Gli insuccessi in medicina estetica sono prevedibili?

Il problema

A proposito dell’errore in medicina estetica, problema che probabilmente anche i medici si pongono perché troppo frequente e che sempre più spesso i pazienti  lamentano, all’ultimo congresso SIME, dal titolo “L’eleganza in medicina estetica“, che si è tenuto a  Maggio a Roma e al quale anche io ho partecipato, è stata organizzata una tavola rotonda dedicata all’analisi degli insuccessi, dal titolo “Prevedibilità ed imprevedibilità degli insuccessi in medicina estetica  dove  alcuni medici estetici “opinion leader” si sono messi “ a nudo” e hanno indicato quali sono stati, secondo la loro esperienza i motivi  e i meccanismi per cui un trattamento possa avere determinato scelte sbagliate determinando un cattivo risultato  e quindi un insuccesso pur non avendo comportato complicanze.

Lo scopo principale del confronto era quello di evitare che anche altri colleghi  possano compiere gli stessi errori e quindi minimizzarli.

E’ stata effettuata una distinzione tra quei trattamenti: 

  • che dal punto di vista medico/chirurgico sono  stati  eseguiti  in modo ineccepibile e nonostante ciò non hanno consentito  i risultati estetici desiderati o auspicabili, comportando  un peggioramento invece che un miglioramento dell’aspetto, con  conseguente insoddisfazione di  paziente e medico, 
  • nei quali sono stati commessi errori, 
    • tecnici (modalità in cui il trattamento è stato effettuato)
    • nella scelta del prodotto,
    • nella selezione del paziente.

Tutti i medici intervenuti alla tavola rotonda hanno individuato i motivi dell’insuccesso  in tre punti fondamentali:

  • la distrazione e la scarsa concentrazione del medico su ciò che sta facendo. Purtroppo il medico è un essere umano e, anche se dovrebbe essere sempre concentrato sul paziente  (che non è un manichino, ma una persona in carne ed ossa), può, come ogni comune mortale distrarsi e per questo commettere degli errori.  Uno dei medici ha raccontato un episodio interessante. Una paziente, l’ultima della giornata lavorativa, che  doveva effettuare un trattamento a base tossina botulinica, si era presentata in ritardo all’appuntamento. Il medico prosegue nel racconto: “Avevo sempre evitato di effettuare su quella paziente il Botox nella regione perioculare, che avrebbe potuto comportare  il rischio di un edema che sarebbe potuto essere persistente a causa di un trattamento effettuato in precedenza in quella zona da parte di un altro medico. Quella sera  ho iniziato ad effettuare il Botox nella regione frontale e gabellare e, probabilmente complice la stanchezza, mi sono dimenticato di evitare la zona perioculare, e ho infiltrato il Botox anche lì. La conseguenza è statacome avevo sempre previsto, un edema che è perdurato per  mesi. Avrei dovuto essere più concentrato.
  • l’errore di valutazione dell’inestetismo del paziente al quale viene consigliato di effettuare un determinato trattamento che poi si rileva non indicato per risolvere il problema o migliorarlo. In questo caso possono verificarsi due eventualità:
    • il medico è convinto della bontà del trattamento consigliato ed è certo che possa effettivamente  apportare miglioramenti, cosa che poi non si verifica, 
    • il medico è consapevole che il trattamento consigliato non è quello ottimale  per risolvere quel determinato inestetismo ed è conscio del fatto che ce ne potrebbero essere altri più idonei.  Ma non avendo a disposizione il macchinario più adeguato o non essendo esperto nella tecnica che consentirebbe un risultato ottimale, ne propone uno alternativo pur sapendo che non consentirà i risultati attesi,    
  • l’eccessiva sicurezza del medico che è talmente esperto in quella determinata metodica o tecnica che non pone particolare attenzione a ciò che sta facendo quasi come se svolgesse il suo compito in modo automatico. In questo caso a volte “i novizi”, avendo maggiore timore, sono molto più scrupolosi e attenti rispetto al medico “navigato”. Senza considerare il fatto che gli errori un po’ grossolani di chi è alle prime armi possono capitare  e hanno un peso relativo. Quando invece l’errore è compiuto da parte di medici navigati il fatto è più grave e  merita di essere studiato con più attenzione.

Da “La Morte ti fa bella”

Quindi il suggerimento  dei medici intervenuti, ai colleghi presenti è stato:

  • di essere sempre concentrati e prestare la massima attenzione: considerate il paziente come se fosse il primo, 
  • siate sinceri ed onesti: nel caso in cui siate consapevoli di non avere a disposizione il trattamento migliore per quel determinato inestetismo, non  esitate ad inviare il paziente ad un vostro collega che dispone della tecnica, del prodotto o del macchinario ritenuto più idoneo per quella determinata problematica. Non abbiate paura di perdere il paziente che perdereste in ogni caso, nel caso in cui il trattamento  effettuato non consentisse i risultati sperati,
  • pensate sempre che l’errore ripetuto compiuto nella nostra professione,   compromette non solo il lavoro del singolo, ma di un’intera categoria che troppo spesso viene considerata improvvisata e ritenuta avida di denaro.

Il dottor Emanuele  Bartoletti, moderatore della tavola rotonda, ha concluso lanciando un messaggio  che ho trovato straordinario:  “I pazienti che si approcciano alla medicina estetica sono sani, per fortuna. Evitiamo di farne dei malati” (anche psicologicamente, aggiungo io). Ed ha aggiunto “l’obiettivo deve comunque rimanere quello di farli stare meglio di quando sono arrivati. Solamente gestendo ogni aspetto della medicina estetica in modo elegante, infatti, si arriva a quelle che viene considerata l’eleganza per antonomasia nel nostro ambito: quella del risultato”.

