Eliminare i capillari dalle gambe si può? Intervista al dott. Francesco Collarino

Differenza tra vene varicose e capillari, terapie per trattare i capillari e loro differenze

Che differenza c’è tra vene varicose e capillari?

Le varici sono vene dilatate, allungate e tortuose che si dividono in:

  • tronculari,
  • collaterali,
  • reticolari.

Le teleangectasie sono i rami terminali di queste vene. Ritorno  all’esempio di prima: possiamo visualizzare il sistema come   il tronco di un albero (le vene)  con i suoi rami (i capillari). Potremmo riassumere sottolineando che il paziente che soffre di varici presenta sicuramente anche capillari visibili mentre chi ha capillari visibili non è detto che soffra di varici, ma presenterà  in ogni caso un’insufficienza venosa. Quindi, come ho detto sopra,  alla base della manifestazione estetica (i capillari) ci sarà sempre, o quasi, una malattia venosa cronica.

Quali sono le terapie utilizzate più di frequente per migliorare sia l’inestetismo che l’insufficienza venosa?

Le terapie utilizzate, tutte di tipo ambulatoriale, sono:

Terapia sclerosante

Il trattamento consiste nell’iniettare nella vena o nel capillare mediante l’uso di un ago sottilissimo e corto, sostanze varie (iodio, sostanze saponose, ecc…) che hanno lo scopo di irritare l’endotelio e che mirano alla chiusura e alla distruzione del vaso. Infatti l’iniezione della sostanza sclerosante produce un danno alla parete della vena ed un’infiammazione locale con successivo indurimento (sclerosi) della vena stessa. Successivamente all’infiltrazione del liquido sclerosante è necessario un bendaggio compressivo da applicare per le 3/4 ore successive al trattamento. Con la terapia sclerosante  si possono trattare:

  • i capillari,
  • le piccole varicosi,
  • le varici residuate dopo un intervento di chirurgia vascolare.

Si tratta di una metodica che ha goduto, in passato, di grande popolarità.

La scleroterapia presenta complicanze quali:

  • ulcerazioni e pigmentazione della cute,
  • accidentali iniezioni intraarteriose,
  • trombosi accidentali di rami profondi,
  • reazioni allergiche (anche gravi).

Iperpigmentazione dopo scleroterapia

TRAP

TRAP è l’acroniomo di Fleboterapia Rigenerativa Tridimensionale Ambulatoriale, con la quale  si iniettano nel capillare o nelle varici mediante un ago corto e sottilissimo sostanze, come elastina, collagene e salicilati (derivati dell’aspirina) aventi lo scopo di svolgere da una parte un’azione antinfiammatoria dall’altra di rinforzare e ricostruire la parete del vaso.

Si tratta di una  tecnica non aggressiva che, senza rischi di effetti collaterali di rilievo, consente di migliorare la problematica non solo dal punto di vista estetico ma soprattutto dal punto di vista della malattia ossia l’insufficienza venosa agli arti inferiori in quanto tale. Infatti uno dei primi effetti riscontrabili dopo le sedute di TRAP è la scomparsa della pesantezza e del gonfiore delle gambe.

La TRAP, a differenza delle classiche tecniche di scleroterapia, non chiude o elimina i vasi sanguigni, ma ne riduce il calibro rendendoli più forti e funzionali. Le vene danneggiate non si strappano e non si chiudono, ma vengono rigenerate e guarite. Potremmo definirla una terapia rigenerativa.

Dopo il trattamento con la TRAP nel caso in cui vengano trattati: 

  • i capillari viene applicato un bendaggio compressivo che può essere rimosso dal paziente stesso dopo poche ore,
  • le varici sarà indispensabile  indossare delle calze elastiche, che dovranno essere portate tutti i giorni, per l’intero periodo in cui si effettuano le sedute di TRAP. 

Alcuni, erroneamente, hanno definito la TRAP una sorta di terapia sclerosante leggera. Ma in realtà questa terapia non ha niente a che vedere con la terapia sclerosante non determinando nessuna distruzione del vaso.

 Laser vascolari

Quelli utilizzati più di frequente sono quelli 

  • a diodo,   
  • il neodimio Yag long pulse che rappresenta il gold standard nel trattamento dei capillari.

Il laser neodimio yag in azione

La scelta del laser da usare dipende da qual è la  zona da sottoporre a trattamento (viso o corpo) e dal tipo di problematica che dobbiamo trattare.

