Gli insuccessi in medicina estetica sono prevedibili?

Ke reazioni infiammatorie da filler crosslinkati riassorbibili

Esiste peraltro anche la possibilità che vi siano reazioni inaspettate dell’organismo o della pelle, ma diciamo che queste eventualità rappresentano una percentuale bassissima, rispetto a tutti gli altri casi in cui il problema è invece causato da mal practice.

Esemplificativo è il caso dei fillers crosslinkati riassorbibili (quelli non riassorbibili non dovrebbero essere mai utilizzati) dove, l’acido ialuronico, per evitare che venga degradato e riassorbito velocemente dall’organismo (fatto che vanificherebbe il risultato nel giro di pochi  giorni) viene modificato in laboratorio tramite tecniche biotecnologiche.

Per farlo durare più a lungo, si crea quindi un acido ialuronico modificato (chiamato “cross-linked” o reticolato), non presente in natura, ma con le molecole così legate tra loro da formare un blocco compatto. Questa procedura lo rende più viscoso e duraturo, e la ialuronidasi, l’enzima presente nel nostro organismo che lo degrada, impiega più tempo ad esplicare la sua azione. 

Le sostanze crosslinkanti più usate sono due: il BDDE (butanediol-diglycidylether) e il DVS (divinyl sulfone).

Quanto più il filler è reticolato, maggiore è il rischio di reazioni infiammatorie che possono manifestarsi subito o alcune settimane dopo il trattamento. In pratica l’organismo non riconoscendo questi additivi,  scatena una reazione da corpo estraneo, con la formazione di un granuloma (una “pallina” o un “cordoncino” visibile all’esterno e duro al tatto) che può sfociare in un vero e proprio ascesso. Si tratta di reazione non molto frequenti soprattutto se il filler utilizzato è di buona

Nel caso si verifichi un problema di questo genere, è indispensabile effettuare subito delle iniezioni di ialuronidasi (l’enzima che scioglie l’acido ialuronico), associate spesso a infiltrazioni di antibiotico e antinfiammatori per bocca. Nel caso poi di formazione di granuloma, con conseguente ascesso, sarà indispensabile  drenare il pus formatosi tramite una piccola incisione o l’utilizzo di un laser a fibra ottica che “scioglie” i granulomi.

Un esempio di granuloma

In realtà sono i  filler  “volumizzanti” quelli che  possono creare più problemi. I “volumizzanti”, infatti, sono fillers a base di acido ialuronico, viscosi, ad alto peso molecolare e ad altro grado di cross-linking e quindi,  ricchi di additivi reticolanti, ossia di quelle sostanze responsabili di complicanze.

E’ molto importante, inoltre, che i filler crosslinkati, proprio per la loro struttura,  vengano iniettati nell’ipoderma e/o sul periostio, cioè più in profondità rispetto agli altri tipi di fillers. Se venissero impiantati nel derma medio-superficiale rischierebbero, oltre che di vedersi e dare un risultato antiestetico, di esporre al rischio di reazioni avverse, quali appunto granulomi.

Altro esempio di granuloma

Quindi, anche se i granulomi da fillers riassorbibili sembrerebbero derivare, nella stragrande maggioranza dei casi,  da un problema legato alla manipolazione chimica che subisce lo ialuronico  e alla reazione a questi da parte del nostro organismo, a volte il problema può essere legato alla scorretto piano di infiltrazione del prodotto. 

Quindi in sintesi: se uno ialuronico  “volumizzante”, quindi altamente cross linkato venisse ad esempio infiltrato superficialmente potrebbe generare  granulomi. In questo caso il problema  deriverebbe da mal practice.

Per approfondire l’argomento consiglio la lettura di questo documento: http://www.mediciantiaging.com/web/images/nuovo%20filler%20con%20acido%20ialuronico_studio%20scientifico.pdf

A proposito di questa questione mi scrive,  privatamente, una ragazza:

“Scrivo per condividere con te,  una bruttissima esperienza sui  filler a base di  acido ialuronico cross linkato che a mio avviso merita di essere trattata nel tuo blog, quale mezzo straordinario di informazione, come gia’ detto nella mia precedente e-mail, scientifica ed esperenziale.