Le mie considerazioni

Devo dire la verità ascoltando queste “confessioni” sono rimasta colpita per due ragioni in contrasto tra loro:

  • da una parte ho apprezzato  la sincerità e l’apertura al confronto dei medici di questo settore, alla fine così complesso, spesso negletto e vituperato. E’ infatti  ancora diffusa l’idea, anche se oggi sempre meno frequente, che il medico estetico sia una figura di “serie B”, indicato come quello che “fa le punturine”. E invece, più conosco a fondo il settore, più mi rendo conto di quanto debbano essere  ampie e profonde le conoscenze di questa figura e quanti rischi si celino dietro quelle che noi chiamiamo appunto, sminuendole e banalizzandole, semplici punturine, che, ricordate, non sono mai a rischio zero,
  • dall’altra ho pensato che la nostra attenzione nella scelta del medico (vedi art. La scelta del medico: alcuni consigli ) deve essere sempre massima. Mai andare dal primo che capita (perché tanto sono solo punturine). Sono d’accordo e consapevole del fatto che anche il medico è un essere umano e come tale fallace, ma sbagliare per distrazione lo trovo di una superficialità inaudita. Insomma come si fa ad essere poco attenti e concentrati quando si lavora sulla pelle delle persone? La scelta deve essere quindi  accurata. Facciamoci guidare dal nostro intuito e da cosa ci trasmette la persona che abbiamo davanti.  E cerchiamo di non  farci mai ingolosire dalla promessa di risultati eclatanti e straordinari. La medicina estetica rappresenta un  mezzo straordinario attraverso cui poterci mantenere in forma  e cercare di affrontare con eleganza e grazia  gli anni che passano. Ma non dobbiamo aspettarci miracoli e consiglio di rifuggire da chi li promette.

    Il dottor Emanuele Bartoletti sostiene “Nell’ultimo decennio la richiesta di interventi di correzione dell’invecchiamento cutaneo è aumentata in maniera esponenziale. Non è però aumentata allo stesso modo la corretta informazione sulle reali possibilità e soprattutto sui limiti della medicina estetica: superare tali limiti puó creare danni seri, talvolta permanenti.

    La voglia sconsiderata di “bellezza pronta e subito” porta spesso  i pazienti a disattendere i consigli dati da professionisti preparati perchè questi si traducono in trattamenti soft e risultati non eclatanti né eccessivi, preferendo affidarsi invece a personale non serio e non qualificato che promette molto più di quello che riesce a mantenere”.

    Sottoscrivo tutto. E continuo a ripetere ATTENZIONE, ATTENZIONE,  ATTENZIONE.

Quindi ben vengano queste tavole rotonde e queste “ammissioni di colpevolezza” da parte dei medici.

Proporrei inoltre a molti di essi di:

  • ammettere non solo di fronte ai loro colleghi i loro insuccessi ed errori, ma anche di fronte al paziente stesso. A volte ammettere le proprie debolezze e dire “ho sbagliato” senza cercare di arrampicarsi sugli specchi ed impegnarsi a gestire e risolvere l’errore commesso, credo possa essere il miglior modo con cui poter mantenere un paziente stretto a sé per sempre,
  • creare un meccanismo di controllo del settore in modo tale da mettere al bando tanti venditori di fumo e stregoni, se dicenti medici, che oltre che rovinare pazienti, rischiano di distruggere  l’intera categoria, fatta invece di tanti medici che svolgono questo mestiere con estrema professionalità e dedizione.

 

 

 

Join the discussion 4 Comments

  • Bianca ha detto:

    ciao Michela

    proprio quando hai scritto questo articolo ho fatto un’iniezione di Volift sulle naso labiali. Non che ne abbia realmente bisogno ma odio vedere le pieghe dovute all'”usura” della pelle che sono rimaste nonostante il face lift.
    Sempre lo stesso giorno ho letto (dopo) il tuo post. Mi spiace tantissimo per quella ragazza!
    Al momento sono contenta del risultato, anche se rispetto allo Juvederm ultra 3 ho avuto un arrossamento con desquamazione della pelle da un lato e il gonfiore post iniezione è durato un po’ di più con gli inevitabili fastidi. Tutto questi inconvenineti a distanza di pochi giorni sono rientrati. Per apprezzare il risultato finale dovrò aspettare almeno una settimana.
    Non capisco invece come un “semplice” acido ialuronico possa creare dei bubboni come hai mostrato nella foto: tutta colpa della sostanza chimica crosslinkante?

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Bianca. Sì, le sostanze cross-linkanti possono dare quei granulomi come lo scorretto piano di infiltrazione nel caso di fillers volumizzanti. Come ho spiegato sono casi, per fortuna, molto rari se il filler è di buona qualità. Juvederm è una ottima marca. E poi Volift ha una crosslinkatura leggera. Quindi puoi dormire sonni tranquilli. Alla prossima

  • Bianca ha detto:

    si, è vero. Infatti serve a “lisciare” le rughe e non a gonfiare, come – penso – Voluma.
    Sarebbe interessante un post su ciascun prodotto delle marche di fillere più note per capire dall’esperienza personale cosa ci si può aspettare. Ho visto cmq che alcuni li hai già pubblicati.

    • Faceboost ha detto:

      Esatto. Voluma è come dice la parola il filler più volumizzante della linea Juvederm. Brava ad indicarmi quello di cui vorreste sentir parlare. Anche se effettivamente di tanti prodotti vi ho già raccontato. In ogni caso, ho pubblicato un documento nell’articolo che indica quali sono i filler approvati dall’FDA in USA e quindi considerati sicuri.

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