.  Si tratta di un aspetto di fondamentale importanza. Agire in modo non definitivo ci permette di effettuare quelle modifiche che, soprattutto nel trucco (labbra, sopracciglia, occhi), possono rendersi necessarie nel tempo, sia perché si modificano le mode, sia perché cambiano i nostri desideri e anche la nostra fisionomia. E’ quindi importante poter adattare il trucco in base a come cambiano le nostre esigenze.  Se invece il risultato è di nostro gusto e vogliamo mantenerlo immutato, saranno necessari ritocchi periodici, diciamo una volta all’anno, per mantenere il colore e il disegno sempre brillante.

Se nella dermopigmentazione utilizzassi gli stessi colori che vengono utilizzati nei tatuaggi, oltre ad avere un risultato differente rispetto a quello che ottengo con la dermopigmentazione, perché differente e’ la qualità del colore, avrei un risultato permanente e quindi, se ad un certo punto volessi eliminare il trucco, avrei le stesse difficoltà che si incontrano quando si vuole eliminare una tatuaggio (vedi art: Il laser per la rimozione dei tatuaggi: intervista al dott. Paolo Bonan)

 Oltre ai colori utilizzati  quali sono le differenze tra tatuaggio e trucco semipermanente?

Le differenze tra un tatuaggio e la dermopigmentazione, dipendono, oltre che dalla tipologia di colori utilizzati, anche dalla modalità con cui viene effettuato il trattamento e sono relative:

  • alla profondità che raggiunge l’ago all’interno della pelle,  inferiore nella  dermopigmentazione rispetto al tatuaggio. Se infatti l’ago andasse troppo in profondità la dermopigmentazione non sarebbe più semipermanente, ma  diventerebbe definitiva come un tatuaggio,
  • alla velocità con la  quale l’ago viene introdotto nella pelle, maggiore nel tatuaggio,
  • alla “battuta”,  ossia all’energia e alla forza impressa all’ago durante il trattamento che è maggiore con  l’apparecchiatura utilizzata per i tatuaggi.

Se volessimo eliminare il trucco semipermanente  senza aspettare che questo con il tempo si schiarisca e si dissolva è possibile utilizzare il laser?

Certo, il trucco semi permanente può esser eliminato con il laser, con tutti i limiti relativi a tale procedura. Il laser, come sappiamo,  colpisce un colore alla volta. Quindi, se nei pigmenti utilizziamo miscele di più colori o se la procedura del  trucco permanente o dermopigmentazione è stata effettuata  più volte in una stessa zona, su una stessa persona (ossia il trucco è stato ritoccato più volte), nella pelle si avranno più colori e quindi sarà più difficoltoso o semplicemente più  lungo eliminare e cancellare tali colori.

Nel caso invece di un soggetto che ha effettuato il trucco semi permanente un’unica volta ed ha avuto un pentimento immediato, sarà più facile agire con successo e in tempi brevi.

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