Con grande tranquillità, tutte noi ci sottoponiamo a trattamenti con acido ialuronico, senza pensare che il mercato di questi prodotti, oggi, viene reputato ” fuori controllo”, per la quantità di elementi  reticolanti aggiunti e di additivi chimici  che possono causare, come nel mio caso, fenomeni di notevole gravita’, determinati dal fatto che  l’acido ialuronico  e’ sempre meno puro!!!!

Non parlo di accumulo di acido ialuronico che, come gia’ trattato da te in un precedente articolo, puo’ essere corretto con ialuronidasi, ma di granulomi infiammatori , che possono devastare il viso.

Specifico inoltre che il prodotto iniettato e’ uno tra quelli reputati  “migliori” nel corrente  mercato.

Se vorrai ti inviero’ una foto su whatsapp  per mostrare cosa un “semplice” acido ialuronico puo’ fare, e magari possiamo sentirci telefonicamente per approfondire l’argomento. Vedi tu!

Penso sia doveroso mettere al corrente, con una giusta informazione, tutte le donne che ne fanno uso, per essere  consapevoli che  dette sostanze possono creare  fenomeni avversi di notevole gravita’.

Come tu sai, il classico acido ialuronico, non da problemi, e si e’ quasi a RISCHIO ZERO!

Sono le sostanze con cui vengono addizionati gli acidi ialuronici cross linkati  il vero problema!

Nel mio caso la reazione avversa sembra dipendere dalla sostanza iniettata!

Sono in terapia antibiotica da circa 20 gg, ed ho gia’ dovuto incidere la parte una volta.

Spero di non dover incorrere in una exeresi chirurgica, poiche’ temo una probabile cicatrice.

E’ contemplato anche dalla casa produttrice questo esito avverso !!!!!

Ti invio foto su WhatsApp ….”

Alla mia domanda che marca di ialuronico fosse  e se lo avesse già utilizzato in passato, lei mi risponde che si tratta di Perlane, già utilizzato in passato circa 4/5 volte. Sottolinea anche che il trattamento è stato effettuato da un medico dal quale si reca regolarmente da più di 20 anni che le ha garantito che il trattamento è stato effettuato con il prodotto suddetto (nonostante non le abbia consegnato il talloncino e neppure lei lo abbia reclamato, vista la grande fiducia trai due), acquistato direttamente dall’azienda produttrice e quindi non contraffatto. E si spera che le abbia detto il vero.

Comincio a chiedere ai medici di cui mi fido ciecamente se una cosa del genere sia possibile. I medici contattati mi dicono che sì, effettivamente, un’eventualità di questo tipo, può sempre presentarsi anche con uno ialuronico già utilizzato in passato e di una marca blasonata e con elevati standard di sicurezza come Perlane, aggiungendo  che potrebbe trattarsi anche di un problema legato a uno scorretto piano d’infiltrazione.

Chiedo alla ragazza se il medico abbia mai accennato a questa eventualità. Lei mi risponde che effettivamente il chirurgo, fin dall’inizio, aveva ammesso che avrebbe potuto trattarsi di un suo errore e che, probabilmente, il prodotto era  stato iniettato troppo superficialmente.  Da qui probabilmente la conseguente reazione.

Quindi, anche in questo caso, è molto probabile che il problema della mia lettrice non dipenda solo da una reazione al prodotto, ma dalla modalità con cui questo è stato iniettato.

Quelle sopra descritte sono, per fortuna, reazioni  non molto frequenti, soprattutto se il prodotto utilizzato è appunto di buona qualità.