I laser vascolari, avendo come bersaglio l’emoglobina,  agiscono emettendo un breve impulso di luce che viene assorbito dai globuli rossi all’interno delle vene da eliminare. Ciò comporta la distruzione delle vene “ammalate” con effetti minimi sui tessuti circostanti.  L’energia della luce del laser, concentrata quindi solo sulla zona da trattare, viene trasferita dal laser alla vena provocandone la chiusura, con conseguente riassorbimento dei vasi sanguigni. La vena quindi, non trasportando più sangue, viene, di seguito,  riassorbita ed eliminata in modo fisiologico dall’organismo.

Il laser Neodimio Yag utilizzato dal dott. Collarino

Il trattamento è utilizzato molto spesso per chiudere i piccolissimi capillari che, per il loro ridottissimo diametro, non possono essere trattati medianteTRAP.

Gli effetti collaterali riscontrabili dopo il trattamento laser possono riguardare:

  • rossore di qualche ora,
  • eventuale modico gonfiore di qualche giorno sul capillare trattato.

 

Gonfiore sul capillare trattato

Dopo il trattamento è consigliato l’utilizzo di creme che accelerano la rigenerazione dell’epidermide.

Tutte le terapie suddette, al fine di ottenere il massimo dei benefici,  sono da combinare in relazione alla problematica del paziente e dal risultato che vogliamo ottenere. Non esiste un’unica terapia che va bene per tutti. Deve sempre essere personalizzata.

Lei  parla di terapia sclerosante, ma frequentando  questo studio ormai da molti anni, ho notato che, almeno su di me, avete sempre utilizzato la TRAP e mai la scleroterapia. Da cosa dipende questa scelta?

Essenzialmente dal fatto che effettuando qui interventi emodinamici abbiamo sempre preferito io ora, e mio padre prima di me, non utilizzare terapie  che comportassero la distruzione del vaso come la terapia sclerosante, ma che fossero mirati, come appunto la TRAP, a rinforzare e ricostruire la parete del vaso. Diciamo che siamo più a favore di  una strategia terapeutica conservativa e curativa più che distruttiva.

Parlava di complicanze derivanti da terapia  sclerosante.  Ma anche la TRAP può avere effetti collaterali?

Sia la TRAP che la terapia sclerosante devono essere effettuate da mani esperte. Onde evitare danni, talvolta anche seri.

Per quanto riguarda la terapia sclerosante, se, ad esempio, il medico inietta la sostanza al di fuori del capillare, perchè non lo “colpisce”, può provocare un’ulcerazione  della  pelle.

Lo stesso vale per la TRAP. Le iniezioni  non possono essere effettuate a caso, indistintamente su qualunque vena, ma solo su quelle malate che necessitano di essere  curate. Il rischio, altrimenti, potrebbe essere quello di restringere una vena sana, che funziona bene, invece di quella ammalata. Ecco perché è importante rivolgersi allo specialista. 

I trattamenti per eliminare i capillari sulle gambe possono definirsi definitivi?

Voglio essere chiaro:  i trattamenti effettuati per eliminare i capillari  agli arti inferiori,  avendo i capillari stessi  origine da una malattia cronica, migliorano molto la problematica, ma non possono essere mai definitivi.

È bene sottolineare che tutte le malattie che riguardano il sistema circolatorio, nonostante la differenza tra quelle di derivazione venosa e arteriosa,  sono croniche: è possibile curarne i sintomi, possono essere tenute sotto controllo facendo prevenzione, ma non si  riesce a curare ed eliminare le cause che determinano la malattia, che possono essere risolte solo momentaneamente. Quindi il problema tenderà nel tempo a ripresentarsi.

Faccio l’esempio degli ormoni femminili, in particolar modo il progesterone che rappresenta una delle cause che in larga parte determinano il manifestarsi delle teleangectasie. Si tratta chiaramente di un ormone fondamentale che non può essere soppresso e che quindi, come tale, influenzerà il sistema circolatorio comportando di conseguenza la formazione dei capillari.

Quindi è opportuno che il medico chiarisca bene  il concetto di cronicità legato a questo tipo di problematica e che indichi il percorso più adatto da seguire per evitare soprattutto il verificarsi della complicanze.

Il trattamento dei capillari sul viso  può invece dare risultati definitivi?

I trattamenti sul viso, se effettuati in modo corretto utilizzando il laser più indicato,  alla potenza appropriata,  possono considerarsi definitivi. In questo caso infatti il capillare, che viene detto ramo terminale, una volta trattato, scompare. E’ possibile che si ripresenti, in un altro punto, per eccessiva esposizione al sole o per traumatismo, ma quello trattato scompare.

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