Eliminare i capillari dalle gambe si può? Intervista al dott. Francesco Collarino

Fattori che favoriscono l'insorgenza dei capillari ed esami diagnostici da effettuare

Quali sono i fattori che possono favorire l’insorgenza dei capillari e/o peggiorarli?

I fattori che favoriscono l’insorgere della malattia sono molteplici, e possono essere cosi elencati:

  • fumo,
  • alcool,
  • utilizzo di indumenti attillati,
  • microtraumi o ustioni,
  • vita sedentaria e/o attività prolungate in piedi,
  • obesità ed errati regimi alimentari poveri di acqua frutta e verdura e consumo smodato di caffè, spezie, alcolici
  • utilizzo di ormoni estro-progestinici,
  • permanenza protratte vicino a fonti di calore  (azione vasodilatatrice). Si sconsigliano bagni prolungati con  temperature dell’acqua  superiori a 30 gradi e stare stesi al sole nelle ore più calde.

Per essere precisi non c’è una sola causa scatenante ma un insieme di concause che comportano l’insorgenza dell’insufficienza venosa e quindi dei capillari in quanto tali come manifestazione visibile ed estetica.

Oltre all’inestetismo visibile quali sono le conseguenze dell’insufficienza venosa?

Il paziente spesso oltre alla manifestazione estetica  lamenta:

  • formicolii, bruciori e dolore agli arti inferiori,
  • gonfiore alle gambe soprattutto la sera,
  • crampi notturni che diminuiscono se si cammina.

La presenza e la formazione di capillari può essere causata dalla presenza di cellulite e/o a ristagno di liquidi?

La panniculopatia e quindi il ristagno dei liquidi favorisce la sofferenza circolatoria a livello del sottocute e quindi il manifestarsi delle teleangectasie. Ma il problema venoso globale è la base e il fulcro da cui origina la presenza dei capillari. I capillari, mi preme sottolinearlo, rappresentano un sintomo non una malattia. Sono un sintomo che ci obbliga ad indagare per escludere o confermare la presenza di una malattia venosa  o un’insufficienza circolatoria cronica a livello degli arti inferiori

Quali sono gli esami che permettono di verificare se siamo in presenza di una malattia?

L’esame di base è l’ecocolordoppler, che esamina sia  il sistema venoso superficiale che profondo. Questo esame, non doloroso, permetterà di stabilire una “mappatura”  della rete venosa. Poi possono essere utilizzati anche strumenti più raffinati per effettuare indagini più approfondite. Ma già con l’ecocolordoppler mirato e con una visita medica adeguata, presso medici che si occupano della patologia vascolare,  si riesce ad avere una buona visione d’insieme per verificare se sussiste una malattia più importante sottostante.

L’ecocolordoppler utilizzato dal dott. Collarino

Che differenza c’è tra capillari blu e rossi?

Il diverso colore sta ad indicare la superficialità dei capillari e la diversa loro origine.

Solitamente sono:

  • quelli rossi più superficiali e sottili con flusso venoso interno veloce.  A volte possono essere la conseguenza di scleroterapia eccessivamente aggressiva a cui consegue il cosiddetto matting o rappresentare la parte terminale di un capillare più profondo.

 

Un esempio di matting

  • quelli blu più profondi e di calibro maggiore  con flusso venoso stagnante.

Capillari rossi e blu

In ogni caso quasi sempre  al disotto si ha la presenza di una vena più grande (vena “nutrice”) che non funziona bene e che causando un aumento della  pressione sanguigna, porta alla formazione dei capillari.

I capillari in funzione della  loro origine e  profondità  vengono trattati in modo differente?

I capillari rossi e blu sulle gambe, come del resto quelli che si presentano sul viso, devono essere trattati tutti in modo differente. capillari blu sono, di solito, più facili da trattare, quelli rossi, più sottili sono più resistenti

Diciamo che non esiste una modalità unica di trattamento  ma sarà necessario individuare la terapia corretta in relazione

  • alla zona da trattare (i capillari del viso richiedono ad esempio un approccio diverso rispetto a quelli del corpo),
  • alla problematica del singolo paziente.

La cosa importante e’ trattare innanzitutto la vena sottostante  che causa la formazione dei capillari  e successivamente i capillari in quanto tali.

Immaginiamo il tronco di un albero (la vena) con tanti rami (i capillari). Se non tratto prima il tronco ossia la vena ammalata  che origina i capillari, ma tratto solo i capillari il rischio è quello  di effettuare una semplice potatura, ma la vena ammalata continuerà a non funzionare e quindi continuerà a formare capillari. Si  potrebbe quindi correre il rischio di avere, dopo il trattamento, un vistoso aumento dei capillari invece che una loro diminuzione.

Questo accade quando  i capillari sono trattati da medici, estetici, dermatologi o chirurgi plastici  che trattano solo la manifestazione estetica del problema senza preoccuparsi della malattia sottostante.

Ribadisco questo concetto per me di fondamentale importanza: i capillari rappresentano una manifestazione estetica di una malattia sottostante e quindi non possono essere trattati solo dal punto di vista estetico.

Ritengo che le donne, quelle maggiormente colpite, dovrebbe essere correttamente informate che il problema dei capillari non è di natura estetica: ha una rilevanza estetica, ma non è un inestetismo come si è soliti definirlo.

E’ una manifestazione estetica di una malattia di base che purtroppo è cronica. 

Ecco perché è di fondamentale importanza rivolgersi al flebologo che è lo specialista più adatto a trattare queste problematiche, che avendo una visione d’insieme del sistema circolatorio, potrà, dopo un’attenta diagnosi, indicare  il percorso più corretto e i trattamenti più adeguati da seguire.

Rispondi