Bacche di Açai: moda o vero superfood?

By 16 dicembre 2017Gli integratori

Introduzione

Sulle riviste che consulto per rimanere costantemente aggiornata su tutto ciò che riguarda la medicina antiage, l’alimentazione e l’integrazione alimentare ultimamente è tutto un gran parlare di bacche di Açai.

Dal momento che, lo dico in tutta sincerità, questi prodotti sono sempre pompati dal marketing, in modo spesso eccessivo e talvolta ingiustificato decantandone effetti quasi magici senza alcun valido supporto scientifico, ho cercato di vederci un pò più chiaro.  Ho deciso quindi di “studiare” cosa fosse la bacca di Açai, quali fossero i suoi benefici e,  chiaramente, cosa fondamentale per capire dove sta la verità, provare il prodotto.

Vediamo cosa ho scoperto e com’è andato il test su me stessa.

 Cosa è Açai

E’ definito un superfood per le sue proprietà straordinarie ed è entrato di diritto a far parte dei Functionals Foods (cibi funzionali).

Açai è il frutto di una palma che cresce principalmente nelle zone paludose a nord del Brasile, a livello dell’estuario del Rio delle Amazzoni. Ha un’aspetto molto simile al mirtillo  ed è ricco di fibre, vitamine (A e C), sali minerali, antiossidanti, omega 6 e omega 9.

La palma di Açai

 

Le bacche di Açai

Le bacche di Açai, che in portoghese significa frutto che piange, sono state “scoperte” recentemente, ed identificate “come i frutti con più nutrienti della foresta amazzonica”. In uno studio condotto su tre popolazioni Caboclo, nell’Amazzonia brasiliana, si è notato che le bacche di Açai rappresentano l’ingrediente principale della loro dieta,  fino a raggiungere il 42% del consumo totale di cibo in peso. 

Ma vediamo di capire quali sono le caratteristiche di questo frutto che lo ha reso così famoso e, soprattutto, se veramente mantiene le promesse come superfood.

Join the discussion 6 Comments

  • Stefania ha detto:

    Grazie per questo tuo contributo sei un mito,!!

  • Laura Giarré ha detto:

    Molto interessante questo post. Grazie

  • claudia rocchi ha detto:

    cara Michela, apprezzo sempre tanto la tua analisi personale “scientifica” ed equilibrata, super partes. Sono pienamente d’accordo con te, anch’io mi sono lasciata coinvolgere dal nuovo marketing esotico per il quale ho investito tanto denaro, per lo più in farmacia, a cominciare da bacche di goji bio costosissime, consumate per mesi, frutto di Acai e pure succo di Maqui. Alla fine non ho ottenuto nulla sul fronte estetico. Sono convinta, come hai valutato tu stessa, che siano frutti validi se consumati nel paese di appartenenza, noi abbiamo i nostri che, se coltivati nella giusta maniera, possono fornirci analoghe vitamine e sali minerali. Utili soprattutto per prevenire sintomi influenzali, per rinforzare le difese immunitarie, cosa di non poco conto, ma non mirati a un’estetica anti age più evidente. un caro saluto, cla

    • Faceboost ha detto:

      Cara Claudia, come avrai potuto leggere, concordo pienamente. L’importante è sempre bene mantenere uno spirito critico. Il succo di Maqui però mi manca. In compenso ho speso e buttato un sacco di soldi in papaia fermentatata, altra bufala colossale. E vabbè diciamo che abbiamo fatto girare l’economia. Ridiamoci su. A presto. Michela

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