Bacche di Açai: moda o vero superfood?

By 16 dicembre 2017Gli integratori

Il mio personale test su Açai

Come ho  consumato Açai

Ho acquistato Açai biologico, in polvere,  pur consapevole che il miglior modo per consumarlo fosse la polpa surgelata. Ma poiché il prodotto è acquistabile su internet, temevo che non venisse rispettata la catena del freddo. Quindi ho optato per un prodotto più “sicuro”.

Questo il prodotto che ho acquistato.

 

 

Ne assumo, da circa tre mesi, due cucchiaini da caffè sciolti in un bicchier d’acqua la mattina dopo colazione.

Il costo di una confezione di Açai cruda in polvere bio ha un costo di 27,90.

Cosa ho ottenuto con Açai

Da quanto appena detto Açai sembrerebbe essere di aiuto per tutto, una vera panacea di tutti i mali. Quasi, oserei dire, un frutto miracoloso. Un paio di cucchiaini e, voilà, tutti i nostri problemi  di salute sembrerebbero sparire come d’incanto a tal punto che verrebbe spontaneo chiedersi: come abbiamo fatto a vivere senza Açai fino ad oggi?

Perché la medicina tradizionale (che cattivoni questi medici!!!), che ci vuole tutti malati per lucrare sul nostro stato di salute, ci ha privato di un frutto così prezioso?

Ebbene, io che ho provato questo frutto magico, per ben tre mesi vi dico in tutta sincerità: le bacche di Açai non mantengono le promesse e, almeno su di me, non hanno avuto nessun effetto benefico tra  quelli appena descritti.

Non ho notato nessun effetto:

  • sulla pelle, 
  • sui capelli, 
  • sulle articolazioni (soffro di una forma reumatica autoimmune che rende le mie articolazioni rigide),
  • come dimagrante.

Forse, effettuando le analisi del sangue prima dell’assunzione e a distanza di tre mesi, avrei potuto notare un qualche cambiamento nei valori ematici, ma così, ad occhio nudo, non ho potuto verificare nessun tipo di risultato.

Periodicamente il marketing pone alla ribalta, con massicci battage pubblicitari, vari prodotti esotici esaltandoli come  antitumorale, antiage, anti-arteriosclerotico, antidiabete, anti-obesità, insomma anti-tutto.

E’ stato il momento della papaia, prima, delle bacche di goji, poi (tutto costosissimo, provato per vari mesi con risultati pari a zero, anzi le bacche di goji mi hanno fatto anche ingrassare!! Ma non dovevano essere dimagranti? Boh…) 

Ed ecco ora  arrivato anche  il momento d’oro dell’Açai.

Del resto è giusto: il marketing deve sempre proporre prodotti nuovi che,  almeno per un pò, ci lascino cullare nell’illusione che sia possibile diventare più belli, mantenersi in forma e in buona salute senza sforzo, utilizzando semplicemente  qualche bacca miracolosa e senza  ricorrere alla medicina tradizionale.

Su Açai, è vero, sono stati condotti molti studi, che fanno capire un interesse concreto nei confronti di questo frutto, ma che, ad oggi, hanno portato solo alla conclusione che sia un buon antiossidante e nulla più, alla stregua di altri frutti nostrani, più a portata di mano come uva, frutti di bosco e melograno.

Discorso diverso sarebbe se vivessimo in Brasile. In tal caso l’Açai mangiato crudo e appena colto, senza aver subito vari  processi di spremitura o essiccazione che ne riducono il valore nutritivo,  avrebbe senz’altro  maggiore efficacia, come del resto i nostri frutti, se consumati al naturale.

Penso quindi,  che chi vuole  mantenersi in forma solo attraverso l’alimentazione, senza neppure ricorrere a integratori, non abbia bisogno  di rivolgersi a frutti esotici. Molto meglio una banale dieta equilibrata che contenga normalissima  frutta di stagione cercando di  scegliere  quella maggiormente  ricca di antiossidanti.

Tutto ciò che ho appena riportato non ha niente di pregiudiziale, ma deriva da esperienza personale e serve solo a far luce su alcuni prodotti, a volti spinti a dismisura dal marketing, che basano la loro fama solo sulla pubblicità e non su reali risultati di studi scientifici. E’ quindi un invito a valutare in senso critico, caso per caso, senza lasciarsi abbindolare dalle sirene della pubblicità, che cercano di spingere noi, consumatori ignari, all’acquisto del prodotto del momento  che diventa, periodicamente, di moda. 

Join the discussion 6 Comments

  • Stefania ha detto:

    Grazie per questo tuo contributo sei un mito,!!

  • Laura Giarré ha detto:

    Molto interessante questo post. Grazie

  • claudia rocchi ha detto:

    cara Michela, apprezzo sempre tanto la tua analisi personale “scientifica” ed equilibrata, super partes. Sono pienamente d’accordo con te, anch’io mi sono lasciata coinvolgere dal nuovo marketing esotico per il quale ho investito tanto denaro, per lo più in farmacia, a cominciare da bacche di goji bio costosissime, consumate per mesi, frutto di Acai e pure succo di Maqui. Alla fine non ho ottenuto nulla sul fronte estetico. Sono convinta, come hai valutato tu stessa, che siano frutti validi se consumati nel paese di appartenenza, noi abbiamo i nostri che, se coltivati nella giusta maniera, possono fornirci analoghe vitamine e sali minerali. Utili soprattutto per prevenire sintomi influenzali, per rinforzare le difese immunitarie, cosa di non poco conto, ma non mirati a un’estetica anti age più evidente. un caro saluto, cla

    • Faceboost ha detto:

      Cara Claudia, come avrai potuto leggere, concordo pienamente. L’importante è sempre bene mantenere uno spirito critico. Il succo di Maqui però mi manca. In compenso ho speso e buttato un sacco di soldi in papaia fermentatata, altra bufala colossale. E vabbè diciamo che abbiamo fatto girare l’economia. Ridiamoci su. A presto. Michela

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