Proprio per evitare tali problematiche, poichè sul mercato ormai esistono moltissime marche di fillers crosslinkati, alcuni dei quali di dubbia provenienza e qualità, è sempre meglio utilizzare marche note e conosciute,  che subendo maggiori controlli, garantiscono maggiore sicurezza. Pensate che i filler a base di acido ialuronico  autorizzati per uso estetico umano sono appena cinque/sei, quelli certificati dalla FDA americana, purtroppo invece in Europa esistono più cento fillers non autorizzati e non certificati. (Vedi https://www.fda.gov/medicaldevices/productsandmedicalprocedures/cosmeticdevices/wrinklefillers/ucm227749.htm)

Per capire quali sono i  controlli (a mio avviso insufficienti) nel nostro paese su questi prodotti, vi indico quanto pubblicato sul sito del Ministero della Salute a proposito di questo tema  http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4422&area=dispositivi-medici&menu=vigilanza

Ricordo qualche raccomandazione, di cui ho già parlato nell’articolo I filler  , da tenere sempre a mente quando si effettuano trattamenti con iniettivi per cercare di ridurre al minimo gli eventi avversi.  Anche se avete estrema fiducia nel medico:

  • fatevi sempre rilasciare il talloncino applicato sulla scatola del prodotto iniettato. Dovrebbe essere il medico a farlo senza che voi siate costrette a chiederlo, ma poichè a volte possono dimenticarlo, voi esigetelo SEMPRE. Ricordate che è un vostro diritto. Solo in questo modo,  nel caso di reazioni avverse, potrete  essere certe di cosa vi hanno iniettato e quindi essere in grado di gestire il problema,
  • fate in modo di vedere il medico che apre la fiala di fronte a voi che deve essere integra e non già iniziata o aperta.
  • recatevi da medici che utilizzano prodotti conosciuti e di ottima  qualità.

 

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  • Bianca ha detto:

    ciao Michela

    proprio quando hai scritto questo articolo ho fatto un’iniezione di Volift sulle naso labiali. Non che ne abbia realmente bisogno ma odio vedere le pieghe dovute all'”usura” della pelle che sono rimaste nonostante il face lift.
    Sempre lo stesso giorno ho letto (dopo) il tuo post. Mi spiace tantissimo per quella ragazza!
    Al momento sono contenta del risultato, anche se rispetto allo Juvederm ultra 3 ho avuto un arrossamento con desquamazione della pelle da un lato e il gonfiore post iniezione è durato un po’ di più con gli inevitabili fastidi. Tutto questi inconvenineti a distanza di pochi giorni sono rientrati. Per apprezzare il risultato finale dovrò aspettare almeno una settimana.
    Non capisco invece come un “semplice” acido ialuronico possa creare dei bubboni come hai mostrato nella foto: tutta colpa della sostanza chimica crosslinkante?

    • Faceboost ha detto:

      Ciao Bianca. Sì, le sostanze cross-linkanti possono dare quei granulomi come lo scorretto piano di infiltrazione nel caso di fillers volumizzanti. Come ho spiegato sono casi, per fortuna, molto rari se il filler è di buona qualità. Juvederm è una ottima marca. E poi Volift ha una crosslinkatura leggera. Quindi puoi dormire sonni tranquilli. Alla prossima

  • Bianca ha detto:

    si, è vero. Infatti serve a “lisciare” le rughe e non a gonfiare, come – penso – Voluma.
    Sarebbe interessante un post su ciascun prodotto delle marche di fillere più note per capire dall’esperienza personale cosa ci si può aspettare. Ho visto cmq che alcuni li hai già pubblicati.

    • Faceboost ha detto:

      Esatto. Voluma è come dice la parola il filler più volumizzante della linea Juvederm. Brava ad indicarmi quello di cui vorreste sentir parlare. Anche se effettivamente di tanti prodotti vi ho già raccontato. In ogni caso, ho pubblicato un documento nell’articolo che indica quali sono i filler approvati dall’FDA in USA e quindi considerati sicuri.

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