Il DEHA: l’ormone della giovinezza

Gli effetti dell’assunzione del DEHA in menopausa

Il motivo principale del grande interesse che sempre più si riversa sulla terapia ormonale sostitutiva e sulle varie alternative ad essa,  è  dettato, non da una moda momentanea, quanto piuttosto dal fatto che, con l’aumento dell’aspettativa di vita, noi donne  viviamo per più di un terzo della nostra vita in menopausa.

Diventa quindi di fondamentale importanza poter vivere in modo sereno questa fase e non come se rappresentasse una malattia invalidante, utilizzando terapie che abbiano formulazioni sempre più efficaci e con i minori effetti collaterali. In questa ottica sono molti gli studi effettuati  sull’utilizzo del DHEA, proposto come possibile terapia ormonale sostitutiva alternativa o complementare a quella tradizionale.

Nel maggio 2016 la Fondazione Alessandra Graziottin ha organizzato un simposio su “Testosterone, DHEA and women’s health” nell’ambito del 24° Congresso Europeo dell’ European Board and College of Obstetrics and Gynaecology (EBCOG) per sottolineare l’importanza degli ormoni androgeni anche nella donna, erroneamente ritenuti esclusivi degli uomini e troppo spesso dimenticati e per questo definiti “ormoni fantasma”.

Gli ormoni androgeni,  gli amici biologici più potenti della sessualità femminile, sono:

  • il deidroepiandrosterone (DHEA), prodotto dal surrene
  • l’androstenedione (A),prodotto in parte dall’ovaio e in parte dal surrene
  • il testosterone (T)
    • in età fertile è prodotto per il 15% per cento dall’ovaio, per il 25% dal surrene e per il  50% per cento dal grasso corporeo, che funziona come una vera e propria ghiandola endocrina, a partire da precursori a loro volta prodotti dall’ovaio o dal surrene;
    • dopo la menopausa, invece, è l’ovaio la sorgente più importante di testosterone nella donna, in quanto contribuisce per il 50-60% alla produzione totale corporea;
  • il deidrotestosterone (DHT) la forma biologicamente attiva del testosterone.

E nel sangue raggiungono livelli molto più elevati degli estrogeni, ormoni femminili per eccellenza. 

Ascoltate cosa dice la prof. Graziottin in questi video.

 

Nella menopausa fisiologica assistiamo ad una riduzione del testosterone del 50% e del DEHA del 70% . Nel caso poi di menopausa iatrogena o precoce la caduta del testosterone arriva anche all’80%.

Quando il livello degli ormoni androgeni è troppo basso, la donna può avvertire sintomi quali:

  • scarso desiderio sessuale,
  • maggiore difficoltà a raggiungere l’orgasmo e/o avvertire una sua minore intensità,
  • tendenza ad accumulare adipe sull’addome e sul punto vita e a perdere massa magra con aumento della massa grassa,
  • scarsa energia vitale, una condizione simile alla depressione, determinata spesso dalla carenza di androgeni,
  • maggiore sensazione di stanchezza fisica,
  • minore vivacità anche cognitiva,
  • maggiore difficoltà ad affrontare l’esercizio fisico. Il testosterone migliora infatti la performance muscolare oltre a consentire  buon trofismo osseo, contrastando quindi la tendenza all’osteoporosi tipica della menopausa

Gli ormoni androgeni ed il testosterone in particolare sono essenziali quindi per: 

  • mantenere in  salute il cervello della donna. E’ in grado di ridurre ansia, depressione, deterioramento cognitivo e Parkinson (problematiche che aumentano soprattutto  nelle donne che hanno subito l’asportazione delle ovaie  e non trattate con le necessarie cure ormonali),
  • mantenere la tonicità muscolare, migliorando gli effetti dell’esercizio fisico, e contrastare la perdita di massa e forza muscolare (sarcopenia),
  • ridurre l’osteoporosi e le fratture,
  • proteggere dalle malattie cardiovascolari,
  • stimolare il desiderio sessuale, i sogni erotici, le fantasie sessuali volontarie e le fantasie sessuali spontanee,
  • aumentare l’energia fisica e mentale.

Il DHEA ha un suo preciso “destino” metabolico e deve in pratica essere considerato un precursore di tutti gli ormoni steroidei. Poichè l’uso del DHEA nelle donne in post-menopausa si è dimostrato in grado di aumentare i livelli plasmatici del DHEA stesso, del DHEAS, dell’androstenedione, del testosterone, del diidrotestosterone, dell’estradiolo, del progesterone, dell’allopregnanolone e di diminuire quelli del cortisolo, possiamo dire che  per ripristinare i livelli normali di androgeni delle donne in menopausa sarebbe opportuno  l’utilizzo del DHEA come alternativa al testosterone.

Quindi, gli ormoni sessuali, se usati con intelligenza clinica, sono “potentissimi amici” della salute delle donne dopo la menopausa, tenendo conto di indicazioni e controindicazioni e  personalizzandone la somministrazione. 

Qualora la produzione di testosterone sia inadeguata, pur avendo ripristinato i livelli ottimali plasmatici di DEHA, è possibile,  in aggiunta al DEHA, una terapia a base di microdosi di testosterone bioidentico per via transcutanea, da applicare sulla vulva, che  migliora:

  • la lubrificazione,
  • l’eccitazione,
  • la congestione dei corpi cavernosi aumentando il numero degli orgasmi.

Si tratta di un testosterone di derivazione vegetale, che viene preparato dal farmacista dietro prescrizione medica, con un dispenser approvato dalla Food and Drug Administration, che consente di dosare esattamente la quantità quotidiana che si vuole applicare. 

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