Il DEHA: l’ormone della giovinezza

Introduzione

Durante la mia ultima visita ginecologica, la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’ospedale San Raffaele Resnati a Milano (www.alessandragraziottin.it ), mi ha prescritto,  raggiunti ormai i 53 anni, oltre alla famosa terapia ormonale sostituiva (TOS) sotto forma di cerotto transdermico, anche una serie di integratori. Tra questi uno mi sembra talmente interessante, utile ed efficace  in  questa fase così delicata della nostra vita che voglio condividere con voi tutto quello che ho scoperto. Si tratta del DEHA,  o meglio conosciuto come ormone della giovinezza.

La professoressa, bella donna, simpatica e, va da sé, preparatissima, ha infatti come massima aspirazione quella di mantenere le proprie pazienti belle, attive energiche, ed in forma sotto tutti i punti di vista, fisico, mentale e sessuale,  nonostante menopausa ed età che avanza.     

Prima di capire cosa è il DEHA  vorrei cercare di  sgombrare il campo da un dubbio e da un pò di confusione che spesso si fa, da alcuni anche volutamente, tra medicina estetica e medicina anti-aging

Differenza tra medicina estetica ed anti-aging

La medicina estetica e la medicina anti-aging, se pur complementari, sono due branche della medicina diverse che non devono essere confuse.

La medicina estetica è finalizzata a migliorare il benessere psicofisico della  persona, attraverso interventi non invasivi tesi a risolvere un inestetismo estetico che può creare imbarazzo o disagio anche psicologico.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha recentemente esteso il concetto di salute, definendola proprio  come il completo benessere psicofisico della persona”, riconoscendo quindi anche l’importanza della medicina estetica per il raggiungimento della piena accettazione del proprio aspetto fisico.

Diciamo che la medicina estetica è sostanzialmente finalizzata a migliorare l’aspetto meramente superficiale ed esteriore di noi stessi, della nostra cute ed annessi, a cui, poi, consegue un maggiore benessere in generale. In sintesi ci vediamo più belli, ci  piacciamo di più e questo si riflette sul nostro stato d’animo e ci fa stare bene.

La medicina antiaging, invece pur tenendo in considerazione anche questi aspetti, è soprattutto rivolta alla prevenzione delle malattie croniche degenerative che aumentano e si manifestano con il passare degli anni: malattie cardiovascolari, diabete, tumori, artropatie, Alzheimer e Parkinson, osteoporosi, sarcopenia,ecc.

L’approccio della medicina Antiaging è quindi incentrato soprattutto sull’aspetto della prevenzione indispensabile per affrontare al meglio l’età che avanza, attuata tramite:

  • stili di vita corretti, 
  • una corretta alimentazione ed integrazione alimentare,
  • adeguata attività fisica,
  • gestione dello stress.

Dal momento che, negli ultimi 50 anni, i grandi passi in avanti fatti dalla scienza hanno aumentato le aspettative di vita di circa 20 anni, lo scopo della medicina antiaging è quello di permettere ad ognuno di noi di vivere gli anni della nostra vecchiaia dignitosamente  in buona salute ed in forma fisica, invece che decrepiti e affetti da malattie invalidanti.   

Questo approccio preventivo, volto proprio  a migliorare la qualità della vita di una popolazione formata sempre  più da anziani, ha portato i medici anti-aging a prendere in considerazione anche  l’uso di alcuni ormoni, prodotti naturalmente  dal nostro organismo quando siamo giovani, associati normalmente a sensazione di benessere, e i cui livelli tendono a ridursi con l’età.

L’idea che  ripristinando il livello degli ormoni che si riducono fisiologicamente con l’età  fosse possibile  trovare la famosa “fontana della giovinezza” (la cui ricerca iniziò ai tempi di Alessandro Magno), risale ai primi del ‘900 quando Brown Siguard, nel tentativo di invertire il processo di invecchiamento, si auto iniettò degli estratti di testicolo.

La fontana della giovinezza

Da allora le terapie ormonali come cura antinvecchiamento hanno avuto alti e bassi nella comunità scientifica. E anche se attualmente assistiamo ad un grande interesse da parte dei sostenitori dell’anti-age verso le terapie ormonali, considerate una “cura miracolosa”, bisogna  sottolineare che  in realtà gli studi  scientifici effettuati fino ad oggi a tal proposito non hanno ancora fornito  un parere univoco e definitivo in questo senso.

Negli ultimi anni molti medici che si occupano di medicina estetica hanno iniziato ad interessarsi anche di medicina antiaging. Questo permette loro di avere un approccio più completo ed integrato alle problematiche legate all’invecchiamento e di fornire risposte maggiormente efficaci ed adeguate ai pazienti.

Avevo già  condiviso con voi (art. L’ossigeno ozono terapia: la mia esperienza  ) e fatto mio ciò che sostiene il prof. Marianno Franzini, Presidente SIOOT (Società Italiana Ossigeno Ozono Terapia):

“L’invecchiamento estetico oggi ha trovato molte risposte che ne rallentano se non addirittura cancellano i segni esterni. Ma all’invecchiamento interno del nostro corpo chi ci pensa? Ha senso consegnare ai nostri pazienti una splendida cornice esterna, senza ristrutturare o almeno mantenere sano il nostro interno?”

Ebbene la medicina anti-aging in cui rientra anche la pratica dell’Ossigeno Ozono Terapia  “può rappresentare una risposta efficace, convincente, utile, alla  aspettativa dei pazienti di rimanere con performance giovanili ed allungamento di una vita in buona forma”

 Un’altra puntualizzazione riguarda il tipo di ormoni utilizzati in medicina  antiaging: si tratta dei cosiddetti ormoni bioidentici diversi da quelli normalmente usati per la contraccezione e, in menopausa, per la  terapia sostitutiva i quali hanno una struttura molecolare differente dall’ormone naturale che dà loro normalmente più potenza, ma anche più effetti collaterali. In realtà la definizione ormone bioidentico è  controversa. Attualmente infatti non esistono prove scientifiche sulla loro effettiva identicità, dal punto di vista strutturale, agli ormoni endogeni prodotti dal nostro organismo, anche se i loro effetti  sembrerebbero dimostrarlo.

Ma vediamo di capire che cosa è il DHEA e a cosa serve.

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